Shock in Consiglio comunale: uomo entra in aula e si taglia le vene
È accaduto durante la seduta di oggi pomeriggio (23 febbraio): chiesto l’immediato intervento di un’ambulanza del 118 per soccorrere il ferito, le cui condizioni non sono gravi
MODENA. Quando succede tutto, l’orologio dell’aula del Consiglio comunale di Modena segna le 16.56, e a prendere la parola è appena stato il consigliere Andrea Mazzi. Ma praticamente non c’è tempo per il suo intervento, perché una persona si avvicina ai banchi dei gruppi consiliari con un braccio insanguinato: «Mi sono tagliato le vene». Segue qualche parola confusa, con i consiglieri attoniti, e poi uno scatto collettivo: «Un medico!», alza la voce Mazzi, mentre qualcuno corre verso l’uomo ferito. È la cronaca di un pomeriggio decisamente fuori dall’ordinario, quello vissuto in Consiglio, perché la seduta del 23 febbraio è interrotta dal gesto choc di un cittadino, che si è tagliato le vene all’altezza del polso con un taglierino.
L’allarme e i soccorsi
Un episodio avvenuto poco prima delle 17, dunque, mentre l’Assemblea era alle prese con la discussione delle delibere. Così, tra un intervento e l’altro dei consiglieri, un cittadino di circa 60 anni si è alzato dall’area riservata al pubblico, avvicinandosi ai banchi dei consiglieri dopo essersi tagliato le vene con il cutter. Il gesto in sé non è stato eclatante, nel senso che l’uomo lo ha fatto prima di richiamare l’attenzione dei consiglieri: solo a quel punto, tutti in aula si sono resi conto di quello che era appena successo, tanto che diversi consiglieri sono corsi a soccorrerlo, a partire da Francesco Fidanza, che è medico, mentre è stata chiamata l’ambulanza. In piazza Grande è quindi arrivato un mezzo del 118, che ha soccorso l’uomo, che ha raggiunto l’ambulanza sulle sue gambe, per essere poi portato al pronto soccorso per alcuni accertamenti. Le sue condizioni, comunque, non sono gravi.
Le ragioni del gesto
Restano da capire le ragioni del gesto dell’uomo, conosciuto da alcuni consiglieri, anche se nessuno, in quei momenti concitati, ha sentito chiaramente le sue parole, a parte «scusate». Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di una disperata azione di protesta che sembra essere legata a un contenzioso che l’uomo avrebbe con il Comune. «Credo che il grave episodio – commenta la consigliera Maria Grazia Modena – per fortuna con conseguenze limitate, vada studiato con grande attenzione e non superficialmente. È un gesto di disperazione del presidente dell’associazione “Prima gli Ultimi”, che afferma che Modena non è più in grado di assistere nessuno. Alla faccia della capitale del volontariato».
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