Modena e la sua cucina protagoniste a “Cortesie per gli ospiti” su Real Time
Da una parte una coppia, Manuel e Greta, dall’altra madre e figlia, Elisa e Ludovica: sono stati loro ad aprire le porte di casa e a cucinare per i giudici Csaba dalla Zorza, Roberto Valbuzzi e Tommaso Zorzi. Ecco come è andata
MODENA. A Modena l’ospitalità è una cosa seria. Talmente seria che può diventare una gara televisiva. Ed è successo giovedì 15 gennaio su Real Time (Canale 31), in una puntata di “Cortesie per gli ospiti” ambientata interamente nella nostra città. Un episodio che ha trasformato Modena in un palcoscenico domestico, con quattro modenesi pronti a partecipare a sfida tutta giocata tra tradizione, gusto e stile. Sono state raccontate le nostre tradizioni, le nostre abitudini, le nostre piazze, senza cartoline, ma attraverso le case, le tavole e quel calore tipico della nostra terra.
Il programma e i protagonisti
Per chi non conoscesse il format, “Cortesie per gli ospiti” è una competizione culinaria che mette alla prova due coppie di padroni di casa, chiamate a cucinare e ad accogliere gli avversari e i giudici con piatti curati, una tavola impeccabile e il giusto rispetto delle regole del galateo. Non vince solo chi cucina meglio, ma chi riesce a far sentire gli ospiti davvero accolti. A giudicare, per quest’edizione, Csaba dalla Zorza, Roberto Valbuzzi e Tommaso Zorzi. Ma veniamo alla puntata modenese. Si sono sfidate due coppie molto diverse, per età, stile e visione dell’ospitalità, ma accomunate da una forte identità. Da una parte Manuel e Greta, coppia affiatata e spontanea, di quelle che si punzecchiano con affetto e si raccontano senza filtri. «Lei porta i pantaloni nella coppia», dicono ridendo, con una complicità che si rifletterà anche nell’organizzazione del loro invito. Dall’altra Elisa e Ludovica, mamma e figlia legatissime, unite non solo dalla quotidianità ma anche dal tempo libero: «Siamo talmente affiatate che andiamo anche a ballare insieme», raccontano alle telecamere.
A casa di Manuel e Greta
I primi ad aprire le porte di casa sono stati Manuel e Greta: una grande abitazione luminosa fuori dal centro, circondata dal verde e curata nei dettagli. Un contesto che racconta una Modena più defilata, fatta di spazi ampi e aria buona. Il loro menù è stato dichiaratamente “ad alta quota”, ispirato alla passione per la montagna e per l’Appennino modenese: funghi protagonisti dall’antipasto al secondo, declinati con coerenza e rispetto della materia prima. Una scelta rischiosa, sì. Ma vincente. I giudici e le sfidanti hanno apprezzato praticamente tutto: sapori, impiattamento, porzioni. Applausi unanimi anche per il dolce, una crostata della nonna semplice con marmellata, senza velleità moderne ma capace di mettere tutti d’accordo. «Perfetta», a detta di più di uno. Se la cucina ha convinto, qualche appunto è arrivato invece sul fronte dell’apparecchiatura, dove un sottobicchiere è diventato un “appoggia pane”, e il servizio della focaccia è parso un po’ una distribuzione del pane e dei pesci... Nemmeno il centrotavola ha conquistato i commensali: «Sembra il cerino della chiesa», hanno commentato. Infine, per Tommaso Zorzi, la casa, pur bellissima e molto curata, risultava forse troppo spoglia, poco vissuta nel racconto visivo.
A casa di Elisa e Ludovica
Tutt’altro impatto per la casa di Elisa e Ludovica. Appena varcato il portone del palazzo storico nel cuore di Modena, i giudici si sono trovati davanti a un vero e proprio scrigno domestico: affreschi, piatti pregiati, stoviglie importanti, una cura quasi museale dei dettagli. Un’abitazione che racconta un’ altra Modena: più elegante, stratificata, nascosta dietro portoni che ogni giorno si attraversano distrattamente. Ma non per forza migliore. Zorzi stesso si è detto conquistato dall’atmosfera, anche se nei momenti in cui si parlava di tortellini, da bravo reggiano, ha preferito girarsi dall’altra parte, tra risate generali. Meno convincente, invece, la loro prova ai fornelli. Le tagliatelle sono risultate troppo corte, le tigelle sono state bruciate e quindi non servite a tavola, e la torta Barozzi, secondo i commensali, sapeva «solo di caffè», tanto da essere quasi interamente lasciata nel piatto da tutti. Ma ogni portata è perdonabile se è servita con una buona mise en place. Almeno per Csaba dalla Zorza, che ha fatto dell’eleganza dell’apparecchiatura un elemento decisivo.
Chi ha vinto la puntata
Il verdetto finale è stato di quelli combattuti fino all’ultimo punto. Manuel e Greta hanno chiuso con 24 punti, perdendo per un soffio la possibilità di vincere la puntata. Elisa e Ludovica si sono imposte con 25,5 punti, aggiudicandosi la vittoria tra i complimenti sinceri di tutta la giuria. E così, la puntata è riuscita a raccontare a tutto lo Stivale una storia: quella della nostra provincia. Da una parte l’Appennino, i funghi, la cucina sostanziosa. Dall’altra il centro storico, i portoni signorili, l’eleganza che si misura a colpi di tovaglie e posate. In mezzo, come un punto fermo che non ha bisogno di presentazioni, la Ghirlandina.
