Gazzetta di Modena

Modena

Il nostro evento

La carica dei 1600 studenti e docenti: «Parlare di violenza per combatterla»

Elena Tassoni
La carica dei 1600 studenti e docenti: «Parlare di violenza per combatterla»

Invivavoce: presenti allo Storchi le scuole di Modena e provincia

13 marzo 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Oltre 1600 studenti hanno affollato il teatro Storchi martedì mattina, per le prime due repliche dello spettacolo “Invivavoce – Storie sommerse di violenza di genere”, il progetto realizzato da Gazzetta di Modena, CISL, CSI Modena e Lapam Confartigianato. I ragazzi e le ragazze delle scuole medie e superiori di Modena e provincia, accompagnati dai loro docenti, hanno potuto assistere in anteprima alla rappresentazione, tra esibizioni di danza, musica e monologhi.

L’iniziativa nasce per sottolineare quanto gli episodi di violenza sulle donne siano diffusi, magari anche più vicino a noi di quanto si possa immaginare, e per dare voce alle ragazze e ai ragazzi che chiedono di trattare questo argomento con più continuità. Un’uscita di classe, per i giovanissimi, che si inserisce in un progetto più ampio iniziato tra i banchi di scuola per parlare della violenza e della parità di genere. E così tra il 25 novembre, l’8 marzo e altri incontri scolastici l’obiettivo perseguito è stato uno: lanciare un messaggio positivo e condividere “buone pratiche” da attuare nella quotidianità e tutto l’anno.

Infatti, le scuole in Emilia Romagna aderiscono a un progetto che aiuta i preadolescenti a interfacciarsi con l’aspetto relazionale, l’affettività e la sessualità per poterla vivere in maniera consapevole e sicura. A gestirlo non sono solo gli insegnanti, ma anche operatori sanitari ed educatori dei Centri di aggregazione giovanile, che vengono formati e affiancati per affrontare questi temi con gli studenti, per portarli a sviluppare una maggior consapevolezza e rispetto di sé e dell’altro.

Tantissime le scuole presenti: per gli istituti superiori Corni tecnico e professionale, Guarini, Muratori San Carlo, Sigonio, Venturi e Cattaneo-Deledda, mentre le scuole medie che sono state a teatro sono state le Marconi, le San Carlo, le Carducci, le Cavour, le Calvino, le Mattarella e le Paoli; a queste si sono aggiunte le medie Fiori di Formigine, che hanno partecipato allo spettacolo serale.

E tra chi era presente in platea, o chi affollava i palchi e la galleria, prima che il sipario si alzasse la curiosità era tanta.

«Vedere un quotidiano di informazione dare voce a queste tematiche oltre a pubblicare articoli è stimolante, e per i ragazzi penso che sia altrettanto d’impatto veder affrontare questi argomenti attraverso le arti», dichiara una professoressa seduta in platea di fianco ai suoi alunni.

Altri colleghi seduti son lei concordano.

«Per noi docenti – continua – questo è un tema non trascurabile, e seppur sia estremamente delicato è necessario parlarne a partire dalla scuola: dalla violenza psicologica, domestica, a quella in ambito lavorativo, e perché no, scolastico».

E infatti, come detto, negli ultimi anni nelle scuole di ogni ordine e grado il tema della violenza e della parità di genere ha cominciato a essere affrontato con più frequenza e in modo più approfondito, anche in risposta alle domande e alle curiosità degli studenti.

Studenti che tra un’esibizione e l’altra, sono stati “accompagnati” dai loro professori che li hanno aiutati – laddove necessario – a comprendere a fondo il messaggio che veniva lanciato dal palco.

Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni.

Agli spettacoli della mattina erano presenti il direttore della Gazzetta di Modena Cristiano Meoni e l’assessora alle pari opportunità Grazia Baracchi per aprire lo spettacolo ai ragazzi.

«Invivavoce non sarà un punto di arrivo, ma un punto di partenza», ha dichiarato il direttore del quotidiano.