Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Università e dubbi sul futuro: «Il lavoro dei sogni esiste?»

di Angelica Frappa, Alessia Schifani Corfini, Beatrice Pavarelli e Chenhao Jin*
Università e dubbi sul futuro: «Il lavoro dei sogni esiste?»

Giovani e carriera professionale: «Tante facoltà e numerosi pregiudizi, avere idee chiare non è facile»

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MODENA. Tutti da bambini hanno avuto un lavoro dei sogni che spesso durante la crescita è cambiato o è stato abbandonato per intraprendere un percorso di studi che desse più certezze di uno sbocco lavorativo. Si ha la possibilità di realizzare il lavoro tanto desiderato o rimane un sogno chiuso nel cassetto? E la scelta universitaria è davvero una scelta libera o è condizionata dalle pressioni esterne, dalla paura, dai pregiudizi e da un orientamento poco efficiente? Lo abbiamo chiesto ai modenesi.

Tante riflessioni sulla scelta

«Ho scelto quello che il mio cuore mi diceva», racconta Sofia, ventenne modenese, parlando della sua scelta universitaria, ma è sempre così facile? Purtroppo molto spesso i ragazzi escludono alcuni corsi universitari a priori perché hanno meno sbocchi lavorativi, come il ventenne Marco che ha deciso di iscriversi ad Ingegneria gestionale continuando a coltivare la sua passione per la storia solo come hobby. Altri, invece, sono decisi ad intraprendere un percorso specifico ignorando i pregiudizi altrui, Daniele si è raccontato dicendo: «Io ho scelto la triennale in scienze della comunicazione, detta anche scienze delle merendine, quindi il pregiudizio un po’ l’ho sofferto, d’altro canto me ne sono fregato: è un’ottima facoltà valida tanto quanto le altre».

Il ruolo della famiglia

Alcuni genitori mettono pressione ai figli, ma non quelli della ventunenne Francesca, che ci ha detto: «Per i miei genitori l’importante era che facessi quello che mi sentivo e mi realizzassi dal punto di vista lavorativo». Oltre ai pregiudizi, i ragazzi di oggi si trovano davanti ad una vasta gamma di corsi di studio universitari, forse troppi, proprio per questo è necessario aiutarli nella scelta e indirizzare i più indecisi. Eleonora, 21 anni, racconta: «È stato un po’ complicato perché ho iniziato Scienze dell’Educazione non sapendo se fosse la mia strada: l’ho provata perchè sapevo che avrei dovuto cominciare una facoltà ma non sapevo bene quale, dopo qualche mese ho deciso di abbandonare e iscrivermi a Scienze giuridiche».

La difficoltà nella scelta forse nasce da un orientamento poco mirato ai singoli e che confonde, come dimostra la ventisettenne Emma: «È stato abbastanza complicato perché quando sono uscita dalle superiori non avevo idea precisa di cosa volevo fare ho fatto un anno di biologia e mi sono resa conto che non era quello che avrei voluto fare». Lorenzo, 19 anni: «Ho fatto molta fatica a scegliere tant'è che a settembre ho frequentato diversi corsi di laurea per scegliere quello che mi piacesse di più perché dall’orientamento sinceramente non avevo capito quasi nulla del mondo universitario, ero totalmente spaesato».

Tra cambiamenti e conferme

Jacopo aggiunge: «È un mondo complesso quello dell’università e non sempre si aiutano abbastanza gli studenti del quarto e quinto anno a scegliere». Gli studenti, finite le superiori, si trovano davanti ad una scelta molto complicata riguardo al loro futuro: è meglio seguire il proprio sogno di bambini o le nuove passioni? C’è chi ha la fortuna di essere ispirato dai propri genitori, come il dottor Riccardo Franzoni che ha seguito le orme del padre frequentando l’università di Farmacia e proseguendo con il corso di laurea in Economia e Commercio per proprio interesse.

C’è chi cambia idea crescendo come Giulia, che da piccola sognava di fare l’archeologa ed ora, invece, insegue il sogno di diventare pubblico ministero o avvocato. Poi c’è chi ha realizzato il lavoro dei sogni, come la signora Edith di 67 anni che ci racconta: «Ho sempre sognato di fare la direttrice generale ed è diventato il mio lavoro». Infine, c’è chi, come Daniele, afferma: «Non avevo gran coscienza del lavoro che avrei voluto fare o mi sarebbe piaciuto fare, ho iniziato un percorso e adesso che sono all’ultimo anno sto iniziando a tirare le somme per capire se è quello che voglio fare nella vita oppure no, ma a 26 anni si è ancora in tempo per rifarsi e fare altre scelte».

*studenti del Liceo Muratori San Carlo, classe 5E