Addio a Luca Pelloni, ideò il “muro della morte”
Morto a 59 anni il dj e artista modenese del mondo dello spettacolo viaggiante
MODENA. «In cielo avevano bisogno di un DJ, e il nonno l’ha chiamato perché si annoiava» racconta con dolore il figlio Patrick. È morto a 59 anni Luca Pelloni, artista modenese del mondo dello spettacolo viaggiante. «Un instancabile celebratore della vita - come lo definiscono i familiari - umile, solare, profondamente onesto, capace di donare luce a chiunque incontrasse. Le parole non bastano a descrivere quanto fosse speciale: marito, padre, amico». Originario di Spilamberto, appassionato di motori, aveva iniziato dai go-kart e dalle moto insieme al padre e ai fratelli Stefano e Fabio.
La storia
È stato il primo a ideare una performance divenuta eccellenza in Italia e all’estero: il “muro della morte”, spettacolo motociclistico nato dalla determinazione tipica degli autodidatti che partono da zero per conquistare il mondo. L’arte dell’intrattenimento scorreva nelle sue vene, arricchita da ciò che più amava: far sorridere la gente. Barzellette, rime improvvisate, musica. Così Luca è diventato uno dei DJ più amati: compleanni, matrimoni, feste in tutta la provincia, animati sempre con spontaneità e genuinità. Portava gioia anche al Parco Amendola, dove gestiva il trenino per i bambini.
La diagnosi
A spezzare la magia è arrivata la chiamata del medico. Era il 22 agosto, il giorno del suo compleanno, quando arrivò la diagnosi di un male incurabile. Ma Luca non ha mai mollato: ha affrontato la malattia con coraggio, lottando fino all’ultimo. Lunedì si è spento accanto alla moglie Sandra. Lo ricordano con affetto Nicky ed Elisa Degli Innocenti, cugine della moglie: «Tutti lo chiamavano, anche chi non lo conosceva. È stato un pilastro dell’intrattenimento modenese. Più di un cugino: stava con Sandra fin da ragazzi, poi si sono sposati nel ’94.
Un amore shakespeariano, incondizionato e speciale, da cui sono nati Patrick e Alexia. Era generoso: se aveva dieci euro, li dava a chi ne aveva bisogno senza pensarci. La presenza degli amici d’infanzia, Ale e Morgan, accanto a lui fino all’ultimo conferma la sua bontà d’animo. Anche quando stava male, è stato lui a dare coraggio agli altri».
L’ultimo saluto domani, alle 11.30, a Terracielo.
