Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Primo bilancio sugli street tutor: «Più sicurezza a Modena»

di Giuseppe Violi*
Primo bilancio sugli street tutor: «Più sicurezza a Modena»

Trovato (polizia Locale): «Ci aiutano a sorvegliare il territorio». L’educatrice Libra: «Con noi gli studenti evitano situazioni pericolose»

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MODENA. Dopo il clima creatosi intorno alle scuole della città sul tema sicurezza, a seguito di diversi episodi preoccupanti con vittima degli studenti, il Comune di Modena ha lanciato un’iniziativa sperimentale: gli “school tutor”, una sorta di steward con pettorina gialla che hanno il compito di rafforzare la sicurezza durante l’uscita degli studenti dalle scuole.

«Controllo più capillare»

Ce ne ha illustrato i dettagli il commissario della polizia Locale Barbara Trovato che spiega come il progetto nasca dall’esigenza di prevenire episodi di violenza e situazioni di rischio legate all’alta affluenza di ragazzi in specifiche fasce orarie. Il servizio si svolge dal lunedì al sabato dalle 11.30 alle 14.30 e prevede il presidio delle zone più critiche: luoghi in cui, negli ultimi tempi, si sono verificati episodi di tensione, liti o potenziali risse.

«Si tratta di un supporto aggiuntivo al nostro lavoro quotidiano di vigilanza – spiega Trovato – che ci consente di monitorare in modo più capillare il territorio e intervenire tempestivamente se necessario».

I risultati sono incoraggianti

In totale sono state dispiegate quattro pattuglie per un totale di otto operatori. Due presidiano la zona centrale, in particolare l’autostazione e largo Aldo Moro, antistante l’istituto Corni. Le altre due pattuglie sono dislocate lungo l’asse Corassori tra il Polo Leonardo e le scuole Guarini, Cattaneo Deledda e Wiligelmo.

Tale distribuzione non è casuale, ma è basata sull’analisi degli episodi più critici e frequenti. I primi risultati sono particolarmente incoraggianti, poiché dal 26 gennaio, data di avvio del progetto, non si sono registrati altri episodi di violenza.

«La deterrenza funziona»

L’effetto deterrente è evidente – sottolinea il Commissario –. La presenza degli operatori contribuisce a mantenere la calma e, se serve, rende immediata la collaborazione con la polizia Locale».

A raccontare il lavoro sul campo è anche Roberta Libra, school tutor. «All’inizio i ragazzi erano distratti, spesso attraversavano guardando il cellulare. Ora sono più attenti e consapevoli. La nostra presenza li aiuta a concentrarsi e a evitare comportamenti pericolosi».

Il servizio copre principalmente l’orario di uscita, adattandosi però a lezioni anticipate o variazioni improvvise garantendo così costanza. Durante la loro giornata lavorativa sono in costante contatto con la sala operativa della polizia Locale e operano un pattugliamento congiunto nelle aree più affollate. Modena è stata la prima città in Italia ad introdurre queste figure, dopo aver utilizzato lo stesso metodo nel periodo serale durante la movida e aver riscontrato segnali incoraggianti.

«I benefici sono evidenti»

«Valuteremo i risultati a fine anno scolastico – conclude Trovato – ma i benefici sono già evidenti. Potrebbe diventare un modello replicabile anche in altre città». Questo nuovo intervento a tutela dei giovani «si inserisce nell’ambito del progetto di “school tutoring” partito a settembre, con l’inizio dell’anno scolastico, che prevede anche un presidio fisso e pattugliamenti mobili della polizia locale nella zona dell’autostazione e negli istituti ritenuti più critici dal punto di vista della viabilità e della prevenzione del fenomeno del bullismo e della violenza giovanile. La misura permetterà di avere ulteriori ‘occhi’ attenti fuori dai plessi scolastici e in prossimità di parchi, stazioni e fermate dei mezzi pubblici» ha spiegato il Comune con un a nota.

*studente del Liceo Muratori -San Carlo, classe 5C