Gazzetta di Modena

Scuola 2030 – L’editoriale

La risposta più semplice alla domanda: “Perché la Gazzetta va nelle scuole?”

di Gabriele Canovi

	Gli studenti del Selmi e il giornalista della Gazzetta Gabriele Canovi
Gli studenti del Selmi e il giornalista della Gazzetta Gabriele Canovi

Il progetto Scuola2030 torna con la sua terza stagione: perché i giovani hanno qualcosa da dire e vanno ascoltati

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MODENA. “Perché un giornale dovrebbe andare nelle scuole e incontrare gli studenti?”. Me l’ha chiesto un ragazzo, appena quattro giorni fa, proprio durante un incontro con una classe di un liceo modenese. Erano ospiti in redazione e si stava parlando di comunicazione, di intelligenza artificiale e del significato della parola “notizia”. Ma anche di associazionismo, di sanità, di sport, di salute mentale e di come andrebbe scritto un articolo di giornale. Era un lunedì come tanti: gli studenti in redazione, all’orizzonte una settimana da passare insieme e al centro la loro voce, quella dei giovani. Ecco, forse, proprio in queste parole è racchiusa la risposta alla domanda.

Scuola2030, i motivi

Lo facciamo – andiamo tutti i giorni nelle scuole medie e superiori – perché crediamo che i giovani, tutti, abbiano qualcosa da dire. E riteniamo sia importante ascoltarli, ma ascoltarli davvero – soprattutto se non sanno come dirlo – specialmente oggi, in una società dove conta più l’apparenza rispetto a ciò che sei o pensi. Ecco, noi vogliamo una scuola dove la voglia di mettersi in gioco, la capacità di sognare e le idee contino più del voto. Con questo spirito ripartiamo, anzi siamo ripartiti, con Scuola 2030. Perché crediamo che un giornale non debba limitarsi “semplicemente” a scrivere e raccontare notizie, ma che debba anche avere un ruolo attivo all’interno della propria comunità.