Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Beatrice, ristoratrice modenese di 20 anni: «Vi faccio scoprire Tipico, dove la tradizione incontra il gusto»

di Alessia Tazzioli, Mia Cecile Nassiboo, Vittoria Campani e Michael Malaguti*

	Gli studenti del liceo Selmi di Modena insieme a Beatrice Moscattini, titolare di Tipico
Gli studenti del liceo Selmi di Modena insieme a Beatrice Moscattini, titolare di Tipico

Il locale celebra la ricchezza e la varietà della cucina del territorio: «Mi sono innamorata della gastronomia, una soddisfazione unica». A coronare un anno di lavoro intenso, è arrivato anche il prestigioso Premio Giovani della Lapam Confartigianato

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MODENA. «Mi sono innamorata di questo lavoro, è proprio una soddisfazione unica». A soli 20 anni, Beatrice Moscattini ha così deciso di trasformare la sua passione per la gastronomia in un progetto di lavoro vero e proprio.
Una passione che si tramanda da anni nella sua famiglia e che porta avanti l’azienda agricola “Moscattini” dai primi anni del 1900; un ambiente in cui ha trovato un punto di partenza e allo stesso tempo una luce per il suo futuro. «Ho fatto l'alberghiero quindi ero già predisposta a seguire quella strada; inoltre i miei genitori hanno un'azienda agricola e io lavoravo sempre con mia mamma nel negozio dell'azienda e, vederla lavorare con passione, mi ha trasmesso l’amore verso questo mondo».

La storia di Tipico

Il 13 maggio 2024 decide di aprire “Tipico Modena” un locale, in strada Bellaria al numero 310, che celebra la ricchezza e la varietà della cucina tradizionale locale e non solo. Partendo già dalla mattina «si può venire da Tipico a fare una colazione autenticamente modenese: gnocco fritto e cappuccino». Uno dei cavalli di battaglia di questa nuovissima attività è la produzione giornaliera di pasta fresca, fatta a mano con amore e prodotti di alta qualità. «È possibile sia acquistare che degustare la pasta fresca, non solo a casa vostra, ma anche qua insieme a noi; abbiamo una vasta scelta: tortellini, tortelloni, lasagne, rosette e molto altro». Ciò che sicuramente non può mancare sono i tortelli di zucca secondo la ricetta della nonna di Beatrice, un piatto che racchiude affetto e ricordi.

Pasta fresca, eventi speciali e pasticceria

Altro punto forte del locale è la pasticceria, grazie alla bravura di una giovane pasticciera che ha seguito corsi professionali e porta in tavola torte e dolci fatti in casa. Oltre alla routine quotidiana, Tipico organizza due cene al mese dedicate alla degustazione di tortelli, con grande partecipazione e apprezzamento. La prima si è tenuta il 25 settembre, è stata un successo ed è solamente l’inizio, a conferma di una formula azzeccata, che va oltre il consueto rapporto tra esercente e cliente nell’ambito di un locale. A coronare un anno di lavoro intenso, è arrivato anche il prestigioso Premio Giovani della Lapam Confartigianato, vinto tra 30 attività modenesi under 40; un riconoscimento che ha emozionato Beatrice e il suo team, confermando peraltro il successo del progetto.

Tra sogni e difficoltà

Come ogni attività, anche Tipico ha vissuto momenti difficili: «Ci sono successe diverse avventure qua da Tipico, ce ne capitano di continuo», ma nonostante ciò Beatrice Moscattini ci sottolinea che «sono molto più grandi le soddisfazioni rispetto alle delusioni».  Ed è questo che la motiva a portare avanti il suo sogno. E per il futuro? «Per ora, consolidare Tipico Modena. Nel cassetto comunque c’è già l’idea di un secondo locale».  Ma l’importante è mantenere viva la filosofia che ha reso Tipico un punto di riferimento: tradizione, qualità, sorriso e un pizzico di gioventù. Tipico non è solo un locale, è un luogo dove la tradizione incontra il sorriso di chi ci crede davvero: ogni piatto racconta una storia, ogni giornata è un passo verso un obiettivo che si sta realizzando passo dopo passo. In un mondo dove la ristorazione è spesso sinonimo di sacrificio e orari impossibili, “Tipico Modena” dimostra che si possono raggiungere i propri traguardi con equilibrio, cuore e autenticità. E Beatrice Moscattini, con la sua energia contagiosa, è la prova vivente che i sogni, se coltivati con passione, possono diventare realtà.

*studenti del liceo Selmi di Modena, classi 5G e 5Q