Studenti nella sede di Seta: «La sicurezza viaggia in bus»
La presidente Valeriani incontra i giovani: «La responsabilità va condivisa»
MODENA. «La sicurezza sui bus è una responsabilità collettiva: di chi guida sicuramente, ma anche di chi viaggia». Così introduce l’argomento della sicurezza sui mezzi di trasporto a Modena la presidente di Seta, Elisa Valeriani, l'avvocato e docente universitaria ai vertici dell’azienda di trasporto pubblico dal maggio del 2025.
«Il trasporto pubblico va protetto»
«Sui mezzi pubblici la sicurezza non è solo una regola: è un atteggiamento. Bisogna proteggere il trasporto pubblico locale perché fa inclusione sociale: tutti possono accedervi e spostarsi, anche chi non ha un sostegno o possibilità economiche. Il trasporto locale è uno degli elementi cardine che consentono a tutti, indipendentemente dalle possibilità individuali, di accedere ad altri servizi, di accedere alle istituzioni, di andare in università, di andare a scuola. Va tutelato perché fa un servizio importante per la comunità».
La problematicità di garantire un trasporto sicuro sui mezzi a Modena – ma anche nelle città vicine – è più attuale che mai, e noi studenti, abbiamo voluto riportare la diretta opinione ed esperienza di chi lavora proprio per Seta – l’azienda di trasporto pubblico attiva anche nei territori di Reggio Emilia e Piacenza – su tale questione. I passeggeri, paradossalmente, sono una delle variabili che potrebbe mettere a repentaglio la circolazione dei mezzi. Possibili aggressioni, possibili furti. Bisogna tenere conto di un fatto, dice Saverio Maris, Responsabile Sala Operativa, che: «L’autobus non è solo un mezzo di trasporto: è un quartiere che si muove, dove accadono le stesse cose che succedono in città».
La videosorveglianza a bordo
Il comportamento sbagliato di un utente, che sia alla fermata o sull'autobus, va ad incidere su un servizio a scapito di tutti gli altri. L'autista è tenuto a fermarsi e a chiedere un supporto alla sala operativa, che a sua volta avviserà le forze dell'ordine. Tutto ciò incide sul quotidiano di utenti estranei al problema e che ne subiscono le conseguenze. Così si esprime in merito Roberto Pivetti, responsabile ufficio stampa: «L'autobus è un pezzo di città. Sopra l’autobus c'è il ragazzo, l'anziano, il lavoratore, lo studente, il turista. Ricompone un pezzo di città e, statisticamente, quello che succede fuori succede anche sull'autobus. Però mi piace dire una cosa: voi ragazzi siete più sicuri sugli autobus che in tante altre parti della città. Gli autobus sono telecontrollati, sono dotati di videosorveglianza, i controllori hanno le body cam. Nel trasporto pubblico tutto quello che succede viene registrato e controllato direttamente dai nostri operatori che - in tempo reale - possono avvisare la polizia».
La videosorveglianza è riuscita a limitare i danni a persone e mezzi, fungendo da deterrente efficace. Giuseppe Picone, responsabile dispositivi di videosorveglianza ci parla delle specifiche legali e di privacy a cui si devono attenere: «La legge impone che vengano sovrascritte le immagini riprese dalle videocamere in un termine massimo di 7 giorni. Dà il tempo necessario alle forze dell’ordine di agire per procedere con le schedature».
Come funzionano i controlli
Il controllo è capillare e non coinvolge solo Seta, ma molte altre istituzioni. Antonio Marzo, Sviluppo Sistemi di Gestione dell'Esercizio specifica: «Siamo contattati dalle forze dell'ordine non solo per quello che accade sull'autobus che, essendo in movimento, può essere un testimonio oculare involontario, perché si trova sul percorso di un sinistro stradale, di uno scippo, di una rapina. Abbiamo attivato protocolli d'intesa con le varie prefetture del territorio e con le questure, con le polizie in modo diretto e i carabinieri». Oltre a passeggeri e autista, anche le aree adiacenti all’autobus vengono riprese per garantire la sicurezza del trasportato e del trasportante, attraverso 4 telecamere esterne che inquadrano ogni lato del mezzo. Un controllo a tutto tondo. Oltre a un controllo a distanza, c’è anche un controllo diretto, cioè gli operatori sul posto. Roberto Ausiello, addetto all'Esercizio Controllo Esterno: «Molti ragazzi girano con le cuffiette in autostazione e noi cerchiamo di garantire sicurezza anche durante le salite e discesi dai mezzi o, banalmente, nell’attraversare da una pensilina all’altra».
Insomma, la sicurezza sugli autobus della città di Modena – ma anche di tante altre realtà italiane – nasce dalla collaborazione: tecnologia, operatori e passeggeri sono tutti responsabili e devono tutti cooperare per garantire che il servizio di trasporto pubblico sia il più sicuro, accessibile ed efficace possibile.
*studentessa del Liceo Muratori-S. Carlo, classe 5C
