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I soccorsi

Il 118 ha visto i feriti in diretta dagli smartphone: «Guadagnati minuti preziosi»

di Evaristo Sparvieri

	I soccorsi in via Emilia Centro (foto di Luigi Esposito)
I soccorsi in via Emilia Centro (foto di Luigi Esposito)

I primissimi interventi alle persone travolte da El Koudri grazie all’app FlagMii, servizio illustrato anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni durante la visita all’ospedale Maggiore di Bologna

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MODENA. Pochi istanti, pochi secondi, e la centrale operativa del 118 aveva già davanti agli occhi le immagini della tentata strage. Mentre l’auto di Salim El Koudri seminava il panico in via Emilia Centro, i primi soccorsi sono partiti da uno smartphone: una videochiamata in diretta tra chi era sul posto e gli operatori del 118, resa possibile grazie al sistema FlagMii in uso nelle centrali operative dell’Emilia Romagna. Un servizio illustrato anche al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla premier Giorgia Meloni durante la visita all’ospedale Maggiore di Bologna, nel racconto di quei minuti drammatici fatto dagli stessi operatori dell’emergenza-urgenza.

Come funziona l’app Flagmii 

Un link inviato via sms, un click e la telecamera del cellulare di un passante è diventata gli occhi dei medici. In tempo reale dal 118 hanno visto i feriti a terra, valutato le condizioni e guidato i presenti nei primissimi interventi. Secondi preziosi, in situazioni in cui un attimo può fare la differenza. Fra i primi a intervenire sul posto non solo passanti, ma anche medici e operatori sanitari in borghese, intervenuti prima dell’arrivo delle ambulanze. Il coordinamento con la centrale ha fatto il resto: indicazioni precise e interventi mirati nel minor tempo possibile. Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha ricordato la scena: «In venti minuti tutti i feriti erano stati portati negli ospedali. L’intervento di cittadini modenesi e di medici presenti sul posto ha consentito nei primi secondi di mettere in sicurezza i feriti, guadagnando minuti preziosi». Uno di loro, «in collegamento con la centrale tramite il telefonino, ha avuto la freddezza di mostrare tutte le vittime a terra e far capire come intervenire».

In venti minuti gli 8 feriti erano in ospedale

Una catena che ha funzionato nel migliore dei modi, evitando che il bilancio diventasse più drammatico di quanto non sia stato. Un elogio anche al presidente della Regione, Michele de Pascale: «È stato commovente sentire il racconto degli operatori del 118 e dei cittadini che si sono fermati. Il sistema consente a chi è sul territorio di fornire informazioni visive alla centrale. Tanta professionalità, ma anche un forte senso di appartenenza». Il sistema di emergenza-urgenza Bologna-Modena, con ambulanze e due elicotteri coordinati da una centrale comune, ha risposto, ha detto Mezzetti, «come un’orchestra senza bisogno di spartito».

In venti minuti otto feriti erano già negli ospedali, fra Modena e Bologna. Un risultato che il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ricondotto all’intero sistema sanitario, ringraziando «soccorritori, personale sanitario e cittadini intervenuti». Lepore ha ricordato «persone formate che hanno fermato un’emorragia e, con il proprio cellulare, aiutato i medici del coordinamento: una comunanza di intenti scattata immediatamente».

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