Gazzetta di Modena

Modena
Le strade per l’Appennino

«Il sì del Ministero al prolungamento dell’Estense è una svolta epocale»

Daniele Montanari
«Il sì del Ministero al prolungamento dell’Estense è una svolta epocale»

Il comitato “La Via Maestra” da cinque anni si batte per il progetto. Marchetti: «Un gruppo di cittadini non poteva fare di più».

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti riconosce l’importanza del progetto di prolungamento della Nuova Estense, la Statale 12, da Pavullo a Montecreto. E lo sottoscrive tramite l’atto che rappresenta il primo step propedeutico al progetto definitivo del tracciato.

L’ok del Ministero

La svolta su un’opera di cui si parla da più di 40 anni è arrivata ieri mattina con una nota in cui il Mit ha comunicato di aver completato, in collaborazione con Anas, “il quadro di esigenzialità” sul prolungamento della Strada Statale 12, già denominata Nuova Estense. Il progetto com’è noto, consta di due tratti: il primo è quello della tangenziale di Pavullo, il secondo è quello del prolungamento vero e proprio della Statale 12, da Pratolino (nel punto dove c’è la chiesetta) a Strettara (all’imbocco della galleria).

«Di questo secondo tratto – si legge nella nota del Ministero – il quadro esigenziale ha evidenziato come la realizzazione dell’infrastruttura avvicini in modo vitale ampie zone di Appennino ai centri sedi di servizi primari e, al contempo, possa migliorare la viabilità a turisti ed aziende insediate tra i poli manifatturieri di Pievepelago, Lama Mocogno e Montecreto, divenuti nel tempo i primi presidi contro lo spopolamento di un’ampia zona montana del territorio modenese». Il Ministero cioè riconosce formalmente l’importanza dell’opera, pur non prevedendo al momento un finanziamento.

Il Ministero delle Infrastrutture ricorda che «il lavoro di redazione del quadro esigenziale è stato completato in sinergia con il comitato “La Via Maestra”, promotore del progetto – che rappresenta un’ulteriore connessione tra Emilia-Romagna e Toscana – seguito con grande attenzione dal vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini».

Le reazioni

Lo stesso Salvini aveva dichiarato nel novembre 2024, incontrando il presidente del comitato Stefano Marchetti, che lo studio di fattibilità dell’opera era stato «inserito nel Contratto di programma fra Ministero e Anas. I tecnici – specificò – stanno lavorando per dirci se si può fare, come si può fare e quanto costa, perché senza queste informazioni tutto il resto è aria fritta».

Delle due opere – sia la tangenziale di Pavullo che la Pratolino-Strettara – si parlava già da tempo al Ministero, che aveva assegnato due sigle tecniche ai progetti di massima da esaminare: BO 916 per la tangenziale di Pavullo (da Sant’Antonio a Pratolino) e BO 930 per la Pratolino-Strettara (da Pavullo a Montecreto/Riolunato).

Con il completamento del quadro di esigenzialità il Mit comunica i risultati di quegli esami, che hanno portato in sostanza a condividere la necessità dell’opera. Il quadro esigenziale è infatti un documento fondamentale nell’ambito della programmazione e progettazione di lavori pubblici, che definisce le esigenze, gli obiettivi generali e i fabbisogni qualitativi e quantitativi dell'amministrazione committente rispetto a un intervento da realizzare.

«È il primo step propedeutico al progetto definitivo – sottolinea il presidente del comitato Stefano Marchetti – in parole povere è il parere positivo all’opera. È un risultato straordinario, per certi versi insperato, una svolta epocale che premia quasi cinque anni di lavoro “lacrime e sangue” del comitato. Abbiamo portato questo progetto in tutte le sedi, trovando condivisione in Unione, Provincia e Regione. Un grande grazie per questo agli altri membri del comitato: Maurizio Cadegiani (vicepresidente), Giuliano Romani, Rolando Manfredini e l’avvocato Gaia Venturelli. Di più un comitato di cittadini non può fare: adesso tocca alle istituzioni».