Gazzetta di Modena

L’anniversario

I magnifici 50 anni di Radio Pico: in onda per divertire divertendosi

di Anna Pedrazzi
I magnifici 50 anni di Radio Pico: in onda per divertire divertendosi

Una storia che attraversa generazioni, tra evoluzione tecnologica e umanità: «Dall’analogico al digitale, senza perdere radici, valori e relazione col territorio»

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MIRANDOLA. Cinquant’anni di voce, musica e comunità. Radio Pico celebra un traguardo importante, fatto di evoluzione tecnologica, legami umani e radicamento sul territorio. Un anniversario che non è soltanto una ricorrenza, ma il segno tangibile di una realtà capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. Per il presidente Alberto Nicolini, mezzo secolo di attività significa soprattutto solidità e visione: «Festeggiare 50 anni vuol dire avere una squadra di professionisti in grado di affrontare il futuro, le innovazioni, di competere e di essere utile alla clientela e al territorio – racconta – Il cuore della nostra emittente resta il gruppo di lavoro, costruito nel tempo con attenzione. La soddisfazione più grande è essere riuscito a mettere insieme questa squadra, selezionando, formando e affiancando nuove professionalità giovani, con competenze solide e orientate all’innovazione». Una mentalità aperta, dunque, che ha permesso alla radio di attraversare decenni di cambiamenti senza timori. Dai dischi in vinile al digitale, passando per cassette e mp3, la storia di Radio Pico è anche la storia dell’evoluzione dei media.

Sempre in evoluzione

«Siamo nati in un mondo analogico - racconta Alberto Nicolini - ma abbiamo affrontato ogni innovazione con interesse, passando dalle cassette ai cd fino alla programmazione digitale». Un percorso non dettato da una scelta, ma da una necessità: adattarsi per restare competitivi e continuare a offrire qualità. Radio Pico è, però, molto più di una tecnologia: «È compagnia, è ricordo - conclude in Presidente - è un pezzo di vita vissuta insieme agli ascoltatori». Tre le parole che ne riassumono l’identità: compagna, punto di riferimento e buon umore. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che la Radio guarda al futuro, con un progetto ambizioso: esportare questo spirito oltre i confini locali, rendendo il prodotto sempre più internazionale senza tradire le proprie radici. Le origini raccontano una storia fatta di passione e sperimentazione. I fondatori Cesare Castorri, Mario Artioli detto "Brenno" e Vanni Vincenzi, portarono ciascuno un’identità musicale diversa: jazz e pop, grandi orchestre e musica popolare, rock e dance. Dalla loro unione nacque nel 1976 Radio Pico Mirandola, sulla frequenza 101.5, con sede a Cividale di Mirandola. Un traliccio di 30 metri e tanta voglia di fare segnarono l’inizio di un’avventura destinata a crescere.

Speaker storici

Gli speaker storici Vittorio Cavallini e Giacomo Borghi ricordano quegli anni con emozione. «Il giorno dell’inaugurazione trasmisi per un’ora, dalle 18 alle 19 "grandi orchestre" - racconta Vittorio. Le trasmissioni iniziavano alle 8 del mattino e si chiudevano a mezzanotte, tra lettere degli ascoltatori, ospiti e un forte desiderio di interazione». «Eravamo un gruppo di amici - aggiunge Giacomo - che si divertiva a costruire qualcosa di proprio, tra risate e problemi tecnici da risolvere». Non mancavano gli esperimenti: emblematici i viaggi in macchina fino a Porto Garibaldi con la radio accesa, per verificarne la copertura. «La passione nasceva proprio da lì - ricordano - dal montare antenne e partire per vedere fin dove arrivava il segnale». In quegli anni le radio libere erano considerate "pirata", e molte realtà nate nello stesso periodo non sopravvissero alle successive regolamentazioni. A fare la differenza fu anche la trasformazione in azienda, grazie al contributo di Alberto Nicolini, che consolidò la struttura rendendola più solida e organizzata. Nel corso degli anni, Radio Pico ha cambiato diverse sedi, fino al trasferimento nel 2000 nella Torre in Via Agnini sempre a Mirandola, che la ospita tuttora. Una scelta dettata sia dall’esigenza di spazi più ampi sia da ragioni tecniche: l’altezza dell’edificio garantisce una trasmissione senza ostacoli verso Modena, Mantova e Verona, collegando efficacemente i ripetitori. Tra i momenti più difficili resta impresso il terremoto del 2012. Nonostante i danni, la radio non smise mai di trasmettere. «Il fatto che la Radio rimase connessa fu una fortuna - ricordano i due speaker - perché abbiamo potuto continuare a lavorare e a informare».

“Radio container”

Per mesi tutto lo staff operò da container allestiti all’esterno della struttura, fino al rientro negli studi rinnovati il 1° dicembre 2013, in una giornata carica di emozione. «Abbiamo passato 8 mesi dentro diversi container allestiti a ferro di cavallo: abbiamo tirato due grossi cavi dalla torre e abbiamo continuato a fare il nostro lavoro - continuano - Ricordiamo con particolare emozione il momento dell’inaugurazione perché lo staff è potuto rientrare negli studi nuovi, all’avanguardia, con un evento molto sentito e partecipato con tanti ospiti e una grande manifestazione di solidarietà anche da parte delle altre emittenti». Proprio la solidarietà è stato, negli anni, uno degli aspetti più significativi della storia di Radio Pico. “Divertire divertendosi” resta la filosofia che ha accompagnato Radio Pico fin dagli inizi. I messaggi degli ascoltatori raccontano un rapporto che va oltre il semplice ascolto. «Ci fanno sentire parte della loro famiglia».

Una famiglia

Un legame costruito sulla costanza, sulla presenza e sulla capacità di trasmettere emozioni. In un’epoca dominata dalle immagini, la radio conserva un fascino unico «La Radio è pensiero - dice Vittorio - ed è per questo che, nonostante la televisione abbia avuto un successo straordinario, non è riuscita a sostituirla: la radio fa immaginare, guida le persone attraverso la voce, ma lascia liberi di immaginare, di costruire mentalmente, di visualizzare liberamente. La Radio fa immaginare, attraverso input, quello che ognuno vuole per sé stesso. Dopo cinquant’anni, Radio Pico continua a essere un riferimento, fedele al territorio e proiettata verso il futuro. Con la stessa energia di sempre e una certezza: la sua voce continuerà a fare compagnia, generando buon umore, oggi come allora».

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