cronaca

Quando la natura viene in soccorso, le proprietà benefiche delle piante. I consigli di Ciro Vestita

Dalle erbe può arrivare un valido aiuto per rimettersi in forma, dopo il buio invernale e la vita sedentaria, per depurare e favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso


25 aprile 2022 Sabrina Chiellini


Tarassaco o foglie di olivo? A cosa è utile un decotto di foglie di olivo? Ora che ci siamo lasciati alle spalle i giorni più freddi già cominciamo a pensare alla primavera e al caldo estivo. Dalle erbe può arrivare un valido aiuto per rimettersi in forma, dopo il buio invernale e la vita sedentaria, per depurare e favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso. Sempre con l’obiettivo di aiutare reni e fegato – organi sottoposti a un maggiore stress nel cambio di stagione, per proteggere e rinforzare l’organismo dagli ultimi malanni di stagione grazie alla vitamina C contenuta e ripartire alla grande. Ne parliamo con il dottor Ciro Vestita.

Come ci può aiutare la natura ad affrontare questa nuova stagione e prepararci alla primavera?

 “Dobbiamo dare la giusta importanza ai rimedi naturali. Nelle famiglie contadine di una volta era abitudine diffusa curarsi con gli “erbi”, verdure selvatiche che crescevano fra viti e ulivi, di cui peraltro la Toscana è ricca. A tante malattie si rimediava con l’impiego di tisane di ortica, che è ancora presente in tanti farmaci moderni, o con il tarassaco, utile per curare il fegato”.

Siamo nella stagione giusta per fare scorte di vitamine?

“Andare in campagna adesso e raccogliere le erbe vuol dire fare una riserva enorme di sali minerali e sostanze preziose per il nostro organismo. Ovviamente se non abbiamo la possibilità di una bella scampagnata possiamo farci aiutare da un bravo erborista. La storia in questo ci viene in aiuto. Molti contadini con poche risorse economiche, non avendo altre fonti per alimentarsi, andavano avanti con gli “erbi”. A Calci, in provincia di Pisa, tanto per fare un esempio, ho conosciuto alcuni anziani, persone longeve che facevano lavori pesanti in agricoltura, che traevano forza mangiando erbe di campo. È un mondo affascinante quello delle piante povere, hanno un valore immenso in campo nutrizionale. Se gli eccessi di carne, specialmente quella rossa, possono crearci problemi, i legumi possono solo e soltanto farci bene, aiutano a pulire il colon, infatti sono ricchi in steroli vegetali, molecole simili al colesterolo che, nell’intestino, vengono assorbiti al posto del colesterolo”.

Quali legumi privilegiare?

“Quelli freschi sono eccezionali. Tra l’altro i legumi sono utili per dimagrire: un piatto di fave e carciofi ha appena 100 calorie contro le 400 di un etto di pasta e poi ci sazierà prima. Ma c’è un consiglio prezioso anche per cucinarli”.

Quale?

“I legumi prima della cottura vanno messi a mollo, anche le lenticchie. Perché? Sono ricchi di ferro, se li mettiamo a cuocere subito perdono questa molecola. L’ammollo è una fonte di salute che non ci costa nulla. Nelle zuppe poi vanno sempre aggiunti le erbe aromatiche. Perché? Una recente scoperta scientifica ha accertato come nella salvia e nel rosmarino sia presente una sostanza, chiamata carnosolo, capace di svolgere un’importante azione di profilassi nei confronti del tumore al polmone in soggetti fumatori. Ora ai giovani non possiamo chiedere di bere un decotto di salvia e rosmarino, ma possiamo aggiungerli nei cibi che cuciniamo. Ebbene, per beneficiare di questa molecola è sufficiente aggiungere a zuppe e minestre poche foglie di salvia e di rosmarino”.

Le piante sono un rimedio anche contro stanchezza e stress?

“Le piante danno sempre molta energia. In primis l’iperico, è un fantastico antidepressivo. La pandemia, poi la guerra, oggi siamo tutti stressati, può sembrare banale ma anche farci una semplice tisana aiuta. L’iperico era già usato ai tempi dei crociati anche se è diventato famoso quando alcuni psichiatri americani hanno dimostrato l’utilità di questa erba contro la depressione. Ma le sue proprietà sono conosciute da secoli.  Lo utilizzavano già i Templari nel Medioevo. Loro, infatti, lo usavano per curare i soldati feriti nelle crociate. Videro anche che oltre alle ustioni e alle ferite da taglio, era utilissimo per migliorare l’umore dei guerrieri che rimanevano immobilizzati a letto per mesi. Allora veniva seguita la teoria dei segni. Leggevano i segnali che la pianta mandava loro. Le foglie dell’iperico sono fratturate con i canali linfatici che si interrompono. Per loro era il segno che la pianta era utile nelle fratture. Insomma, non c’è niente da scoprire. L’iperico va bene anche per trattare una blanda depressione. Quando ci sono anche ansia e insonnia l’iperico va associato ad altre piante calmanti quali angelica e passiflora”. Un consiglio: nelle terapie con le erbe chiedete sempre il parere del medico.

 

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