Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Tatuaggi, inchiostro per la vita: «Vi spiego i segreti del mestiere»

di Laura Alinei, Emma Bettuzzi, Dyan Keiht e Cruz Ortega*
Tatuaggi, inchiostro per la vita: «Vi spiego i segreti del mestiere»

La tatuatrice Alessia Alinei: «All’inizio non è facile, ci vuole tanta forza di volontà»

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MODENA. A Modena, come in Emilia-Romagna, il settore dei tatuaggi è in forte crescita, testimoniato dalla presenza di numerosi studi di tatuaggi e da eventi del settore. Coerentemente con il dato nazionale che posiziona l'Italia ai vertici mondiali, è molto probabile che a Modena la percentuale di persone tatuate sia in linea con quella nazionale, avvicinandosi o superando il 40-45% della popolazione adulta. Oggi, il tatuaggio è un fenomeno diffuso che sollecita importanti questioni sanitarie, sociali e culturali. In Italia, come in molte altre nazioni, la pratica è in continua crescita, rendendo essenziale la consapevolezza delle conseguenze, dei rischi e delle implicazioni etiche.

Le donne si tatuano più degli uomini

Le statistiche ISS (Epidemiologia dei tatuaggi in Italia) rivelano a livello mondiale un aumento significativo dei tatuaggi: sono più diffusi tra le donne (13,8% delle intervistate) rispetto agli uomini (11,7%). La fascia più rappresentativa è quella tra i 35 e i 44 anni (23,9%), e tra i minorenni la percentuale di tatuati è del 7,7% (12-17 anni). Emergono differenze di genere rispetto alla sede del tatuaggio: gli uomini preferiscono tatuarsi braccia, spalla e gambe; le donne soprattutto schiena, piedi e caviglie. Bisogna tener conto dei rischi potenziali per la salute pubblica e ciò richiede una regolamentazione più rigida. I pericoli principali includono infezioni, come l'epatite B e C, l'HIV e diverse infezioni batteriche, con un rischio stimato dello 0.5-5% per tatuaggio, a seconda delle condizioni igieniche e delle pratiche utilizzate, e reazioni cutanee, che variano da irritazioni immediate a reazioni allergiche ai pigmenti, in particolare il rosso, il blu e il giallo, responsabili di una percentuale significativa delle reazioni allergiche. Ne abbiamo parlato con la tatuatrice Alessia Alinei.

Com’è stato il primo approccio al mondo dei tatuaggi?

«Tutto è nato da una forte passione personale per il mondo dei tatuaggi. All’inizio non è facile trovare qualcuno che sia davvero disposto a guidarti e che ti permetta di fare realmente esperienza sapendo che sei alle prime armi. Diciamo che con la forza di volontà si riesce però a raggiungere i propri obiettivi».

È difficile imparare?

«Non è difficile, bisogna però riuscire a trovare la propria tecnica e il proprio stile, ciò che ti rappresenta meglio come tatuatore e che ti fa sentire sicuro mentre lo realizzi. Ovviamente serve tempo e tanto esercizio».

C'è un’età consigliata per iniziare?

«Non c'è un'età in realtà, legalmente bisogna essere maggiorenni ma si può anche iniziare a studiare da prima, anche perché ci sono libri o video molto utili per iniziare a conoscere il mondo del tatuaggio anche da soli».

Si guadagna abbastanza per vivere?

«Direi di sì, si riesce a guadagnare tanto e bene soprattutto se si hanno clienti fidati o magari una buona pubblicità per la propria attività».

Quali sono i costi materiali per un tatuatore?

«Tutti i materiali costano abbastanza, anche perché vanno a contatto con la pelle quindi devono essere di buona qualità. Ci sono siti dove aghi oppure pigmenti sembrano convenienti e poco costosi, ma non li consiglio assolutamente: spesso un prezzo basso indica una qualità altrettanto bassa e che potrebbe rovinare la pelle o influire negativamente sull’estetica del tatuaggio. Consiglio sempre di acquistare materiali ottimi piuttosto che rischiare».

Un tatuatore professionista può avere paura di sbagliare?

«Poiché si va a modificare permanentemente la pelle di una persona, è normale avere un po’ di ansia. Ci sono rischi e responsabilità della quale bisogna prendere atto e lo sbaglio può anche non dipendere dal tatuatore».

Ci sono grandi differenze di prezzi per colore, riempimento e dimensioni?

«Certo, più si aggiungono dettagli o colori, più si usano e cambiano i materiali. Stessa questione per le dimensioni, più è grande il tatuaggio, più tempo e materiali ci vogliono, quindi il tatuaggio sarà più costoso».

Si può stimare un guadagno complessivo mensile?

«Non credo si possa fare una stima, va da tatuatore a tatuatore e dipende esclusivamente dai clienti. Ad esempio, chi fa uno stile realistico ha meno clienti di chi propone uno stile manga che è molto più gettonato, però quando si tatua in modo realistico, essendo più difficile, si va a guadagnare di più sul singolo tatuaggio».

Hai consigli su come esercitarsi e sul tirocinio?

«A differenza di altre professioni non è previsto un tirocinio diretto, ci si può esercitare solo su pelle sintetica. In realtà, la maggior parte delle volte un tatuatore alle prime armi si esercita non solo su pelle sintetica ma anche su parenti o amici. Quando si tratta di tatuaggi gratuiti, come quelli che capita a tutti di fare agli inizi del proprio percorso, è sufficiente avere l'attestato Ausl e rispettare le norme igienico-sanitarie. Il cliente reale è sempre preferibile perché può offrire un parere sincero. Inoltre, dato che le basi si possono imparare anche da soli, consiglierei di evitare corsi offerti da personaggi molto conosciuti che spesso si rivelano solo molto costosi. Infine ci terrei a dire che non è necessario trovare subito il proprio stile, io non ancora ho trovato il mio e in questo non c'è nulla di sbagliato: non bisogna abbattersi, ma continuare a sperimentare». 

*studenti del Liceo Venturi, classe 4F