Morto nell’incidente in A1: «L’uomo in auto con lui è scappato nei campi, non archiviate il caso»
L’appello della sorella di Saimir Gjoka, vittima dello schianto avvenuto la sera del 18 ottobre 2023 all’altezza di Cognento: «Siamo riusciti a trovare nome e cognome della persona che era insieme a lui, chiediamo che venga indagata e che la vicenda non si chiuda qui. Lo dobbiamo a mio nipote»
MODENA. «Da quel 18 ottobre del 2023 stiamo lavorando per cercare di capire cosa sia successo a mio fratello. Noi non ci fermiamo, vogliamo giustizia, anche per suo figlio che è rimasto senza padre a otto anni». A parlare è Diola Gjoka, sorella di Saimir, il 38enne morto in un incidente stradale in A1 all’altezza di Cognento la sera del 18 ottobre 2023. Un incidente con molti aspetti da chiarire: l’altro uomo che era in auto con il 38enne, dopo lo schianto, si era dato alla fuga e la polizia aveva trovato poi un borsone con denaro. Saimir, che viaggiava con lui, era morto praticamente sul colpo.
L’appello
Una morte per cui è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale contro ignoti; è stata chiesta l’archiviazione e la famiglia, ieri mattina, si è opposta in tribunale. Il giudice si è riservato. «Noi siamo riusciti a trovare nome e cognome della persona che era con lui quella notte – dice la sorella – e chiediamo che venga indagata e che questa vicenda non si chiuda qui. La nostra famiglia è distrutta, mio fratello merita giustizia: se sappiamo chi c’era in auto con lui perché non si indaga e si vuole invece archiviare tutto?». E aggiunge: «Quella sera quella persona ha lasciato mio fratello morente in mezzo alla strada, è scappata via senza prestare soccorso. Noi abbiamo bisogno di sapere cosa è successo, perché è avvenuto quell’incidente. Non ce lo porteranno in vita, ma lo dobbiamo almeno a suo figlio: qualcuno deve farsi un esame di coscienza».
L’incidente
Erano da poco passate le 22.30 quando si era verificato lo schianto mortale. Un incidente all’altezza di Cognento, dopo il casello di Modena Nord, in direzione Bologna. Sul posto erano arrivati anche la polizia stradale per effettuare tutti i rilievi del caso e i vigili del fuoco. Il personale sanitario nulla aveva potuto fare per il 38enne, che era già deceduto a causa della violenza dello schianto. Conseguenze ben meno gravi per il conducente dell’altro veicolo, che era stato medicato sul posto. L’uomo che viaggiava insieme al 38enne morto era fuggito nei secondi immediatamente successivi allo schianto verso la campagna ai lati della carreggiata. Da lì erano partite le ricerche del fuggitivo da parte delle forze dell’ordine, anche utilizzando il drone. Gli agenti avevano trovato quindi anche un borsone pieno di denaro. E l’ipotesi era che anche la vittima facesse parte di una banda di ladri.
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