AGGIORNAMENTI Coronavirus 47 i contagiati in Emilia Romagna, 8 a Carpi L'ira di Bellelli: "Additano come untore parenti del contagiato. Una vergogna, smettetela"
Da registrare anche un decesso: il paziente era un cittadino lombardo, un 70enne già affetto da importanti patologie pregresse. Proveniente da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, era stato ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma. Attivo il numero verde della Regione: 800 033 033
RABBIA DEL SINDACO BELLELLI: "ADDITARE COME UNTORE I FAMILIARI DEL CONTAGIATO. SMETTETELA"
Parenti delle persone risultate positive al Coronavirus che vengono additati pubblicamente come untori, mentre fanno la spesa. Oppure, persone che scambiano una divisa aziendale per una 'certificazione' di infezione automatica o quasi. È Il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, questa sera, a richiamare al senso di responsabilità la sua comunità, dopo i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime ore (sempre legati al 62enne dell'azienda garc risultato positivo, per legami col focolaio lombardo).
"Carpi non è diventata zona rossa, Carpi rispetta l'ordinanza regionale e quella comunale, integrativa, che abbiamo presentato ieri", si sbraccia bellelli in un nuovo video, diffuso dopo il ripetersi di episodi "antipatici", come li chiama stigmatizzandoli il sindaco dem, nonostante le raccomandazioni e le denunce della regione contro le fake news. "Non voglio più sentirmi dire- sbotta Bellelli in municipio- che un parente di una persona risultata positiva al virus mentre fa la spesa si sente dare dell'untore, e ricordo che il nome sulla giacca di un'azienda non contraddistingue una persona risultata positiva al test".
EMERGENZA IN EMILIA ROMAGNA: 47 I CONTAGIATI, MA QUI NESSUN FOCOLAIO
Una mamma, positiva al Coronavirus, che all’ospedale di Piacenza partorisce un bambino che sta bene e che non ha il virus, e i primi due pazienti dimessi. Sempre dal nosocomio piacentino, infatti, sono usciti un signore di Codogno e un operatore sanitario di Piacenza che lavora al Pronto soccorso del Comune lodigiano, dove fece il triage al paziente 1 (il primo a essere contagiato in Italia).
Entrambi, adesso, osserveranno un periodo di isolamento precauzionale a casa, ma stanno bene. Mauro Codeluppi, direttore Malattie infettive all’ospedale di Piacenza, spiega: “I due pazienti che abbiamo dimesso ieri non avevano una sintomatologia grave.
Pur avendo contratto il virus, non sono mai andati incontro a insufficienza respiratoria, ma solo a febbre e sintomi respiratori minori. Il primo, il triagista che lavora all’ospedale di Codogno, è stato in reparto dalla notte tra sabato e domenica fino a ieri mattina. Il secondo, medico del nostro ospedale, ha avuto un ricovero ancora più breve, da domenica a martedì.
Entrambi sono stati dimessi perché ormai senza febbre e clinicamente guariti, con l’unica raccomandazione di trascorre un ulteriore periodo di isolamento a casa, per il tempo necessario a escludere una residua contagiosità.
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I NUMERI AGGIORNATI DELL'EMERGENZA
Intanto, in Emilia-Romagna il numero di casi positivi sale a 47, alla luce dei quasi 630 test tampone refertati: 28 a Piacenza, 8 a Parma, 8 a Modena – tutti riconducibili al focolaio lombardo - e 3 a Rimini, sui quali sono in corso approfondimenti epidemiologici. Dei 47, sono 3 i pazienti in terapia intensiva, quasi la metà sono in isolamento domiciliare a casa. Diciassette i nuovi casi registrati dopo l’aggiornamento del mattino: 8 nel piacentino, 4 nel parmense, 3 nel modenese e 2 nel riminese.
L'ASSESSORE VENTURI: SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO
“Continuiamo a non avere elementi per parlare di focolaio in Emilia-Romagna, anche alla luce delle nuove positività- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Ribadisco che il nostro sistema sanitario è perfettamente in grado di sostenere la situazione al meglio, sia per quanto riguarda i cittadini sia nei confronti del personale sanitario. Proseguono inoltre gli accertamenti sui casi ancora in corso di analisi, che sono circa una quarantina a fronte degli oltre 600 tamponi ad oggi refertati. E da domani- aggiunge Venturi- ai due attuali laboratori di Bologna e Parma si affiancherà anche quello di Pievesestina in provincia di Cesena. Desidero inoltre tranquillizzare le famiglie che in queste ore si erano poste l’interrogativo se fosse necessario un certificato medico per il rientro a scuole dei loro figli alla riapertura delle scuole. L’Ufficio scolastico regionale mi ha infatti confermato che non sarà necessario alcun certificato medico per essere riammessi a scuola. Quanto a episodi di fake news- conclude-, non si fermano le denunce alla polizia postale da parte delle aziende sanitarie” UNA DONNA E DUE UOMINI I NUOVI CONTAGIATI MODENESI
Sono un uomo di 42 anni, una donna di 53 anni e un'altro uomo di 42 anni le tre persone contagiate ricoverate nel reparto di malattie infettive, insieme agli altri 5 dei giorni scorsi. Anche in questo caso si tratta di familiari e in un caso di un dipendente dell'imprenditore ricoverato per primo.
IN DUOMO CELEBRAZIONE DELLE CENERI A PORTE CHIUSE.
Il vescovo di Modena e Nonantola monsignor Erio Castellucci ha presieduto in Duomo la celebrazione delle Ceneri, che apre il periodo della Quaresima. In ottemperanza alle disposizioni regionali la messa è stata celebrata a porte chiuse. In cattedrale soltanto il vescovo, i concelebranti, i diaconi, il coro.
LA CONFERENZA STAMPA POMERIDIANA DELL'ASSESSORE ALLA SANITA' VENTURI
Contagi in aumento, sono saliti a quota 47 in tutta l'Emilia Romagna, ma anche due dimissioni dall'ospedale di Piacenza. Sono le principali novità statistiche sull'emergenza Coronavirus comunicate dall'assessore alla Samità dell'Emilia Romagna Sergio Venturi, nella sua conferenza stampa quotidiana.
LE CONDIZIONI DEI RICOVERATI AL POLICLINICO SONO BUONE. POSSIBILI NUOVI CASI
Sono buone le condizioni delle persone ricoverate nel reparto di Malattie Infettive del Policlinico. Oltre al primo paziente, il 62enne di Carpi, ricoverato già da alcuni giorni e ora in terapia intensiva, se ne sono aggiunti ieri altri 4, la cui presenza del contagio è stata verificata.
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Si tratta di persone a lui familiari o di colleghi. Altre tre persone sono attualmente monitorate, ma non è ancora stata accertata la loro positività al Coronavirus. "Sono tutti legati allo stesso focolaio", quindi quello di Carpi, hanno spiegato al Policlinico. All'ospedale non viene escluso, anzi stante la situazione si ritiene probabile che possano essere accertati nuovi casi. Il reparto Malattie Infettive si sta atrezzandfo per aumentare i posti letto, senza ricorrere a tensostrutture esterne.
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SALGONO 5 I CASI DI CONTAGIO NEL MODENESE. PRIMO MORTO IN EMILIA ROMAGNA
Quattro nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, di cui 2 a Piacenza e 2 nella provincia di Modena: si tratta di contagi tutti riconducibili al focolaio lombardo, nessuno di questi è in condizioni critiche. Complessivamente, sale così a 30 il numero dei casi sul territorio regionale: 20 a Piacenza, 4 a Parma, 5 a Modena e 1 a Rimini.
Da registrare anche un decesso: il paziente era un cittadino lombardo, un 70enne già affetto da importanti patologie pregresse. Proveniente da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, era stato ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma.
Per quanto riguarda le condizioni degli altri casi positivi rilevati nei giorni scorsi, 2 soli sono in terapia intensiva, 14 ricoverati in condizioni non critiche presso i reparti di malattie infettive e 13 – di cui 9 asintomatici – si trovano in isolamento al proprio domicilio. A scopo precauzionale, la Protezione civile regionale è già pronta ad allestire nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone ai primi controlli prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri.
Soprattutto a tutela degli operatori sanitari. Oltre alle 3 già messe in campo nel piacentino, ne sono in arrivo altre all’esterno di diversi nosocomi della regione. Altre informazioni, su questo aspetto, nel pomeriggio.
CARPI L'AZIENDA GARC AUTOSOSPENDE L'ATTIVITA' BONACCINI: SONO AL LORO FIANCO
La Garc, azienda di Carpi dove si è registrato il primo caso di contagio da Coronavirus nella provincia di Modena, legato al focolaio lombardo, e dove altri dipendenti sono destinati all'isolamento precauzionale, ha autosospeso l'attività.
Al fianco di ditta e lavoratori, «per tutelare l'azienda e preservare la continuità di reddito dei dipendenti» si schiera il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
«La scelta dimostra grande senso di responsabilità verso la comunità e le proprie maestranze. Stiamo affrontando una situazione molto complessa e la collaborazione che può venire in queste circostanze da parte dei soggetti coinvolti, loro malgrado, è molto importante».
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Garc, prosegue Bonaccini, «è un'azienda importante del territorio e non solo deve continuare a vivere, ma è essenziale che possa riprendere la propria attività non appena ce ne saranno le condizioni. Per questo è essenziale preservarne l'integrità, così come la continuità del reddito dei lavoratori». Come noto, «abbiano già posto al Governo la necessità di approntare tempestivamente interventi normativi e finanziari che permettano di gestire situazioni simili e di altra natura a sostegno di imprese e lavoratori. Già oggi, nella quotidiana videoconferenza con il premier Conte, rinnoverò la richiesta che ho avanzato ieri a nome delle Regioni, anche a partire da un caso emblematico come quello di Garc».
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BIBLIOTECHE A MODENA: APERTE CON ALCUNI ACCORGIMENTI
Sono tutte aperte al pubblico le biblioteche comunali di Modena, con accorgimenti, nel rispetto dell’ordinanza contingibile e urgente del presidente della Regione e del Ministro della Salute relativa alle misure precauzionali per il “Corona virus”.
La biblioteca Delfini di corso Canalgrande 103 e le tre decentrate di quartiere “Crocetta”, “Rotonda” e “Giardino” garantiscono i servizi di prestito e restituzione e osservano gli orari consueti (per informazioni www.comune.modena.it/biblioteche).
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In tutte sono chiuse le aree bebè e, per evitare la formazione di code eccessive, gli utenti sono invitati a utilizzare, dove presenti, le postazioni di autoprestito; quotidiani e riviste non sono disponibili in formato cartaceo, ma solamente nella versione on line mediante la biblioteca digitale EmiLib, consultabili dai propri dispositivi personali grazie al wifi sempre disponibile.
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Per evitare un eccessivo affollamento dei locali, alla Delfini sono limitati alcuni servizi: non è accessibile al pubblico, oltre all'area bebè, la sala studio al primo piano, con servizi annessi e per il prestito di libri o materiale conservato in queste sezioni è necessario rivolgersi agli operatori. Tutti i prestiti in scadenza in questi giorni sono automaticamente prorogati fino all’1 marzo. È comunque possibile verificare la situazione dei prestiti in corso con la app BiblioMo oppure sul sito web (www.bibliomo.it) accedendo con le proprie credenziali alla parte riservata agli utenti.
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AGGIORNAMENTO DELLE 7
È di 325 contagiati di cui 11 morti il bilancio del coronavirus in 9 regioni d'Italia: 240 casi con 9 vittime in Lombardia; 45 casi con 2 morti in Veneto; 26 casi in Emilia Romagna; 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia; 2 in Toscana e Liguria; 1 in Alto Adige. Attesa oggi la conferma di una positività nelle Marche. Crisi intanto per turismo e agricoltura. La Camera darà oggi l'ok al primo dl coronavirus, poi venerdì ne è atteso un altro in Cdm. Stasera a Montecitorio informativa urgente di Speranza.
LA MAPPA DEI CONTAGI AGGIORNATA IN TEMPO REALE
LA SITUAZIONE A MODENA E PROVINCIA
Sono 3, tutte ricoverate al Policlinico, le persone contagiate in provincia di Modena. All'imprenditore 62 enne di Carpi, ricoverato lunedì a malattie infettive e ora trasferito in terapia intensiva, si sono aggiunti due suoi familiari, risultati positivi al test tampone e ora ospitati nel reparto di Malattie infettive. La situazione nel resto della provincia è tranquilla, si rispettano i criteri stabiliti nell'ordinanza regionale. A Carpi il sindaco ha invece ulteriormente ristretto con una sua ordinanza le disposizioni regionali. Ad esempio è stato vietato il mercato.
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DIFFONDE NOTIZIA FAKE SU FACEBOOK DENUNCIATO DAI CARABINIERI
Un 58enne di Montecchio Emilia (Reggio Emilia) è stato denunciato dai carabinieri di San Polo d'Enza per procurato allarme. Aveva diffuso su una pagina Facebook una falsa schermata del Televideo Rai con l'annuncio di tre reggiani contagiati da Coronavirus. Notizia non vera, che ha però alimentato il panico fra i cittadini della zona.
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LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA
Sono sette i nuovi casi di positività al Coronavirus in Emilia-Romagna, che portano a quota 26 il numero dei contagiati sul territorio regionale.
Tra questi anche un 71enne del Riminese, rientrato dalla Romania, un caso che «fa un pò rabbia, perché ha avuto tantissimi contatti», ha detto a denti stretti l'assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi.
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A preoccupare è soprattutto il fatto che al momento non sembra che l'uomo, ricoverato all'ospedale di Rimini dopo un passaggio al pronto soccorso di Cattolica, possa aver contratto il virus dai focolai già conosciuti. «È tornato da poco e dobbiamo approfondire con lui i punti che ha toccato - ha spiegato l'assessore - lo sapremo nei prossimi giorni». Complessivamente quindi, in Emilia-Romagna, i casi di positività sono 18 a Piacenza, 4 a Parma, 3 a Modena e uno a Rimini.
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«Non è peggiorato nessuno», ha precisato l'assessore. È stato il Crrem, il Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna, a rilevare la positività del paziente ricoverato all'ospedale Rimini. Un caso per ora 'anomalò, sul quale ci sono accertamenti in corso, ma ci vorrà tempo per ricostruire tutti i suoi spostamenti degli ultimi 15 giorni.
«È una persona che ha avuto molti contatti, in Italia e all'estero, ha viaggiato, e quindi non è quello che è stato a casa sua e dobbiamo controllare solo i congiunti. Non credo sia un focolaio romagnolo, tenderei a escluderlo», ha sottolineato Venturi. L'uomo, che fa un lavoro a contatto con il pubblico e quindi potrebbe aver avuto rapporti ben al di fuori di una cerchia ristretta di persone, è rientrato il 22 febbraio: manifestava sintomi come tosse e febbre già da tre-quattro giorni e si è presentato al pronto soccorso di Cattolica.
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E proprio la stretta vicinanza del paese romagnolo alle Marche, potrebbe aver spinto anche la Regione confinante a decidere di chiudere le scuole. Il 71enne, ricoverato per una polmonite bilaterale, è il primo caso individuato dalla Regione dopo aver deciso di fare il test a tutti i pazienti con la polmonite. «Proporremo anche alle altre Regioni di adottare la metodica del tampone abbinato alla Tac del torace alle persone ricoverate con polmonite», ha spiegato infine Venturi. Intanto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha annunciato, d'intesa con i presidenti Zaia e Fontana, la richiesta del «blocco delle esportazioni dei dispositivi di protezione individuale prodotti dalle aziende italiane e la requisizione di questo materiale».
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Una misura necessaria, ha spiegato, per «evitare che fra pochi giorni ci si trovi nella situazione in cui non si trovino mascherine, tute, guanti, cuffie e i dispositivi necessari, soprattutto nelle Regioni più colpite».
E nell' Emilia-Romagna che ha chiuso fino al 1 marzo università, scuole, teatri e cinema, c'è chi pensa a lezioni e compiti a casa via web. È quanto intende sperimentare l'Istituto Comprensivo di Pianoro (circa 800 alunni), nel Bolognese, in questi giorni di stop forzato a causa del Coronavirus. Un esempio che altre scuole della Regione, in attesa di capire come evolverà la situazione, sono pronte a seguire.
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CORONAVIRUS: 11 VITTIME,CONTAGIO SI ALLARGA A 9 REGIONI
Il Coronavirus continua ad avanzare in Italia: sale a undici il conto delle vittime. Anche i quattro morti odierni sono anziani (tre in Lombardia e uno in Veneto). Trecentoventotto i positivi, circa cento in più del giorno precedente. E - proveniente dalle aree-focolaio del Settentrione - il contagio arriva al Sud, in Sicilia ed in altre 2 regioni, Liguria e Toscana.
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Dopo le tensioni di lunedì, il Governo vara un'ordinanza per uniformare i comportamenti delle Regioni che non fanno parte delle zone rosse (Lombardia e Veneto). E per far fronte alla carenza di mascherine ed altri Dpi (Dispositivi di protezione individuali), l' acquisto di questo materiale sarà centralizzato. Mentre fioccano da vari Stati gli inviti ad evitare l'Italia, il premier Giuseppe Conte prova a rassicurare: «è un'emergenza che si può affrontare, l'Italia è un Paese sicuro, più di tanti altri». Walter Ricciardi (Oms), nuovo consulente del ministro della Salute, Roberto Speranza, invita a «ridimensionare questo grande allarme, il 95% dei malati guarisce, tutti i morti avevano già condizioni gravi di salute».
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Al quinto giorno dopo la scoperta del primo caso di positività autoctona al Covid-19, il virus progredisce dunque. Il bollettino vede sempre la Lombardia al primo posto, con 240 contagiati; segue il Veneto (45), l'Emilia Romagna (26), Piemonte (3), Lazio (3), Sicilia (3), Toscana (2), Liguria (2) e Alto Adige (1)
. I pazienti ricoverati con sintomi sono 114, 35 in terapia intensiva, mentre 162 si trovano in isolamento domiciliare. Una persona è guarita. Eseguiti 8.623 tamponi. Sul primo morto veneto, Adriano Trevisan, la procura di Padova ha aperto un fascicolo per accertare se siano state rispettate le linee guida sul trattamento della malattia. I focolai sembrano essere sempre gli stessi, quelli lombardo-veneti.
Da lì provenivano i tre positivi (una coppia ed un altro componente) trovati a Palermo, arrivati con una comitiva di turisti bergamaschi. L'albergo nel quale alloggiavano è stato chiuso e tutti i clienti sottoposti a tampone. Stessa sorte per una turista di Castiglione d'Adda ad Alassio (Savona), primo caso in Liguria: il secondo contagiato ligure era passato da Codogno.
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Ed il virus 'lombardò è stato portato anche all'estero. Un'altra coppia di turisti proveniente dalla Lombardia è infatti ricoverata in isolamento nell'isola di Tenerife, dove era andata in vacanza. Anche una 36enne lombarda è stata trovata positiva a Barcellona, così come una coppia bergamasca a Innsbruck. Ma «gli italiani possono continuare a viaggiare», dice Speranza, che oggi ha incontrato i colleghi delle nazioni confinanti. I ministri, aggiunge, hanno convenuto che chiudere i confini sarebbe «una misura esagerata».
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Secondo Giovanni Rezza, il direttore del Dipartimento malattie infettive dell'Iss, prima che fosse individuato il 'caso indicè, vale a dire il 38enne di Cologno, il coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da «una/due settimane. Quasi tutto - precisa - è riconducibile all'epicentro dell'epidemia, che si trova nel lodigiano. Poi ci sono un paio di focolai più piccoli in Veneto. Ma gli altri sono casi che vengono dall'epicentro dell'epidemia». E se la conta giornaliera dei morti allarma, Rezza invita a contestualizzare. «In Italia - sottolinea - c'è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l'influenza. Da quest'ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c'è la mortalità. L'unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo».
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Le misure per le cosiddette zone rosse sono pienamente in vigore. Oggi sono arrivati anche i militari dell'Esercito per presidiare i check point del Lodigiano. Il Governo punta ora a definire bene cosa devono fare le altre Regioni, per evitare che procedano in ordine sparso e con provvedimenti poco sensati. Il premier Conte ha spiegato che un'ordinanza definirà tre linee di condotta: «uno per le zone focolaio (i 10 Comuni lodigiani e Vò, in Veneto), un secondo livello che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio che sono state indirettamente coinvolte, un terzo che è il resto d'Italia, dove non c'è bisogno di adottare misure restrittive». L'esempio fatto da Conte è quello della scuola: «non si giustifica - ha rilevato - la chiusura delle attività scolastiche in Italia, semmai possiamo sospendere le gite, ma sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione si attività scolastiche e produttive». Non lo ho però ascoltato il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli, che disposto la chiusura di scuole e manifestazioni fino al 4 marzo.
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