Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Sicurezza, la parola ai modenesi: «Parliamone di più anche nelle classi»

di Anna Ruggiero*
Sicurezza, la parola ai modenesi: «Parliamone di più anche nelle classi»

I cittadini rispondono agli studenti: «Microcriminalità e violenza sono problemi sociali»

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MODENA. Il livello di sicurezza a Modena negli ultimi tempi è messo alla prova a causa di episodi di violenza sempre più frequenti che si sono verificati e che hanno preoccupato i cittadini modenesi. Proprio negli ultimi mesi in centro a Modena o e in zone come il parco Novi Sad, si sono verificati episodi che hanno messo a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone, come l’accoltellamento accaduto in pieno giorno ai danni di un sacerdote colombiano a dicembre.

«Serve l’esercito»

Siamo andati ad intervistare i passanti per strada in centro città per chiedergli cosa ne pensano davvero del livello di sicurezza e come vivono a fronte delle problematicità appurate in città. Sono emerse opinioni contrastanti. Secondo alcuni «la sicurezza non è adeguata e richiederebbe l’intervento dell’esercito o di un maggiore intervento delle forze dell’ordine», come affermano Patrizia Bertacchi e Roberto Vasta.

Altri, invece, pensano che, nonostante gli episodi che mettono alla prova la sicurezza, Modena sia una città sicura, come per Simona Patti, romana di origine che si è trasferita a Modena e dichiara di sentirsi abbastanza sicura e sotto controllo, pur avvertendo il bisogno di maggiore vigilanza soprattutto in alcune zone.

Abbiamo interrogato i passanti anche in merito alle zone che ritengono più o meno pericolose ed è emerso che i luoghi che necessitano più controlli sono il Novi Sad e l’autostazione, la stazione dei treni soprattutto di notte e, come ha affermato l’avvocato Giulia Sorrentino, i parchi come i Giardini ducali. Ha raccontato di riscontrare parecchie difficoltà nel sentirsi sicura, soprattutto con i suoi figli, che dovrebbero invece godere dei parchi, luoghi di riferimento per bambini e famiglie.

«Riflettiamo di più sui ragazzi»

Abbiamo voluto anche chiedere agli intervistati cosa ne pensassero delle misure in adozione per contrastare il problema. L’educatrice Marcella Vaccari, che abita a Modena da sempre, racconta: «Mi sento sicura nella mia città e spero sarà sempre così, nonostante i recenti episodi di disagio che ho vissuto anche l’ultimo dell’anno in centro, credo che ci sia un tema sociale da affrontare. Bisognerebbe ricercare il motivo per il quale tanti ragazzi hanno voglia di mettersi in queste situazioni piuttosto che investire il loro tempo in attività più educative», sostiene.

Sente la responsabilità come adulta e madre di educare soprattutto al bello i più giovani. Anche Alessandra Gulinello ha espresso un simile giudizio. Secondo lei amplificare la presenza della polizia per strada non è una soluzione adeguata: «È piuttosto un problema sociale e bisognerebbe andare a parlare nelle scuole e far capire che la violenza non è un modo per sfuggire dalla realtà, e dare loro posti in cui aggregarsi in modo sano, senza dover dare sfogo alla violenza».

Propone anche una soluzione differente: dare più spazio alle attività, perché le zone più attive sono sicuramente più sicure, ad esempio via Gallucci a Modena o i viali dove ci sono locali di movida, anche se non tutte le zone sui viali sono sicuri, proprio a causa della scarsità di attività produttive e di svago.

*studentessa del Liceo Muratori-San Carlo, classe 5C