Studenti-eurodeputati: «Per riscrivere il futuro»
Alla scoperta del progetto Model European Parliament
MODENA. Da oltre trent’anni, il Model European Parliament (MEP) trasforma gli studenti in eurodeputati.
Tra maratone di dibattiti e proposte di legge, il racconto di chi ha scelto di mettersi in gioco per capire l’Europa di domani. Non è solo una simulazione, ma una vera e propria palestra di cittadinanza attiva. Da più di tre decenni, il Model European Parliament (MEP) rappresenta per gli studenti modenesi un ponte verso le istituzioni di Strasburgo e Bruxelles, permettendo loro di toccare con mano i complessi meccanismi del Parlamento europeo.
Come funziona la “macchina” del MEP
Il progetto non si limita alla teoria, ma immerge i ragazzi in una full-immersion che può durare dai tre ai cinque giorni. I partecipanti vengono suddivisi in commissioni tematiche, dove affrontano i nodi caldi dell'attualità politica, sociale ed economica. Il loro compito? Elaborare proposte di legge concrete attraverso il confronto e la collaborazione. Il momento culminante è l'Assemblea Plenaria: qui i documenti redatti dalle commissioni vengono presentati, discussi pubblicamente e sottoposti al voto, ricalcando fedelmente le dinamiche delle vere sedute parlamentari. L'impegno richiesto è notevole, ma i risultati sembrano ripagare ampiamente la fatica. Sarita Lanzotti e Santino Mari Rinaudo, studenti del Liceo Muratori San Carlo (rispettivamente degli indirizzi linguistico e classico), hanno vissuto l'esperienza intensamente, trascorrendo oltre dieci ore pomeridiane a scuola per prepararsi a tutti i vari dibattiti. "Un'esperienza formativa e stimolante", hanno dichiarato entrambi, sottolineando come il MEP sia stato fondamentale per migliorare la padronanza del linguaggio, rendendolo più formale e specifico. Ma non si tratta solo di forma: la sfida più grande è stata sviluppare la sicurezza necessaria per parlare in pubblico e imparare a gestire il confronto con opinioni divergenti.
Più che un progetto, una sfida personale
Nonostante le difficoltà logistiche e il tempo limitato per preparare argomentazioni convincenti, il bilancio dei partecipanti è estremamente positivo. Il MEP insegna che la politica non è fatta di slogan, ma di dialogo, pensiero critico e capacità di sintesi. In un’epoca di grandi incertezze globali, iniziative come questa dimostrano che i giovani sono pronti a prendersi la responsabilità del futuro, a patto di avere gli strumenti giusti per comprenderlo e, perché no, per provare a scriverlo.
*studentesse del Liceo Venturi, classe 3H
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