Parte il restyling della pineta di Pavullo: «60 pini da abbattere, ma 170 alberi saranno piantumati»
Presentato il progetto da 50mila euro dedicato all’area bassa e a quella di mezzo del parco: l’obiettivo è tagliare le piante a rischio caduta e i rovi riaprire i sentieri e rendere l’area turistica
PAVULLO. Parte l’intervento di riqualificazione della pineta che funge da biglietto da visita di Pavullo, ai due lati di via Marchiani che è il principale accesso al paese. Il progetto sulla “Pineta di mezzo” (che arriva fino alla Giardini) e la “Pineta bassa” (nella zona piscina) è stato presentato mercoledì sera in sala consiliare dall’assessore all’Ambiente Massimo Vallicelli insieme a Riccardo Donini, responsabile del Servizio Ambiente, e Paolo Filetto, dottore forestale.
Il progetto
Si tratta di un intervento in un’area di circa 4 ettari, del costo di circa 50mila euro stanziati dal ministero dell’Ambiente tramite una linea di finanziamento intercettata grazie all’Ente Parchi. In base al progetto originale del Parco Ducale che risale al 1858, era un’area piantumata solo con conifere, soprattutto pino nero (varietà austriaca), abete rosso, abete di Douglas, pino silvestre e tuie. Negli anni ’20 del Novecento ci si incentrò in particolare sugli abeti, che vennero piantumati in maniera molto fitta, creando la suggestiva entrata a Pavullo, stile paesaggio austriaco. Nel 2005 sono arrivati i primi segnali di deterioramento della pineta, con i primi danni legati al meteo. E poi tra il 2013 e il 2014 è esplosa la crisi che ha portato alla moria in particolare di abeti rossi, attaccati da un parassita, il bostrico. Le intemperie meteo hanno fatto il resto, e si arrivò in questo modo all’abbattimento di più di 500 abeti ormai diventati secchi e pericolosi. Adesso si prevede di abbatterne una sessantina (lavori affidati alla Fercav, ditta locale), quelli che sono a rischio crollo sulla strada. Alberi che, poiché piantumati troppo vicini, si sono fatti “concorrenza” tra loro crescendo poco di diametro e molto in altezza, diventando più fragili di fronte alle intemperie. Al contempo, c’è urgenza di ripulire – specie la pineta di mezzo – da un sottobosco di rovi che ha reso intere aree inaccessibili. Verranno quindi ripristinati circa 350 metri di stradelli forestali e 320 metri di sentieri pedonali storici, anche il percorso natura in mezzo. Saranno riconsegnati ai cittadini per fare passeggiate e garantiranno un migliore accesso alle squadre antincendio in caso d’emergenza, in quello che è un grande bosco urbano. Poi si passerà alla piantumazione di 160-170 nuovi alberi: il 70% sarà composto da specie autoctone (aceri montani, cerri, castagni, frassini, carpini) e il resto da abeti Douglas.
Gli interventi
«In questo modo – ha sottolineato Donini – verrà mantenuto il legame con la tradizione storica del parco, tramite una qualità di abete che garantisce migliore stabilità strutturale e resistenza alle intemperie. È anche una qualità che cresce più rapidamente, e così si creerà la giusta sinergia con le latifoglie». «Si poteva fare un’operazione di taglio ancora più consistente – ha spiegato Filetto – ma si è scelto di mantenere gruppi di conifere in condizioni strutturali ancora accettabili fino al momento in cui le latifoglie già presenti avranno completato il loro sviluppo, conservando così la fisionomia attuale. È meglio tenere gli abeti in gruppo anziché isolati, perché così i loro apparati radicali si sostengono a vicenda. Poi è chiaro che se vengono eventi atmosferici estremi, con raffiche a 90 km/h, non ci può essere certezza sulla resistenza di nessuna pianta. Già nel 1995 – ha ricordato – feci presente l’esigenza di iniziare il diradamento dei pini, per portarli ad avere maggiore diametro ed esser così più resistenti. Ma non si procedette: al di là dei disastri naturali, il problema della pineta di Pavullo è stata la mancata applicazione, negli anni, di metodologie di gestione forestale». «Il nostro obiettivo – ha rimarcato l’assessore Vallicelli – è rendere questa grande area verde di nuovo fruibile per i pavullesi e i turisti che, salendo dalla pianura, potranno fare lunghe passeggiate nella natura. Fino all’inizio dei lavori, siamo disponibili ad ascoltare qualsiasi suggerimento migliorativo». Uno è venuto già nella serata: il vicepresidente dell’Avis di Pavullo ha detto che l’associazione, in collaborazione con la Regione, vorrebbe donare delle piante dedicandole a chi dona il sangue. C’è stata piena disponibilità ad accoglierle per incrementare la piantumazione.
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