Modena, i negozianti che hanno aiutato a soccorrere le persone travolte da El Koudri: «È stato uno choc»
Arianna Coco: «Dal Tigotà abbiamo portato garze e cerotti per i feriti». Maria Teresa Perr (Antica Pasticceria San Biagio): «Noi ghiaccio per quella donna rimasta senza gambe». Anche i residenti sono subito scesi in strada
MODENA. Prima che arrivasse il 118, le ragazze del Tigotà di via Emilia centro, di fronte al luogo dell’incidente, sono corse fuori a portare materiale per il primo soccorso alle persone travolte dall’auto guidata da Salim El Koudri, rendendosi conto subito del dramma che si era consumato.
I negozianti
«Abbiamo subito chiamato i soccorsi - racconta Arianna Coco, una delle commesse - poi siamo corse a portare fuori guanti, garze, cerotti e alcol per il primo intervento. È stato terribile, una scena straziante. Abbiamo sentito un forte colpo, è tremata la parete dei profumi che dà sulla via Emilia. Poi un silenzio irreale. E dopo delle grida. Subito pensavamo a un incidente, poi abbiamo capito che era stato tutto voluto. Dalle grida si capiva che era successo qualcosa di brutto. Ma non pensavamo di questa portata. Un signore è corso qui dentro e ha gridato: “Non uscite, ha fatto una strage!”. È stata veramente una cosa spaventosa. Ancora di più quando a casa abbiamo guardato i video della macchina che arriva: inizialmente ha colpito sul nostro lato, poi ha girato a sinistra. Pochi minuti prima c’eravamo io e una mia collega su quel marciapiede. Potevamo essere noi le travolte. È stato uno choc. Il nostro capo appena ha saputo, ci ha chiamato per sapere se stavamo tutte bene. Non è stato facile riaprire stamattina (ieri, ndr), ma bisogna andare avanti».
«Sì, non è stato per niente facile riaprire» conferma dall’altro lato della strada Maria Teresa Perr, commessa dell’Antica Pasticceria San Biagio, di fianco al punto dell’incidente. «Non ho dormito stanotte, avevo sempre davanti l’immagine di quella signora senza gambe. Ero qua dietro all’ingresso della pasticceria quando è successo: un colpo fortissimo, poi lei a terra e quell’altro che scappava... Per fortuna che passava un’infermiera a fine turno che con delle cinture le ha bloccato l’emorragia. Noi le abbiamo dato del ghiaccio. È stato terribile. E adesso temo che in centro, dove già c’erano problemi di sicurezza, la gente abbia ancora più paura».
I residenti
«Io stavo camminando in Rua Pioppa per tornare a casa quando ho visto arrivare quello col coltello e gli altri che lo inseguivano - testimonia Mohsin Raza, 29 anni - abito proprio di sopra al punto dove l’hanno preso e ho un bimbo piccolo: ho avuto paura per la mia famiglia. Loro sono stati molto coraggiosi». Giordan Guerrero, 32enne cubano, abita nello stesso stabile: «Quando ho sentito le grida, sono subito corso giù a vedere - racconta - ma l’avevano già immobilizzato. È stato fortunato che non l’ho beccato io, sennò ci andavo meno leggero con uno che ha fatto una cosa del genere. E che sicuramente voleva fare del male ad altri, andando in giro con quel coltello. È incredibile che uno così possa essere cittadino italiano e io, che ho una bimba nata in Italia, sia costretto ogni sei mesi a rinnovare il permesso di soggiorno».
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