«Camera di commercio, ecco dove tagliare»
Partito Repubblicano: «Stop ai compensi dei “nominati” e si girino quei fondi all’economia locale»
«Siamo sicuri che tutte le attività svolte siano indispensabili ed abbiano un qualche ritorno che non sia nelle sole tasche dei membri dei consigli di amministrazione delle società create e/o partecipate dalla Camera di Commercio?»
È la domanda con la quale si chiude una nota del Partito Repubblicano che interviene nel dibattito avviato i nquesti giorni sugli ipotizzati tagli alla Camera di Commercio che , comprensibilmente, preoccupano i dipendenti. Per il Pri occorre fare distinzioni tra cosa effettivasmente verà tagliato e vedere bene cosa merita di esserlo. E qui si punta il dito sui lauti stipendi e indennità che vengono corrisposti. Ad esempio ci sono i 216mila 264,53 euro del direttore Stefano Bellei, i 65 mila euro fissi del presidente Stefano Torreggiani , ai quali vanno aggiunte i gettoni di presenza 103 euro a riunione. Gettoni che sono pari a 520 euro per il vice presidente e i consiglieri e 390 per i membri di giunta. .
Il Pri fa presente ai dipendenti «che ridurre il contributo camerale non elimina risorse alle imprese, anzi li lascia nelle casse delle imprese stesse: pensiamo a cosa sarebbe successo se l'impostazione iniziale governativa di lasciare libera l'iscrizione alle Camere di Commercio fosse stata mantenuta……»
La nota prosegue con lo stupore per il silenzio delle associazioni imprenditoriali sul tema «che le coglie impreparate ad un'iniziativa del governo Renzi che va a vantaggio degli imprenditori ci stupisce. Ciò detto vengono esposte alcune proposte ».
Allora vorremmo cominciare noi col formulare proposte per tagliare senza penalizzare. «Il vertice della Camera di Commercio, non eletto ma nominato dalle diverse associazioni, dovrebbe, visto il ruolo onorifico che dovrebbe ricoprire in futuro, con sensibile riduzione dei compiti operativi, rinunciare agli emolumenti dei propri rappresentanti e destinarlo a rimpinguare i fondi per i consorzi fidi e le società ritenute indispensabili per il mantenimento e lo sviluppo dell'economia locale. Occorre poi considerare che lo sviluppo dell’informatica e la sburocratizzazione comporterà inevitabilmente la riduzione di spese e la revisione di quelle amministrative. I contributi dei fondi camerali dovrebbero essere ripartiti fra le varie categorie in funzione dei contributi versati dall'insieme delle singole categorie produttive e potrebbero essere rimpinguati da un'eventuale maggiorazione tariffaria sulle prestazioni effettuate per le singole ditte richiedenti servizi camerali».
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