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Le ossa di Daniela nella torre avvolte da un vestitino e dalla giacca a vento: mistero sul reggiseno tagliato

di Daniele Montanari

	Il resti di Daniela Ruggi sono stati trovati nella torre di Vitriola
Il resti di Daniela Ruggi sono stati trovati nella torre di Vitriola

I primi risultati degli esami al Labanof di Milano dopo il ritrovamento dei resti di Daniela Ruggi nella torre di Vitriola: aperta la “body bag” con i vestiti e i reperti rinvenuti. Il legale: «Aperte ancora tutte le ipotesi»

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MONTEFIORINO. Daniela Ruggi è morta con addosso un vestitino scamiciato e una giacca a vento. O almeno, questi sono gli abiti che avvolgevano le sue ossa il 28 maggio, quando gli inquirenti le hanno prelevate dalla torre di Vitriola, a poche centinaia di metri dalla casa dove viveva la 31enne scomparsa a settembre 2024.

I primi esami

È quanto emerso ieri pomeriggio a Milano nel laboratorio Labanof dove per la prima volta è stato aperto il sacco (“body bag”) con i reperti rinvenuti. È stata un’operazione di catalogazione e documentazione fotografica dei reperti, eseguita dalla prof Cristina Cattaneo, su incarico della Procura di Modena (pm Marco Niccolini e Laura Galli) alla presenza anche dell’avvocato Deborah De Cicco (che tutela Alberto, fratello di Daniela, come parte lesa) e dei suoi consulenti di parte (la genetista Marina Baldi e il medico legale Sara Matovani) collegati da remoto. È stato questo aspetto a portare la prof ad effettuare solo questa fase preliminare senza procedere all’autopsia sui resti, ritenendo che l’operazione irripetibile vada compiuta in contraddittorio e in presenza di tutti i consulenti. Intanto però si è potuto capire di più su quel che è stato trovato nella torre. C’era praticamente tutto lo scheletro, ma in condizioni di forte degrado dovuta alla predazione degli animali. È stato esaminato anche il teschio ritrovato il 1° gennaio degli escursionisti. È stato fatto anche un primo esame visivo sulle condizioni delle ossa, per valutare eventuali segni traumatici, ma sull’esito vige assoluto riserbo. La presenza della giacca può fare ipotizzare una volontaria presenza della ragazza nella torre, con la necessità di ripararsi dal freddo di notte.

Il reggiseno

Il 28 maggio è stata trovata anche le seconda coppa del reggiseno, dopo che prima era stata trovata a gennaio. Il fatto che l’indumento intimo sia stato lacerato esattamente a metà è un aspetto su cu si sta riflettendo, e che sarà oggetto probabilmente di ulteriori esami. Si tratta infatti di una lacerazione molto decisa, apparentemente poco compatibile con l’azione dei denti di un animale. È stata una mano umana a tagliarlo in quel modo? Chiaramente questo aprirebbe a uno scenario di morte violenta per mano di qualcuno. Ipotesi che però colliderebbe con il ritrovamento nella torre anche del cellulare di Daniela: quale assassino avrebbe mai lasciato una prova del genere? Sulla strana lacerazione del reggiseno l’avvocato De Cicco rilancia la sua richiesta di approfondimento investigativo tramite esami da effettuarsi presso il Ris di Parma: «L’istanza di approfondimento investigativo merceologico da me richiesto alla Procura sulla coppa destra già in analisi al Ris ritengo sia ancora più determinante adesso che ho visionato la coppa sinistra, lacerata in modo netto e deciso» sottolinea. L’8 settembre verrà effettuata l’autopsia sui resti, alla presenza di tutti i consulenti, e si cercherà di dare risposta a molte domande. «Non posso rivelare alcun dettaglio sulle operazioni in questa fase – sottolinea il legale – dico solo che è una fase decisiva per comprendere come Daniela è morta. Al momento tutte le ipotesi sono plausibili, dall’omicidio all'incidente: attendiamo l’esito degli esami scientifici».

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