cronaca

Bambini, come preparare la pelle al primo sole: i consigli del primario Bagnoni

Non deve essere sottovalutata la radiazione riflessa, l’effetto dell’acqua e della sabbia


06 maggio 2022 Martina Trivigno


Stanno arrivando le belle giornate e il sole si fa sentire più caldo. È già tempo di preparare la pelle. Il sole fa bene, ma con moderazione. Soprattutto d’estate quando i raggi ultravioletti sono più forti e bambini e ragazzi trascorrono molte ore all’aria aperta, sotto i raggi solari. Non tutte le persone reagiscono allo stesso modo all’esposizione: c’è chi acquisisce subito un colorito dorato e chi, nonostante le protezioni, va incontro a scottature, bruciore e infiammazioni cutanee.

Il dottor Giovanni Bagnoni, primario di dermatologia dell’ospedale di Livorno e Massa Carrara, spiega che i bambini hanno una pelle più sensibile al sole rispetto agli adulti. E proprio per questo, per loro, è molto più facile scottarsi o fare i conti con gli eritemi solari. La guardia deve sempre restare alta. Vediamo come.

Dottor Bagnoni, come possiamo difendere la pelle di bambini e ragazzi?

“Bambini e ragazzi devono sempre essere protetti con filtri solari ad alto indice di protezione. Nei primi mesi di vita, poi, i piccoli non devono essere esposti ai raggi diretti del sole perché hanno sistemi di difesa ancora imperfetti e quando escono devono indossare indumenti in fibre naturali e cappellini. L’abbronzatura è un filtro solare auto-prodotto, ma se la quantità di esposizione è prolungata, eccessiva e senza protezione, si verifica l’ustione solare. Che, lo ricordiamo, deve essere evitata assolutamente: le ustioni solari infantili sono correlate, infatti, allo sviluppo dei tumori della cute nell’età adulta. È buona norma evitare di stare sotto il sole negli orari centrali della giornata, tra le 11 e le 16. Meglio esporsi in modo graduale, proteggendo la pelle con le protezioni che grazie ai filtri solari riducono la quantità di raggi ultravioletti che raggiungono la cute. Nel caso dei bambini, il filtro protettivo deve essere molto alto (+50) per creare una barriera efficace. Importante è anche l’alimentazione. È fondamentale mantenere un buono stato di idratazione e delle buone scorte di vitamine e sali minerali. Proporre ai piccoli bambini acqua regolarmente e, per assicurarsi un buon apporto di vitamine e sali minerali, della buona frutta di stagione o delle verdure da sgranocchiare come finocchi, carote, peperoni, pomodorini che rappresentano ottime scelte da avere a portata di mano. Il consiglio è quello di portare con sé frutta fresca tagliata a dadini o verdure crude pronte da mangiare. Ottimi anche thermos con spremute o centrifugati di frutta e verdura da preferire alle alternative industriali spesso ricche di zuccheri”.

Fa differenza il luogo in cui i bambini si trovano?

“Sì. Durante l’estate bambini e i ragazzi amano trascorrere molte ore in acqua o sulla battigia. Ecco, non deve essere sottovalutata la radiazione riflessa, l’effetto dell’acqua e della sabbia (ma vale anche per il ghiaccio e la neve) che hanno la capacità di riflettere la radiazione come uno specchio, moltiplicando quindi l’effetto dei raggi solari. Lo stesso vale per il luogo: in montagna la protezione deve essere maggiore perché i raggi solari sono perpendicolari alla terra e quindi più forti”.

Anche il primo sole può essere pericoloso per i più piccoli?

“Sì, senza un’adeguata protezione i bambini vanno incontro soprattutto all’eritema solare: la pelle si presenta arrossata, gonfia, calda, secca e pruriginosa, si avverte una sensazione di bruciore e dolore al minimo contatto e spesso compaiono anche bolle che, se strofinate e rotte, possono dar luogo a infezioni cutanee”.

L’esposizione al sole aumenta il rischio di dermatiti?

“Sì, si chiamano fitofotodermatiti e sono patologie poco note, ma abbastanza frequenti, dovute al contatto cutaneo con specie vegetali fototossiche (che provocano una reazione avversa che si verifica in concomitanza con l’esposizione a una sostanza (fotosensibile) e alla radiazione solare, ndr). Solo per fare alcuni esempi: lattice, linfa, succhi e resine che si attivano dopo l’esposizione con i raggi solari e producono danni alla pelle, come eritemi fino a vere e proprie ustioni. Sono più tipiche di donne e bambini, nelle zone esposte come viso, collo braccia, mani e gambe, spesso con forme particolari riconducibili al contatto con la pianta. È quindi importante sapere che piante all’apparenza banali, come ad esempio il fico, il sedano, il prezzemolo, possono provocare queste dermatiti. Per questo è fondamentale prestare attenzione”.

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