Viaggio tra le botteghe storiche del centro: «Portiamo avanti i saperi dei nostri nonni»
Gli studenti del Liceo Muratori San Carlo alla scoperta di scrigni di tradizione
MODENA. Passeggiando per il centro, alzando lo sguardo, può capitare di imbattersi in attività commerciali fuori dall’ordinario, che offrono ai modenesi prodotti tradizionali di grande qualità. Le botteghe storiche, così si chiamano questi luoghi, sono trattorie, salumerie, drogherie e tanto altro, esistenti sul territorio da più di 50 anni, che mantengono insegne e arredi originari. Ma qual è il legame tra queste attività e la città di Modena?
Anche noi studenti della 5ªE del Liceo Muratori San Carlo ci siamo posti questa domanda, quindi abbiamo deciso di intervistare i titolari di alcune di queste attività. «C’è un legame molto importante con Modena, perché l’attività appena nata era una delle poche salumerie all’epoca e soprattutto perché forniva il Palazzo ducale, cioè la famiglia reale», risponde Cecilia Morandi, titolare insieme al fratello Matteo della salumeria Giusti, aperta dal 1605.
Il legame con il centro
Le fa eco Marcella Mantovani, titolare di Dugoni calzature: «siamo legatissime al centro, nostro nonno comprò il locale più di 60 anni fa: c’è un legame di famiglia tramandato di generazione in generazione, perché questa attività è passata da mio nonno a mia madre e oggi a me e mia sorella». Di questi tempi stare al passo con la clientela, specialmente con le nuove generazioni, non è sempre facile per queste piccole attività, perciò abbiamo chiesto ai titolari che tipo di rapporto abbiano con la loro clientela storica e quale invece con i più giovani.
«Essendo per noi la bottega prima di tutto un luogo di aggregazione, il cliente storico diventa un amico, poi ci sono i ragazzi che vengono a fare spesa normalmente, è una bella cosa perché si instaura un rapporto a tu per tu con i clienti, che spesso si trattengono anche per fare due chiacchiere», afferma Gianluca Zamboni, titolare della macelleria Ghioldi.
Si accoda Cecilia Morandi: «Sono cambiate tante cose: le generazioni cambiano, le richieste cambiano, quindi la cosa più importante forse è cercare di mantenersi al passo con i tempi, pur mantenendo una storicità importante». A proposito di tradizione contrapposta ai tempi moderni, portare avanti queste attività per mantenere viva la tradizione culinaria e artigianale della nostra città è sicuramente motivo di grande orgoglio per tutte le botteghe storiche: «Una bottega storica si differenzia dalle attività commerciali moderne perché offre prodotti del territorio che venivano realizzati anche nel passato, dalle nostre nonne.
Tradizione e orgoglio
Il prodotto artigianale continuerà sempre ad avere successo perché si porta dietro una tradizione viva», dichiara Dino Ronchi, titolare della Antica Pasticceria San Biagio. «Siamo senz’altro orgogliosi di portare avanti la tradizione, ma oltre alla questione culinaria, che è il perno e il motore della nostra attività, ci teniamo proprio che la nostra trattoria sia così: tradizione senza cadere nell’ortodossia più spinta, cercare di rimanere fedeli al passato pur rimanendo al passo coi tempi, mantenendo per quanto possibile anche i prezzi di una trattoria tradizionale», aggiungono Gianluca Ferri e Gaetano Strippoli, titolari della Trattoria Aldina. Durante il nostro viaggio tra le storiche vie di Modena, ci è venuto spontaneo domandarci come queste piccole attività abbiano vissuto gli anni della pandemia.
Rispondono ancora Gianluca e Gaetano: «È stato un disastro, non avendo spazio all'aperto siamo stati tra i primi a chiudere e tra gli ultimi ad aprire. Abbiamo fatto un po’ di asporto ma non tanto perché non ci appoggiamo molto ai servizi di delivery. La fortuna è stata che nel 2019 avevamo già Aldina in gestione da un po’ di anni, eravamo già abbastanza posizionati e stabili, e soprattutto ci siamo mossi molto per ottenere e sfruttare al meglio finanziamenti per coprire almeno le spese fisse».
Le cose sono state un po’ diverse per Marcella di Impression Dugoni: «Fortunatamente avevamo già attivati canali social e un sito di vendita online, e in più con tutte le accortezze e i permessi necessari siamo riusciti ad effettuare delle vere e proprie consegne a domicilio di prodotti e capi vestiari». Alti e bassi a parte, è innegabile che entrando in queste botteghe si respiri un’atmosfera che sa di casa e di tradizione.
*studentessa del Liceo Muratori San Carlo, classe 5E
