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Lama. Cucciolo di renna va nel bosco e finisce sbranato dai lupi

Tragica fine di Rudolph, che doveva essere la star dell’oasi degli animali alle Piane. Era appena arrivato dalla Lapponia: ha scavalcato il recinto di notte ed è fuggito


16 gennaio 2022 Daniele Montanari


Lama Mocogno. Era arrivata tre giorni fa dalla Lapponia, l’aveva voluta Marco Mazzieri per farne la nuova star dell’Oasi degli animali che alle Piane di Mocogno per volontà della sua famiglia si sta sempre più ingrandendo rappresentando una straordinaria attrazione per i bambini. Uno splendido esemplare maschio di renna di un anno circa, che aveva chiamato Rudolph, come la renna dal naso rosso che secondo il racconto di Robert Lewis May è diventata la guida della slitta di Babbo Natale. Ma il sogno di averla qui, nello scenario incantevole dei boschi innevati alle Piane, è durato pochissimo lasciando il posto alla più tragica delle realtà: il cucciolo a neanche 48 ore dal suo arrivo è stato ucciso dai lupi.

C’è una fatalità all’origine di tutto: venerdì sera all’improvviso uno degli alberi del bosco in cui è collocato il recinto dell’oasi è caduto per il vento andando a schiantarsi in un tratto della lunga rete di recinzione (il percorso circolare attorno all’oasi è lungo 2,8 km), abbassandola. Con la curiosità tipica dei cuccioli, Rudolph è andato a trovare proprio quel punto e, in un momento in cui non c’era nessuno, è riuscito a scavalcare uscendo nel bosco. Non poteva fare una cosa più pericolosa, di notte e in una zona, quella tra Lama Mocogno e Palagano, dove da tempo sono segnalati i lupi. Si è inoltrato nel bosco, e non ha fatto più ritorno. Al momento del controllo serale del recinto, Marco con sgomento si è accorto di quello che era successo. Ha provato a cercarlo da una parte e dall’altra, ma invano. Così anche ieri mattina appena si è fatto chiaro, con angoscia crescente sapendo bene della presenza dei lupi attorno.

Ha fatto anche un post Facebook per invitare chiunque avesse fatto un avvistamento a contattarlo. Ma purtroppo l’unica chiamata è stata quella che non avrebbe mai voluto sentire: il veterinario Arrigo Galvani che verso le 11 lo ha avvisato che a Palagano in un campo a lato di via Riolo, a neanche un chilometro dal centro del capoluogo, erano stati ritrovati i resti di Rudolph da alcuni cacciatori. Un branco di lupi, o di cani selvatici, nella notte si era imbattuto nella facile preda e ne aveva fatto man bassa: «Ho riconosciuto che era una renna dalle zampe – spiega il veterinario – tutto il resto era stato divorato con una voracità estrema, sicuramente di più esemplari di predatori. Poi è difficile dire se si sia trattato di lupi o cani selvatici». Da lì alle Piane sono 4-5 km in mezzo ai boschi: in un ambiente per lui ancora nuovo, il cucciolo si era spinto sempre più avanti, andando incontro a rischi sempre maggiori, perché tra i boschi e la campagna di Palagano negli ultimi anni sono state parecchi gli episodi di predazione. «Le renne sono animali docili, ma se cambiano ambiente fanno presto a spaventarsi – nota Galvani – e questo probabilmente ha condotto il piccolo a vagare e vagare, purtroppo per lui in posti sempre più pericolosi».

Essendo ancora cucciolo (le renne arrivano a 20-25 anni) le corna di Rudolph erano molto corte: praticamente non ha avuto niente per difendersi dall’attacco. La notizia della fine tremenda dell’animale tanto desiderato ha colpito molto tutte le Piane, che si accingevano a farne una mascotte.

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