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AGGIORNAMENTI Coronavirus, nel Modenese 18 casi: a Carpi, Sassuolo, Modena e Maranello. Il totale in Emilia Romagna sale a 97. Venturi: "L'auspicio è che lunedì si torni in classe"

AGGIORNAMENTI Coronavirus, nel Modenese 18 casi: a Carpi, Sassuolo, Modena e Maranello. Il totale in Emilia Romagna sale a 97. Venturi: "L'auspicio è che lunedì si torni in classe"

Le notizie in tempo reale sull'evoluzione della malattia in Emilia Romagna e nel modenese

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RITORNO A SCUOLA? ASSESSORE VENTURI "DOMANI LA DECISIONE. IO AUSPICO CHE SI POSSA TORNARE IN CLASSE"

L'assessore Sergio  Venturi  auspica un rientro a scuola già da lunedì per tutti gli studenti. Lo ha spiegato nel pomeriggio del 27 febbraio nel corso dell'incontro con la stampa. L'assessore è tornato sul tema che tiene in ansia  i ragazzi e le rispettive famiglie. Ed è apparso più possibilista sul rientro in classe.

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Ma la decisione, come noto, sarà presa domani, "Quando domenica abbiamo preso il provvedimento - ha ricordato Venturi - si è predisposta l'ordinanza sulle scuole che era a metà tra la protezione della salute e le precauzioni di carattere generale. E' evidente che queste due cose vanno ricommisurate, quindi sono consapevole che domani la nuova giunta farà le sue considerazioni, le valuterà insieme ai sindaci e ai presidenti delle province e deciderà. Sapete che ci sono molti auspici per allentare la presa e tornare a una situazione più normale. Io sono il primo ad auspicare che l'allentamento possa essere deciso, permettendo ai ragazzi di tornare a scuola. Quanto ai giorni perduti... Sarà difficile riuscire a recuperare questi giorni perduti. L'importanza è che i ragazzi studino"

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AGGIORNAMENTO GIOVEDì 27 FEBBRAIO ORE 15

A differenza di quanto comunicato in precedenza dalla Regione non tutti i nuovi casi di Coronavirus sono collegati al caso di Carpi. Lo specifica l'Ausl di Modena: "Il totale dei casi è 18. Di questi 14 sono relativi a Carpi e all'imprenditore 62enne che si trova ancora in Malattie infettive al Policlinico. Due casi sono relativi a Sassuolo: un residente in Lombardia e il padre residente a Sassuolo. Un caso è relativo a un modenese che lavora nel Reggiano. L'ultimo caso è un reggiano che lavora a Maranello (non alla Ferrari). Per questi ultimi due contagi è incorso l'indagine epidemiologica"

LA CONFERENZA STAMPA DELL'ASSESSORE ALLA SANITA' REGIONALE VENTURI

AGGIORNAMENTO GIOVEDì 27 FEBBRAIO ORE 12.45

Sono 97, in Emilia-Romagna, i casi di positività al Coronavirus: 63 a Piacenza, 18 a Modena, 10 a Parma, tutti riconducibili al focolaio lombardo, e 6 a Rimini.

Nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva, dove invece rimangono i tre di ieri (uno all’ospedale di Piacenza e due a Parma), e la maggior parte si trova in condizioni non gravi; molti sono addirittura asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse).

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Un aumento dei riscontri positivi – che ieri pomeriggio erano 47 – dovuto anche all’elevato numero di tamponi refertati nella nostra regione (1.033) ed effettuati nei giorni scorsi anche su persone asintomatiche spesso contatto di casi positivi, prima che le nuove indicazioni nazionali stabilissero la necessità di fare il test tampone solo in caso di sintomi manifesti. 

Rispetto a ieri pomeriggio, i 50 nuovi casi riguardano prevalentemente Piacenza, dove sono 35; 10 a Modena, sempre contatti del primo caso che si era recato nell’area rossa del Lodigiano; 2 a Parma e 3 a Rimini (tutti correlati al primo paziente di Rimini).

SCUOLE: IN EMILIA ROMAGNA VERSO LA SECONDA SETTIMANA DI STOP

La decisione verrà presa venerdì 28 febbraio, ma vista l’evoluzione dei contagi e la considerazione che il periodo di isolamento preventivo in questi casi è di 14 giorni, tutto porta a pensare che gli alunni e studenti modenesi dovranno rimanere a casa un’altra settimana da scuola.

La decisione – ripetiamo – arriverà domani, venerd' 28 febbraio, ma la direzione della Regione sarebbe questa. Lo ha confermato giovedì 27 febbraio, anche l’assessore regionale Venturi a margine della conferenza stampa di aggiornamento sul virus. Ma al momento - ripetiamo - si tratta solo di una ipotesi allo studio. Nulla ancora di ufficiale. Non appena la notizia sarà tale verrà comunicata in tempo reale anche qui sul nostro sito

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NESSUN FOCOLAIO IN EMILIA ROMAGNA

«Continuiamo a non avere elementi per parlare di focolaio in Emilia- Romagna, anche alla luce delle nuove positività». Lo afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute uscente dell’ Emilia- Romagna, Sergio Venturi. «Ribadisco - aggiunge - che il nostro sistema sanitario è perfettamente in grado di sostenere la situazione al meglio, sia per quanto riguarda i cittadini sia nei confronti del personale sanitario». Venturi oggi, 27 febbraio, passerà il testimone al suo successore Raffaele Donini.

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LA SITUAZIONE IN EMILIA ROMAGNA: SONO 47 I CONTAGIATI, 8 DELLA ZONA DI CARPI, 1 DECEDUTO, 2 DIMESSI

In Emilia- Romagna c'è la prima vittima da coronavirus e il conto delle persone contagiate viene aggiornato a 47. L'epidemia, tuttavia, resta confinata nelle stesse province toccate in questi giorni e registra anche una buona notizia: a Piacenza una donna lombarda risultata positiva ha partorito senza problemi e il neonato è negativo.

Nel frattempo, le attenzioni dei tecnici sanitari della regione sono concentrate su Rimini, per capire se i tre nuovi contagi in quell'area rappresentino un focolaio a sé o se invece siano legati a quelli del nord Italia.

«C'è una pista molto consistente, anche se non confermata, in questo senso», ha spiegato l'assessore alla Sanità, Sergio Venturi. La vittima è un 70enne, cittadino lombardo, «già affetto da importanti patologie pregresse». Proveniva da uno dei comuni della 'zona rossà lombarda, ma era stato ricoverato all'ospedale di Piacenza e poi trasferito in terapia intensiva a Parma.

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Durante la giornata di mercoledì 26 febbraio i casi di contagio sono praticamente raddoppiati, salendo a quota 47: di questi 28 a Piacenza, 8 a Modena e Parma e tre a Rimini.

I pazienti più gravi sono tre, si trovano «in terapia intensiva» ma «in condizioni stabili e non in peggioramento», ha spiegato Venturi.

Tra le otto persone che si sono presentate spontaneamente a Piacenza, c'è anche un cittadino di Codogno, ieri sera: «Lo abbiamo segnalato alla Lombardia, evidentemente c'è qualcosa che non va. Verificheremo se ha superato i controlli della zona rossa», le parole dell'assessore.

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LE BUONE NOTIZIE

Con la notizia della prima vittima in regione e dell'aumento di casi, seppure al momento legati al focolaio lombardo del coronavirus, c'è spazio anche per le buone notizie. La prima, «quasi commovente», per l'assessore Venturi, è il parto di una donna lodigiana, positiva al coronavirus, a Piacenza: un'operazione 'blindatà con l'équipe medica pronta a intervenire nel caso il neonato fosse risultato positivo. Le misure di protezione e precauzione, però, non sono servite, perché il bambino è risultato negativo al test. Segnali positivi anche su un altro fronte.

L'infermiere che aveva accolto il 38enne di Codogno contagiato, il cosiddetto 'paziente unò italiano, ha lasciato l'ospedale piacentino, dimesso dopo pochi giorni di ricovero: si tratta di una delle prime due dimissioni in Emilia- Romagna. Prosegue l'attività di analisi per la ricerca di possibili contagiati.

In Emilia- Romagna il totale dei tamponi effettuati ha toccato quota 700, «quanto tutta la Germania». Proprio l'accelerazione delle ultime ore nell'esito dei tamponi avrebbe provocato l'aumento dei casi.

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MASSIMA ATTENZIONE SU RIMINI

Attenzione massima è dedicata a Rimini, dove i contagiati sono tre: un ristoratore, un dipendente e un avventore del locale. «C'è una pista consistente che potrebbe legare questa vicenda ai focolai della bassa lodigiana», ha spiegato Venturi. Le verifiche sono in corso e «verranno testati familiari, dipendenti e chiunque abbia avuto a che fare con il locale negli ultimi dieci giorni». Per ora, comunque, non sono previste restrizioni nella capitale della riviera adriatica. L'attenzione in Regione resta comunque massima: nel carcere 'La Pulcè di Reggio Emilia sono stati allestiti due sezioni 'quarantenà per i detenuti in arrivo, mentre a Cesena si è deciso di destinare ai bisognosi i pasti non consumati nelle mense delle scuole che, come da ordinanza regionale, sono chiuse fino al primo marzo.

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EMILIA ROMAGNA ATTESA PER GLI ESITI DI 400 TAMPONI

I tamponi refertati il 26 febbraio in Emilia- Romagna sono stati oltre 600, si attendono risultati su circa 40 casi. «Da domani - afferma l’assessore emliano-romagnolo Sergio Venturi - ai due attuali laboratori di Bologna e Parma si affiancherà anche quello di Pievesestina in provincia di Forlì-Cesena. Desidero inoltre tranquillizzare le famiglie che in queste ore si erano poste l’interrogativo se fosse necessario un certificato medico per il rientro a scuole dei loro figli alla riapertura delle scuole: l’Ufficio scolastico regionale mi ha infatti confermato che non sarà necessario alcun certificato medico per essere riammessi a scuola». «Quanto a episodi di fake news - conclude - non si fermano le denunce alla Polizia postale da parte delle aziende sanitarie»

EMILIA ROMAGNA EMILIA ROMAGNA RAFFORZATI I TRIAGE

L’emergenza Coronavirus porta in Emilia- Romagna a un rafforzamento dei presidi sanitari a protezione degli operatori. L’obiettivo è dividere già all’ingresso i pazienti con possibili sintomi. La Protezione civile regionale ha infatti predisposto, oltre ai tre già allestiti a Piacenza, nuovi moduli provvisori per il triage, dove poter sottoporre le persone ai primi controlli prima di accoglierle all’interno dei servizi ospedalieri: tre a Modena (Mirandola e Vignola Pavullo), uno a Ferrara (Cento) e uno a Ravenna. Altri sono previsti a Bologna, Parma, Reggio Emilia, Rimini e Forlì-Cesena.

LA SITUAZIONE IN ITALIA. 423 CONTAGIATI, ANCHE OTTO MINORI. PRIME GUARIGIONI

E al sesto giorno dal primo italiano positivo al Coronavirus, cambia la strategia di rilevazione: i tamponi saranno somministrati solo a chi mostra sintomi. Intanto, oggi si registra la dodicesima vittima, la prima in Emilia Romagna. Ed i contagiati toccano quota 423; le Marche sono la decima regione coinvolta. Non sono stati individuati al momento nuovi focolai. Otto i minori con Covid-19, sette in Lombardia ed uno in Veneto. Ma ci sono anche notizie positive, come la guarigione dei primi casi di malattia accertati in Italia, la coppia di turisti cinesi ricoverata allo Spallanzani: dopo il marito, è risultata negativa anche la moglie. Mentre a Piacenza una mamma positiva al virus ha partorito un bimbo sano.

INCHIESTA A LODI SULLA DIFFUSIONE DELLA MALATTIA

Intanto, la procura di Lodi ha aperto un'inchiesta sulla diffusione della malattia e carabinieri del Nas hanno ispezionato gli ospedali di Codogno, Casalpusterlengo e Lodi. L'Oms esprime «piena fiducia» nell'azione dell'Italia. La vittima di oggi è un 70enne che era ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale di Parma. L'uomo proveniva da San Fiorano, nella zona rossa del Lodigiano ed aveva pregresse patologie pregresse respiratorie. Tra gli oltre 400 contagiati è sempre la Lombardia in testa con 258; seguono Veneto (87), Emilia Romagna (47), Liguria (16), Piemonte (3), Lazio (3), Sicilia (3), Marche (3), Toscana (2) e Alto Adige (1). I pazienti ricoverati con sintomi sono 128, 36 sono in terapia intensiva, mentre 221 si trovano in isolamento domiciliare. Tre persone sono guarite.

I casi che hanno avuto la conferma di positività del secondo test effettuato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) sono 194. I casi positivi in Liguria provengono da due alberghi di Alassio (Savona), che ospitavano turisti di Castiglione d'Adda, comune della zona rossa nel Lodigiano. E dopo giorni di escalation di contagiati e vittime, il Governo cambia strategia, avendo attribuito l'anomalia dell'Italia terza al mondo per positivi al Covid-19 dopo Cina e Corea del Sud alla grande quantità di tamponi fatti: diecimila contro i meno di mille di Francia e Germania.

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TAMPONE SOLO PER I PAZIENTI SINTOMATICI

Da oggi, ha annunciato il direttore del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli, al test saranno sottoposti solo i pazienti sintomatici e chi è stato in stretto contatto con le persone positive. Ciò, ha spiegato, perché il rischio contagio «è elevato nei soggetti sintomatici mentre è marcatamente più basso in quelli asintomatici». Quanto al gran numero di tamponi dei primi giorni, Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e membro italiano all'Oms, lo imputa al «fatto che alcune Regioni non hanno inizialmente seguito le linee guida basate sulla evidenza scientifica che prevedevano il test solo a soggetti sintomatici con 'fattori di rischiò legati a provenienza e contatti avuti. Alcune Regioni hanno esteso i test e ciò ha generato una sovrastima dei casi». Sovrastima di casi che ha generato allarme in tutto il mondo e sta mettendo l'Italia in una sorta di quarantena.

ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA': “BENE L’ITALIA”

Ma l'Oms assolve Roma. «Non bisogna - ha detto Hans Kluge, direttore Europa dell'Organizzazione - cedere al panico, bisogna fidarsi pienamente di quello che sta facendo il ministero della Salute in Italia, in collaborazione con la Protezione Civile». Si apre poi un fronte giudiziario. I carabinieri del Nas di Piacenza, su disposizione della procura di Lodi, hanno sequestrato all'ospedale di Codogno le cartelle cliniche del cosiddetto 'paziente 1'. Ispezioni sono state fatte anche in altri ospedali dell'area del focolaio lodigiano. L'Asst di Lodi si difende. «Le procedure di protezione individuale dei medici e degli infermieri - spiega - hanno consentito un primo iniziale contenimento dell'infezione». Ed il caso 1 «non era sospetto» quando si è presentato per la prima volta al pronto soccorso ed ha rifiutato il ricovero.

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MASCHERINE E DISINFETTANTI: SPECULATORI NEL MIRINO

Si muove anche la procura di Milano, che indaga sulle speculazioni sulle vendite di mascherine e gel disinfettanti e sta monitorando le piattaforme di vendita on line, dove i prezzi sono saliti alle stelle. Uomini delle Fiamme Gialle hanno acquisito documenti nelle sedi Amazon e eBay. Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli ha firmato un'ordinanza per vietare l'esportazione dei Dispositivi di protezione individuale ed accentrarne l'acquisto in capo al Dipartimento: sono 500mila le mascherine che nelle prossime ore verranno inviate alle Regioni che ne hanno fatto richiesta.