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Prefettura e Giovanardi Quel filo diretto con Bianchini

In aula mostrati i video registrati durante i tentativi di riammissione in white list «Documenti secretati e informazioni riservate venivano svelati in tempo reale» 


10 novembre 2021 F.D.


Quei video erano già stati mostrati durante il processo Aemilia, ma rivederli e risentirli (ieri in ausilio è arrivata un pool di tecnici per aumentare l’audio in tribunale) fa sempre effetto. Prosegue il processo sulle white list prefettizie e prosegue la ricostruzione puntuale offerta dal luogotenente Emidio D’Agostino, che ieri è andato ad esplorare i rapporti tra funzionari dello Stato, senatore Carlo Giovanardi e famiglia Bianchini. Perché, stando alla tesi dalla procura, rappresentata dai pubblici ministeri Monica Bombana e Giuseppe Amara, c’era un disegno preciso per riammettere la Bianchini Costruzioni nella white list del sisma. Ed erano due i portatori d’interesse su cui fare affidamento dopo che la Safi, l’azienda collegata presumibilmente anche ai Servizi segreti, non aveva dato alcun beneficio nonostante il pagamento di 24mila euro.

Il progetto era tentare di giocare in anticipo sugli investigatori del Girer, il gruppo delle forze dell’ordine che continuava ad esprimere forte perplessità sul rischio di condizionamento malavitoso della azienda di San Felice. A portare informazioni ai Bianchini sono a vario titoli Giuseppe De Stavola, funzionario delle Dogane, che sfrutta i contatti con Daniele Lambertucci, impiegato della prefettura la cui moglie lavora dall’avvocato Moscattini a sua volta incaricata dai Bianchini di redigere memorie a loro favore da sottoporre agli atti. De Stavola conosce anche il senatore Giovanardi (viene mostrata una vecchia foto della Gazzetta di un compleanno a cui erano entrambi al tavolo), che è in stretto rapporto con il vice prefetto Mario Ventura. Si sentono ogni qualvolta è in programma una riunione con all’ordine del giorno la posizione dei Bianchini, brevi chiamate, ripetute nel tempo.

E in aula arrivano anche i filmati registrati da Alessandro Bianchini nei quali emerge la conoscenza dei vari imputati di documenti riservati o valutazioni negative del Girer. Emblematico – racconta D’Agostino – è un rapporto che verrà poi cambiato prima della stesura definitiva ma del quale i Bianchini sono in possesso nella primaria stesura. Qualcuno dei vari contatti prefettizi glielo aveva recapitato senza sapere che c’era chi stava investigando proprio su quelle carte.

F.D.

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