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Modena, il candidato di centrosinistra Mezzetti: «Ascolto e concretezza, un patto per la città con la comunità»

Marco Costanzini
Modena, il candidato di centrosinistra Mezzetti: «Ascolto e concretezza, un patto per la città con la comunità»

Il candidato di centrosinistra apre il suo comitato, Negrini ricambia il saluto

06 aprile 2024
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Il clima che si respira, fa notare un attento osservatore, sembra già da vittoria. Non per volontà di Massimo Mezzetti, concentrato solo a giocarsi la partita, quanto per suo merito, vista la convinzione che traspare negli occhi della folta platea che lo ascolta.

L’occasione è l’apertura in via Canalino del comitato elettorale del candidato sindaco sostenuto dall’ampia coalizione di centrosinistra, due settimane dopo quella che aveva visto protagonista lo sfidante Luca Negrini a poche centinaia di metri di distanza, in piazza XX Settembre.

Lo sfidante e i sostenitori

Il copione si ripete a parti invertite, perché il candidato di centrodestra ricambia l’omaggio fatto da Mezzetti presentandosi per uno scambio di cortesie. Proprio in quel momento si avvicina a loro uno che sindaco di Modena lo è già stato per due mandati, l’avvocato Giorgio Pighi, come arbitro imparziale prima di fermarsi ad ascoltare le parole del “suo” candidato. Il Pd è presente in blocco e, uno dopo l’altro, arrivano i vertici, dal sindaco Muzzarelli al presidente della Regione Bonaccini, fino al senatore Vaccari.

Microfono in mano, Mezzetti lascia sfumare le note di Imagine di John Lennon prima di prendere la parola: «Era giusto che in un momento di festa ricordassimo per prima cosa le tragedie che tante persone stanno vivendo, pensare che dobbiamo sempre batterci per la pace e per la convivenza civile tra i popoli», esordisce. Dieci minuti di discorso, con applauso scrosciante quando si parla di sicurezza, dove Mezzetti punta l’accento sul tema della legalità.

«C’è chi mi ha scritto: “Perché parli di mafia quando qui ci rubano in casa?”. Perché le mafie hanno occupato i nostri territori e mettono gravemente a rischio l’economia sana, rischiando di far saltare la concorrenza leale con l’insediamento di imprese del malaffare o comunque criminali. Così si inquina non solo il tessuto economico, ma anche la convivenza civile e la tenuta della coesione sociale. Non è dunque un fronte secondario, su cui abbassare la guardia: se in strada circola la droga, qualcuno la porta».

Il patto con i cittadini

«Io e le 7 liste che mi sostengono – spiega Mezzetti – abbiamo sottoscritto un patto con i cittadini e per la città di Modena. Quando accettai di candidarmi dissi che mi sarei immediatamente messo con l’orecchio a terra. In due mesi sono stati fatti più di duecento incontri, raccogliendo quasi trecento contributi: almeno cento sono arrivati dai cittadini. Partendo da un nostro impianto iniziale, abbiamo quindi costruito il patto, una proposta ampia e articolata che affronta concretamente l’immediatezza dei problemi e ma dà anche una visione futura di Modena. Credo che un buon amministratore, oggi, debba saper far convivere pragmatismo e capacità di indicare una direzione, una visione del futuro. Noi speriamo di esserci riusciti grazie a questo grande lavorio di ascolto, che proseguirà nelle prossime settimane con tanti altri incontri».

Nei 288 punti del patto, aggiunge il candidato del centrosinistra, ci sono «elementi di continuità ma anche tanti di cambiamento e innovazione. Non c’è stata una dialettica accesa, siamo riusciti a trovare tanti punti di convergenza con un confronto civile. Credo che la differenza l’abbia fatta anche lo stile. Il mio è fatto di dialogo, ascolto e partecipazione: così, insieme, abbiamo costruito proposte che ci hanno trovato in grande sintonia. Vorrei sottolineare la forte spinta dei modenesi all’innovazione, oltre alla grande attenzione verso le persone fragili e sole ma anche ai temi della salute e del benessere, di una mobilità che rispetta le figure più esposte al pericolo e di una crescita intelligente, che ha al come fulcro il territorio e la sostenibilità ambientale».

La chiosa è un ritorno al passato e ai suoi inizi in politica: «Al lavoro e alla lotta!».l