Gazzetta di Modena

Modena

La sentenza

Tutti assolti per la morte di Giulia Tabacchi, la bimba di Castelfranco travolta da una lastra del camino

di Gabriele Canovi
Tutti assolti per la morte di Giulia Tabacchi, la bimba di Castelfranco travolta da una lastra del camino

La tragedia nel 2016: la piccola di 4 anni fu schiacciata da una cornice di marmo che si era staccata. Cade l’accusa di omicidio colposo per i due titolari della ditta che l'aveva venduta. La famiglia aveva già ottenuto un risarcimento, ritirando la costituzione di parte civile

14 dicembre 2023
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CASTELFRANCO. Sono stati assolti da ogni accusa i due titolari della ditta che hanno venduto e fatto installare la cornice di marmo che si staccò dal camino travolgendo la piccola Giulia Tabacchi nel febbraio 2016. Questa la sentenza, per certi versi inaspettata, arrivata ieri pomeriggio in tribunale a Modena.

Secondo il giudice «non hanno commesso il fatto».

Cade quindi l’accusa di omicidio colposo a carico di un 78enne e di un 49enne di Castelfranco (padre e figlio difesi dal professore Giulio Garuti, che non ha voluto commentare la sentenza). All’epoca, infatti, i due gestivano un’attività di caminetti e decorazioni in marmo.

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Una sentenza, si diceva, sorprendente dal punto di vista umano, ma che, se analizzata dal punto di vista giuridico, può trovare le sue fondamenta nel fatto che la famiglia della piccola, assistita dall’avvocato Cosimo Zaccaria, aveva già ottenuto un risarcimento e aveva ritirato la costituzione di parte civile.

LA TRAGEDIA NEL 2016


La piccola nel 2016 aveva solo 4 anni e quella tragica sera si trovava nel salotto della sua abitazione, alla Cavazzona di Castelfranco, insieme al fratellino. Quella del 24 febbraio è una sera come tante in via Boldrini: Giulia sta ballando nel salotto di casa, mentre il fratellino Alessio di 8 anni è sul divano dove giocava con l’I-Pad. Poi, all’improvviso la tragedia. Una mensola di marmo pesantissima si stacca dal camino (dove era incollata) e travolge la piccola, annientando in pochi istanti la serenità della famiglia Tabacchi e di un paese intero. Il marmo la schiaccia all’altezza del collo. Il “tonfo” è fortissimo, lo sentono tutti nella palazzina come del resto odono il pianto del fratellino. Poi il silenzio. La mamma si precipita in salotto, seguita dal papà. Giulia è stesa a terra, esanime. Il padre prova a sollevare quella lastra, ma è troppo pesante. Così scattano le disperate chiamate di soccorso e in via Boldrini arrivano in tutta fretta due ambulanze del 118 e l’automedica. Per oltre mezz’ora il personale sanitario cerca di rianimare la piccola, ma è tutto inutile.

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L'INCHIESTA DELLA PROCURA

Inevitabilmente, la Procura apre subito un’indagine con l’obiettivo di fare chiarezza sulle dinamiche dell’accaduto arrivando alla conclusione che fosse necessaria una perizia tecnica. Solo oggi, a sette anni da quella tragica sera, si è conclusa la vicenda giudiziaria; ciò che invece non si chiuderà mai è la ferita aperta sul cuore di due giovani genitori e di un bambino, diventato nel frattempo adolescente, che hanno dovuto dire addio troppo presto alla persona che amavano di più.