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Pavullo, l’antenna 5G non si farà: il comitato vince la battaglia e fa festa a base di crescentine


	L'inizio dei lavori e la festa dopo lo stop
L'inizio dei lavori e la festa dopo lo stop

Scaduti i termini di ricorso per l’opera che sarebbe sorta a Renno di Sopra/Piantacroce: l’annullamento dei permessi dati da Enac e dall’Unione è definitivo, decisiva anche la vicinanza dell’aeroporto

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PAVULLO. Il comitato ha vinto la sua battaglia: non si farà l’antenna 5G a Renno di Sopra/Piantacroce. Dopo l’annullamento dei rispettivi permessi dati da Enac e dall’Unione, la ditta che doveva realizzare l’opera non ha fatto ricorso. E ormai sono scaduti i termini: l’annullamento delle licenze diventa definitivo.

La vicenda

Il caso è scoppiato a fine gennaio, quando all’improvviso, senza alcuna comunicazione alla piccola comunità (60 famiglie), sono iniziati rapidamente i lavori in un giardino messo a disposizione da un privato, in accordo con la ditta esecutrice, per istallare un’antenna da 40 metri. La reazione tra i residenti è stata rapida e coesa: in 72 ore è nato un comitato civico che ha raccolto l’adesione di oltre l’80% degli abitanti. Il comitato si è rivolto all’avvocato Simone Mazzoni dello Studio de Vergottini di Bologna, figura di spicco nel campo del diritto amministrativo, che ha presentato un ricorso al Tar contro l’opera. Tra i punti di contestazione, il vincolo paesaggistico nell’area e soprattutto la presenza dell’aeroporto a soli 1.500 metri in linea d’aria. L’antenna andava a interferire con le rotte di avvicinamento e decollo sulla pista sud, alterando il margine di sicurezza operativo. Da qui l’annullamento del permesso da parte di Enac. Ma anche l’ingegnere esterno incaricato dal Comune ha dato parere negativo, e le sue valutazioni si sono riflesse nel provvedimento con cui l’Unione ha annullato in autotutela la sua autorizzazione.

I festeggiamenti

Scaduti i termini per impugnare, gli annullamenti sono diventati definitivi. E la comunità ha voluto festeggiare la sua vittoria in modo semplice ma sentito, come si fa da queste parti: con una cena a base di crescentine che si è tenuta nel salone parrocchiale di Renno (così è stata raccolta anche un’offerta importante per la chiesa), con una cinquantina di persone. Quasi l’intera comunità. È stato invitato, ed è venuto, anche l’avvocato Mazzoni, rimanendo sorpreso da tanto calore paesano. E c’era anche Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club, che ha avuto anche lui un ruolo fondamentale nella battaglia. «È stato un momento veramente molto bello, per cui siamo ancora grati di cuore a tutti - sottolinea Roberta Ruggeri, presidente del comitato - io poi in modo particolare, per la fiducia che mi è stata data nel portare avanti questa battaglia, per nulla semplice. La velocita con cui abbiamo agito per fermare tutto a febbraio è stato il primo punto di vittoria. Perché se facevano tanto di posizionare il palo di 40 metri con l’elicottero - e tutte le spese conseguenti - non c’era nulla da fare. La nostra forza è stata lo spirito di coesione di questa comunità: facendo le cose insieme, si è forti ed efficaci. Ed è per questo che per ora il comitato non lo sciogliamo: continuiamo a vigilare, poi vedremo il da farsi».«Ma c’è stata una cosa ancora più bella della vittoria - nota Roberta - ed è stato vedere insieme a tavola anche tanti giovani. Giovani che oggi spesso si isolano, e che invece qui hanno capito quando sia importante fare comunità per affrontare le sfide impreviste della vita».

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