«Quando l’Italia tifava Panini»
Giovenzana, oggi a capo della “Anderlini”, e l’ascesa trionfale di un gruppo di studenti campioni
«Vengo da una famiglia di sei fratelli tutti mugnai. Mio padre è stato l'unico a intraprendere la carriera di insegnante di educazione fisica e io ho seguito le sue orme», ci racconta Rodolfo Giovenzana, nato a Cavezzo nel 1949, figura di spicco del volley modenese, presidente della Scuola di Pallavolo Anderlini. «Mi sono trasferito a Modena quando avevo 6 anni e a quell'età ricordo che trascorrevo le vacanze estive in colonia in Appennino, dove un maestro mi fece conoscere la grande passione della mia vita: la pallavolo. La mia prima partita fu su un prato di montagna in discesa, con un filo montato al momento come rete: è iniziato tutto da lì - sorride Rodolfo - prima di approdare alla pallavolo nel 1963, ho fatto basket e scherma ma ho capito che la mia strada era un'altra e sono arrivato a giocare nella squadra dei Vigili del fuoco, la Menegola, che poi si trasformò in Panini nel 1965. La Panini degli anni Settanta, Ottanta - prosegue Giovenzana - era formata quasi integralmente da giocatori di Modena e questa fu una formazione irripetibile per il cambiamento nella pallavolo italiana».
«Ricordo con affetto la grande partecipazione di tutti i nostri coetanei alle vicende della squadra: nei primi anni Settanta tutti noi facevamo le superiori a Modena e giocavamo in serie A che eravamo ancora studenti! L'evento partita del sabato era atteso da tutti i nostri amici che ci venivano sempre a vedere: il coinvolgimento era forte perché la Panini era la squadra della città».
Rodolfo racconta che il primo giocatore straniero ad entrare nella squadra fu Musil Joseph, cecoslovacco: «Aveva dieci anni più di noi, era già stato campione del mondo e ci aiutò davvero tanto a crescere. In quegli anni in Italia tutta la pallavolo si identificava nella Panini, grazie alla gestione illuminata della famiglia Panini e alla gestione tecnica di Franco Anderlini, che divenne allenatore della nazionale e qualificò per la prima volta la nazionale italiana ai giochi olimpici a Montreal, e a cui è stata dedicata la scuola di cui sono l'attuale presidente».
«Una delle emozioni più grandi legate alla mia carriera di giocatore - dice Giovenzana - è legata al torneo di qualificazione che facemmo a Roma per le Olimpiadi: era il gennaio del 1976 e ci qualificammo vincendo 3 a 2 contro la Bulgaria. Alla gioia della vittoria si aggiungeva la certezza di poter partecipare alle Olimpiadi e ricordo ancora l'adrenalina accumulata che mi provocò quasi uno svenimento in campo!».
Giovenzana ha giocato e allenato fino 1985; poi, dal 1986 al 1996, è stato allenatore, settore femminile, del Volley Modena serie A1 e Spezzano serie A2. «Dal 1997 mi dedico a tempo pieno allo sviluppo del progetto della Scuola di Pallavolo Anderlini dove facciamo attività sia maschile che femminile per i giovani della fascia 3-19 anni: abbiamo circa 1250 ragazzi. La caratteristica più importante di questa scuola è che tutti vi possono accedere, a prescindere dalle capacità. Quest'anno Modena è Città europea dello Sport - conclude Giovenzana - e da sempre è culla della pallavolo a livello nazionale: con la scuola Anderlini continuiamo in questa tradizione, per dare ai nostri ragazzi la possibilità di vivere attraverso lo sport un'esperienza positiva».
GUARDA SU INTERNET
VIDEO E FOTOGALLERIA
www.gazzettadimodena.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
