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L’episodio shock

Vignola, sequestrato e seviziato per il debito di un amico: sedici ore di terrore

Vignola, sequestrato e seviziato per il debito di un amico: sedici ore di terrore

L’uomo è stato prelevato dalla sua casa e rinchiuso dai rapinatori prima in un garage in provincia di Modena e poi in un casolare abbandonato a Savigno: quattro arresti a Bologna

23 marzo 2024
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MODENA. Lo hanno prelevato dalla sua abitazione, segregato per 16 ore e seviziato: il tutto allo scopo di estorcergli informazioni su un'altra persona che il gruppo di aggressori stava cercando per farsi saldare un debito. Questa la vicenda che ha portato all'arresto a Bologna di quattro uomini, tre albanesi e un italiano: ora sono in carcere con le accuse di sequestro di persona, lesioni, tortura, porto abusivo di arma da fuoco e rapina. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita due giorni fa dai Carabinieri e oggi il comandante nel nucleo investigativo del comando provinciale, Giuseppe Nardò, ha ricostruito il caso in conferenza stampa affiancato dal tenente colonnello Claudio Gallù.

L’EPISODIO SHOCK

I quattro uomini (uno di 38, uno di 27 e due di 26 anni) hanno tutti precedenti per reati contro il patrimonio e per stupefacenti. Due di loro, in particolare, erano già stati individuati dai Carabinieri e poi condannati per una serie di rapine avvenute nel bolognese nel 2020. I tre albanesi vivono nell'area di Bologna, l'italiano invece ad Ancona. E' albanese anche la vittima, un 33enne senza precedenti. Il rapimento risale al 18 agosto del 2023. I quattro uomini in tarda serata si sono presentati a casa del 33enne, a Borgo Panigale, costringendo un suo amico a bussare all'abitazione per farsi aprire. A quel punto i quattro, uno dei quali armato di pistola, hanno portato via sia l'uomo che la sua auto. In base a quanto ricostruito dai Carabinieri il 33enne è stato portato prima in un garage nel modenese, poi in un rudere abbandonato nelle campagne di Savigno. I quattro hanno legato l'uomo mani e piedi a una sedia, gli hanno stretto un cavo elettrico intorno al collo e lo hanno colpito con calci, pugni e un bastone sia al corpo che al volto. Alla fine, i rapitori hanno ricaricato il 33enne in macchina per poi abbandonarlo a bordo strada. A soccorrerlo è stato lo stesso amico che aveva bussato a casa della vittima e su questo aspetto i Carabinieri stanno ancora indagando. L'uomo è stato quindi trasportato all'ospedale di Vignola e lì i sanitari hanno riscontrato varie fratture all'orbita dell'occhio destro e alla mascella, con prognosi iniziale di 30 giorni. Insospettiti dalle lesioni e dai segni sui polsi e sul collo del 33enne, l'ospedale ha avvisato i Carabinieri e da lì sono partite le indagini. I militari hanno sentito la vittima e altre persone, effettuato sopralluoghi nel garage e nel rudere e compiuto accertamenti sui tabulati telefonici e sul targa system. Sulla base delle informazioni raccolte, è emerso che il gruppo di rapitori era alla ricerca di un amico della vittima, anche lui albanese, a causa di un debito da saldare: si parla di almeno 10mila euro ma la cifra potrebbe anche essere parecchio superiore. Sull'origine di questo debito l'Arma sta ancora indagando.