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A lieto fine

Uomo vola con l’auto in mare: i militari dell’Accademia di Modena si tuffano e lo salvano

di Ginevramaria Bianchi
Uomo vola con l’auto in mare: i militari dell’Accademia di Modena si tuffano e lo salvano

Salvataggio tra gli applausi a Trieste

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TRIESTE. Un'auto che perde il controllo, il rumore dell'impatto con l'acqua e la consapevolezza che una vita sta per dipendere da pochi secondi. Quanto appena descritto è accaduto ieri – 12 luglio - in piazza Unità d'Italia, a Trieste, dove una vettura è finita in mare con il conducente all'interno.

Gli ufficiali dell’accademia

Quella che doveva essere una visita istituzionale in città, si è infatti presto trasformata in un intervento di soccorso messo in atto da 4 Ufficiali e 2 Sottufficiali dell'Accademia Militare di Modena, personale di inquadramento degli allievi, che si sono tuffati in acqua riuscendo a estrarre l’uomo dall'abitacolo e ad affidarlo ai sanitari del 118. Erano circa le 12 quando il gruppo era appena arrivato nel cuore della città. Poi, all'improvviso, l'incidente. «Eravamo appena arrivati in piazza Unità d'Italia insieme ai nostri allievi. In pochi istanti abbiamo visto un'autovettura finire in mare dal molo. Non c'è stato il tempo di riflettere: ci siamo guardati e siamo intervenuti immediatamente», racconta il capitano Alberto Esposto, comandante di compagnia allievi dell'Accademia Militare e tra i primi a intervenire.

Il racconto

«Abbiamo cercato di aprire la portiera del veicolo riuscendo fortunatamente ad estrarre il conducente dall'abitacolo e a portarlo in salvo sulla banchina — prosegue —. Un evento del genere non si può prevedere, ma la formazione che riceviamo e che ogni giorno cerchiamo di trasmettere ai nostri giovani allievi è proprio quella che ci prepara per affrontare situazioni impreviste. Addestramento, sangue freddo, capacità di lavorare in squadra e rapidità nel prendere la decisione giusta sono qualità che vengono coltivate quotidianamente tra le mura accademiche. Non abbiamo improvvisato — chiosa Esposto — abbiamo applicato quei principi che fanno parte del nostro essere militari al servizio della patria». Quando gli chiediamo cosa li abbia spinti a intervenire prima di tutti, il capitano non ha dubbi: «La dedizione al servizio. Indossare l'uniforme significa essere sempre pronti a mettersi al servizio del paese e della collettività, in qualsiasi circostanza, anche la più complessa».

Il salvataggio

Con il conducente non c'è stato il tempo di scambiare una parola, perché «in quel momento la priorità era esclusivamente tirarlo fuori dall'auto. Dopo il salvataggio è stato immediatamente preso in carico dal personale sanitario del 118. Era cosciente in quel momento, e ora spero stia bene». Lo rifarebbe? La risposta è «sì, senza esitazione». «Naturalmente ogni intervento comporta dei rischi, ma siamo addestrati a valutarli e ad affrontarli con lucidità — aggiunge il capitano —. Senso del dovere, coraggio, responsabilità e capacità di fare squadra sono valori che accompagnano qualsiasi militare in ogni momento della propria vita, anche durante quella che avrebbe dovuto essere una domenica libera». La notizia ha fatto subito il giro d’Italia grazie ai social, in serata il ministro della Difesa Crosetto su X li ha pubblicamente elogiati:« Un intervento tempestivo e decisivo che ha contribuito a salvare una vita - ha scritto - e che rappresenta la più autentica espressione dei valori che l'Accademia trasmette ai futuri Ufficiali dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri: coraggio, senso del dovere, altruismo e spirito di servizio».

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