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Il problema

Scuola, tagli al personale Ata: a Modena 20 collaboratori scolastici in meno

Scuola, tagli al personale Ata: a Modena 20 collaboratori scolastici in meno

Cisl e Cgil denunciano il problema: «A settembre avremo in servizio 1.470 collaboratori, servizi a rischio in diversi istituti comprensivi e scuole medie di tutto il territorio»

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MODENA. «Abbiamo una domanda per il Ministero dell’Istruzione: continuando a tagliare collaboratori scolastici, continuando ad usare la forbice contro gli Ata invece del pallottoliere degli investimenti, quanto a lungo pensate che possano reggere le nostre scuole? Ci servirebbero 700 persone in più e invece si taglia chi le deve aprire e far funzionare. Signori, non stiamo andando affatto bene”».

È duro Carmelo Randazzo, leader di Cisl Scuola Emilia Centrale, poco dopo la conclusione del meeting con l’Ufficio scolastico provinciale di Modena. Al centro i conti sull’organico di diritto – in termini pratici: il personale di ruolo – per il prossimo anno scolastico. I collaboratori scolastici sono già oggi in forte difficoltà. Garantiscono apertura dei plessi, vigilanza, pulizia, sicurezza, assistenza agli alunni e funzionamento quotidiano delle scuole. Non sono numeri da tagliare. Sono lavoratrici e lavoratori essenziali. «Non ci siamo, continua una brutta serie negativa. A settembre avremo in servizio 1.470 collaboratori, venti in meno in diversi istituti comprensivi e scuole medie di tutto il territorio. La scure rischiava di abbattersi su Maranello e Fiorano, due comunità che hanno già pagato il prezzo del ridimensionamento», evidenzia Randazzo. Il sindacato desidera comunque «ringraziare l’Ufficio Scolastico, che ha cercato di far quadrare conti con il poco che aveva. Le responsabilità sono a Roma». Come sempre, è una questione di numeri: a Modena e provincia servirebbero almeno 300 collaboratori in più per smettere di lavorare in apnea e con pesanti disagi. Quali? «Ne cito due: nell’organico abbiamo personale che ha limitazioni fisiche e può svolgere solo una parte del suo lavoro – evidenzia Randazzo – . Oppure: se un collaboratore si ammala non si può ricercare un supplente prima di otto giorni. Tutto questo comporta che i pochi che restano in servizio full time devono fare i salti mortali per tappare le falle». Dopo il vertice di ieri, le cose non vanno bene nemmeno all’altra anima di questo gruppo, quella dei professionisti che fanno funzionare le segreterie delle scuole. A settembre saranno 557. Sulla carta si recupera un posto favore dell’Istituto Venturi, ma la realtà è più pesante: “Dovrebbero essere almeno 700 professionisti, perché il carico di lavoro delle segreterie si è quadruplicato. Parliamo di attività che in alcuni casi prima era di competenza Inps – prosegue Randazzo – . Le segreterie hanno assunto compiti complessi, portati avanti da 4-5 persone, in media, per ogni scuola. Ecco, nel motore della macchina scolastica, se i collaboratori sono le ruote, il personale amministrativo è la cinghia di trasmissione. E oggi opera sempre col rischio di rompersi». Per Cisl Scuola la conclusione è chiarissima: «Non possiamo accettare tagli indiscriminati sul personale Ata, perché la scuola non si regge solo sulle lezioni. La scuola funziona se funzionano anche i servizi. È un messaggio che voglio dare alle mamme e ai papà modenesi», chiosa Randazzo. Altri numeri arrivano dalla Flc Cgil Modena «La scelta scellerata fatta con la legge di bilancio di tagliare 2.174 posti relativi al profilo di collaboratore scolastico in tutto il territorio nazionale, ha avuto delle ripercussioni anche sulle scuole del nostro territorio. - spiega il sindacato - In tutta la provincia sono previsti in organico di diritto 20 posti di collaboratori scolastici in meno. L’organico relativo al profilo di assistente tecnico rimane invariato (157 posti sul II ciclo e 13 posti sul I ciclo) ; anche i posti di operatore agrario non subiscono cali (2 al Calvi di Finale Emilia e 2 allo Spallanzani di Castelfranco Emilia) . Il calo si registra nelle scuole del primo ciclo (istituti comprensivi) coinvolgendo le scuole secondarie di I grado, poi gli istituti comprensivi senza scuola dell’infanzia e, in ultima battuta, i comprensivi con i plessi dell’infanzia.l

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