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Il caso

Seta, autisti in rivolta: premi tagliati per chi causa un incidente


	Sindacati in rivolta contro Seta
Sindacati in rivolta contro Seta

In precedenza fino a due incidenti all’anno e con danni sotto i 2.500 euro non c’erano ripercussioni, mentre la decurtazione massima era del 20%. Oggi il taglio è del 40%, equivalenti a 800 euro all’anno. L’azienda: «Premiati i virtuosi e aumentiamo la sicurezza stradale»

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MODENA. È muro contro muro tra Fit Cisl e Seta sul nuovo meccanismo che regola il premio di risultato per circa 400 autisti modenesi, oltre ai colleghi di Reggio Emilia e Piacenza. A scatenare la protesta è il sistema entrato in vigore dal 1° aprile, presentato dall’azienda lo scorso 12 febbraio e ora al centro di un referendum tra i lavoratori, previsto per il 21 aprile e aperto a tutti gli autisti Seta delle tre province.

La protesta

«È una vergogna inaccettabile, un furto alla Totò e Peppino – attacca Maurizio Denitto, leader della Fit Cisl Modena –. Invece di riconoscere il sacrificio di chi ogni giorno tiene in piedi il trasporto pubblico, l’azienda sceglie di colpire chi guida. Di giorno chiedono straordinari impossibili, di notte portano via quasi metà del premio per un danno minimo. Questa è una tassa sulla stanchezza». Il nodo è la nuova regola secondo cui basta un solo incidente, a prescindere dall’entità del danno, per perdere il 40% del premio di risultato, pari a circa 800 euro annui di media. In precedenza era prevista una franchigia: fino a due incidenti all’anno e con danni sotto i 2.500 euro il premio non veniva intaccato, mentre la decurtazione massima era del 20%. Per la Cisl si tratta di un pesante peggioramento delle condizioni, che scarica sugli autisti il peso di una viabilità complessa, tra strade strette, cantieri e rotonde difficili. «Basta un ramo non potato che graffia un autobus o uno specchietto rotto – osserva Denitto – e l’autista si vede togliere 320 euro, nonostante turni sempre più lunghi e carichi di lavoro crescenti».

La risposta di Seta

Alla protesta sindacale replica però con fermezza Seta. In una nota, la direzione aziendale si dice «sorpresa» dal cambio di posizione della Cisl, ricordando che il sindacato aveva partecipato al confronto senza sollevare rilievi. «Non c’è alcuna volontà punitiva – precisa l’azienda –: il nuovo meccanismo premia maggiormente chi non causa danni e guida con prudenza, contribuendo alla sicurezza del personale, dell’utenza e alla riduzione dei costi legati ai sinistri». Seta sottolinea inoltre che l’ammontare complessivo del premio resta invariato, ma viene redistribuito diversamente. Il confronto resta aperto. «I soci pubblici di Seta, Comuni e Provincia, non possono restare in silenzio – conclude Denitto –. I problemi si risolvono con il dialogo, non penalizzando chi lavora ogni giorno sulle strade».

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