Infarto durante la partita di calcetto, 34enne salvato all’ospedale di Baggiovara: «Ecco come siamo intervenuti»
L’Ecmo Team del servizio di Anestesia e Rianimazione, diretto dalla dottoressa Lesley De Pietri, ha avviato tempestivamente una circolazione extracorporea sul paziente andato in arresto cardiaco durante la coronarografia
MODENA. Ha accusato un infarto nel corso di una partita di calcetto, ma grazie a un tempestivo intervento presso l’ospedale civile di Baggiovara un 34enne è stato salvato. I fatti sono accaduti nei giorni scorsi.
Il soccorso e il ricovero
Il giovane ha avvertito un forte dolore toracico durante una partita di futsal ed è stato soccorso dal personale del 118. Trasportato d’urgenza a Baggiovara, tramite accertamenti diagnostici gli è stato diagnosticato un infarto miocardico acuto infero laterale esteso. Il paziente è stato immediatamente sottoposto a coronarografia in emergenza ma, nelle fasi iniziali della procedura, si è verificato un improvviso peggioramento del quadro clinico con arresto cardiaco refrattario, ovvero non responsivo alle terapie mediche massimali e alle consuete manovre rianimatorie. È stato quindi attivato l’Ecmo Team del servizio di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Baggiovara, diretto dalla dottoressa Lesley De Pietri, che ha avviato tempestivamente una circolazione extracorporea mediante cannulazione femoro-femorale, consentendo il ripristino del ritmo cardiaco e la prosecuzione della coronarografia, durante la quale è stata trattata un’occlusione completa della coronaria destra.
A 24 ore dall’arresto cardiaco, come previsto dal protocollo regionale nei casi caratterizzati da grave compromissione cardiaca, e previo contatto con l’Hub Sant’Orsola di Bologna, il paziente è stato trasferito al centro cardiochirurgico cittadino Hesperia Hospital, dove è stato ricoverato alcuni giorni prima del suo rientro presso l’Utic di Baggiovara. Dopo la sospensione della sedazione, il quadro neurologico del paziente è risultato integro, rendendo possibile l’estubazione a soli due giorni dall’arresto cardiaco. A distanza di tre giorni dal fatto è stata inoltre sospesa l’assistenza Ecmo, grazie a un evidente recupero della funzionalità cardiaca, sebbene non ancora completo.
La direttrice dell’Ecmo Team
«Grazie all’impegno ed alla dedizione del dottor Simone Rinaldi, che da anni si è dedicato alla creazione e all’organizzazione del team Ecmo – spiega la dottoressa Lesley De Pietri – siamo oggi in grado di garantire una copertura diurna delle eventuali emergenze che dal territorio giungono al nostro ospedale. Ecmo – prosegue De Pietri – è una tecnica di assistenza di circolazione extracorporea che fornisce supporto cardiocircolatorio e respiratorio nei pazienti con grave insufficienza cardiaca e respiratoria acuta potenzialmente reversibile. Il trattamento avanzato dell’arresto cardiaco mediante supporto extracorporeo richiede la presenza di un gruppo dedicato di sanitari, composto da anestesisti rianimatori, medici di Pronto soccorso, cardiologi e personale infermieristico, l’Ecmo Team, dedicato alla cannulazione percutanea in Pronto soccorso o all’interno del presidio ospedaliero e alla gestione in Terapia intensiva dei pazienti sottoposti a Ecmo (Extracorporeal Membrane Oxygenation). L’impiego di sistemi di assistenza ventricolare percutanea nei pazienti con arresto cardiaco refrattario, come dimostrato dalle evidenze scientifiche, è in grado di aumentare significativamente la percentuale di sopravvivenza nei pazienti colpiti da arresto cardiaco sia in ambito ospedaliero sia extraospedaliero».
