Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Produrre e consumare energia: «Questa è la nostra rivoluzione»

di Elena Alexandra Tomoiaga*
Produrre e consumare energia: «Questa è la nostra rivoluzione»

Alla scoperta della Comunità energetica rinnovabile SOLE: «Chilometro zero e riduzione degli sprechi, ecco la nostra filosofia»

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MODENA. In un’epoca in cui il mercato dell’energia resta ostaggio di crisi geopolitiche e rincari improvvisi, a Modena un gruppo di cittadini ha deciso di dare una svolta al modo di produrre e consumare energia. Nata dal basso, grazie all’iniziativa di cittadini sensibili alle tematiche ambientali, per lo più soci di due Gruppi d'Acquisto Solidali, si è costituita come associazione senza scopo di lucro a settembre del 2024 la Comunità Energetica Rinnovabile SOLE.

Roberto Casolari, il presidente, e Federica Gazzotti, una socia della comunità, ci hanno raccontato della loro sfida ambiziosa: cambiare totalmente il paradigma e «passare da un sistema centralizzato a uno decentralizzato, che ci permette di avere una produzione là dove c'è anche il consumo». Produrre energia dove serve e consumarla a chilometro zero è essenziale non solo per l'efficienza delle reti, ma anche per acquisire sempre più indipendenza energetica.

«Va cambiata la mentalità»

Ma cos’è una comunità energetica rinnovabile? «E’ un insieme di cittadini, enti e realtà locali che si mettono insieme per produrre energia da fonti rinnovabili e consumare energia a chilometro zero» spiega il presidente. La comunità si fonda sul principio di solidarietà che deve spingere i cittadini ad affrontare il cambiamento climatico come sfida collettiva per essere sempre più consapevoli riguardo al potere che il singolo individuo ha nelle scelte di tutti i giorni. «E’ necessario per la transizione energetica un cambio culturale: cambiare la mentalità, diventare cittadini attivi che hanno consapevolezza dell'energia, dove e come la usano».

SOLE mette l’accento sulla creazione di una comunità all’insegna dell’inclusione, della collaborazione e della comunicazione: «Chiunque può far parte della nostra comunità energetica, l'inclusione per noi è fondamentale ed è un aspetto solidale che noi consideriamo molto forte all’interno dell’iniziativa». E anche qualora non fosse conveniente installare un impianto per l’energia rinnovabile riescono ad ovviare a questo problema con la creazione di convenzioni grazie alle quali molti soci stanno già installando impianti fotovoltaici.

«Più consapevolezza nel quotidiano»

Un altro aspetto solidale dell’iniziativa viene spiegato da Casolari: «Abbiamo creato un fondo di solidarietà nel quale poter mettere via una parte degli incentivi per poi utilizzarli per le finalità comuni e a nostro avviso è fondamentale per una comunità energetica perché ci dà questa dimensione di comunità e quindi è un aspetto solidale». Grazie a Federica Gazzotti, socia della comunità energetica, abbiamo sfatato falsi miti molto comuni che contribuiscono alla visione del passaggio all’energia rinnovabile come difficile e costosa.

«Molti confondono far parte di una comunità energetica e il cambio di fornitore. Sono due cose diverse: entrare in una comunità energetica non vuol dire cambiare fornitore di energia, vuol dire essere consumatore o produttore di energie rinnovabili». Prendere parte a questa iniziativa ha cambiato la quotidianità e la mentalità di Gazzotti riguardo le energie rinnovabili: «Sicuramente, sono partita con una certa sensibilità verso i temi ambientali, i temi delle energie pulite, rinnovabili. All'interno del gruppo abbiamo approfondito il tema, ci siamo scambiati informazioni, abbiamo chiesto anche il parere di tanti tecnici. Ad esempio adesso io so che quando il mio impianto produce, o gli impianti della comunità energetica producono l'energia, se io come consumatore faccio andare il mio elettrodomestico di casa, posso generare la condivisione dell'energia. Quindi anziché farlo andare di notte dove non c'è comunque produzione di energia rinnovabile perché viene dal sole, ma lo faccio andare di giorno, io so che in quel momento posso condividere questa energia e quindi generare l'incentivo. Quindi sono diventata più consapevole anche nelle mie scelte quotidiane di un consumatore di energia».

*studentessa del Liceo Muratori-San Carlo, classe 5C