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Il caso

Ausl, tagli sugli straordinari: infermieri sul piede di guerra

di Luca Gardinale
Ausl, tagli sugli straordinari: infermieri sul piede di guerra

Una lettera annuncia lo stop ai rientri. L’azienda: «Presto nuove assunzioni»

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MODENA È bastata una lettera per accendere la miccia. Datata 30 settembre e firmata dalla Direzione assistenziale dell’Ausl di Modena, la comunicazione sta portando i professionisti sanitari - infermieri, oss, tecnici di laboratorio - sul piede di guerra. Il motivo è soprattutto economico: l’azienda annuncia che “per un periodo temporaneo” non sarà più possibile utilizzare il rientro in servizio dalla pronta disponibilità e che le prestazioni aggiuntive - cioè turni extra volontari, svolti fuori dall’orario ordinario e pagati con tariffe più alte - non proseguiranno secondo le modalità utilizzate finora. Al loro posto sarà utilizzato solo il normale straordinario così come previsto nel contratto collettivo. Tradotto: stessi buchi da coprire nei turni a causa della scarsità di personale, stesso riposo saltato, ma una remunerazione molto più bassa. Ed è questo che ha fatto esplodere il malcontento.

Senza straordinari molti servizi sono a rischio

L’Ausl si trova così stretta tra la necessità di tenere in piedi i servizi - diversi sarebbero a serio rischio senza gli straordinari del personale - e una protesta interna sempre più forte. Nella lettera, l’azienda ha annunciato anche alcune novità legate ad una riorganizzazione profonda: nuove assunzioni, progressioni economiche, incarichi professionali e organizzativi e un nuovo regolamento sulla mobilità interna. Ma sono interventi sulla carta, destinati a produrre effetti se e quando diventeranno realtà. Il problema, per chi oggi lavora nei reparti, è molto più semplice: chi coprirà i buchi nel frattempo, e a quali condizioni?

Ausl rassicura

E mentre tra il personale esplode il malcontento, a rispondere ai dubbi è la stessa Ausl: «Pur a fronte delle difficoltà di reperimento di personale infermieristico - spiega l’azienda - vogliamo continuare a investire sui nostri professionisti. È questo il contenuto di una comunicazione interna condivisa dalla Direzione assistenziale con i dirigenti delle professioni sanitarie al fine di rappresentare anche ai coordinatori infermieristici un aggiornamento sulle principali azioni da realizzare insieme per garantire la continuità dei servizi, utilizzando gli istituti contrattuali previsti. La nota illustra le progettualità già in corso, coinvolgendo tutte le professioni sanitarie in una strategia aziendale che prevede una risposta alle criticità attuali, ma descrive allo stesso tempo un percorso di più ampio respiro, nella consapevolezza che le persone restano il principale patrimonio del sistema sanitario pubblico. Nessun riconoscimento economico viene negato - fa notare l’azienda - sono stati condivisi ad esito di apposito incontro di lavoro con i dirigenti delle professioni sanitarie e i coordinatori i criteri di applicazione di alcuni istituti contrattuali e le linee di indirizzo rispetto alle politiche assunzionali che la direzione intende realizzare. In parallelo prosegue il lavoro sull'organizzazione assistenziale attraverso una migliore programmazione delle attività, una distribuzione più efficace delle risorse disponibili e lo sviluppo di modelli multiprofessionali sempre più integrati. «Non vogliamo fermarci alle criticità - dichiara Cristina Tarantino, direttrice assistenziale dell’Ausl - ma stiamo lavorando contemporaneamente su reclutamento, sviluppo professionale, valorizzazione delle competenze e innovazione organizzativa. La sanità cresce quando crescono le persone che ne fanno parte. Vogliamo trovare soluzioni non temporanee ma di lungo periodo, e costruire le condizioni affinché i professionisti possano esprimere al meglio le proprie capacità, trovando nel servizio pubblico opportunità di crescita, responsabilità e riconoscimento». l


 

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