Dal Giappone a Maranello per la Ferrari: scuole gemellate in nome dei motori
Da 25 anni il progetto di scambio offre ai ragazzi nuove opportunità
MARANELLO. Rikigaku, ovvero “meccanica”, è ciò che ha avvicinato una scuola giapponese all’Italia. È il 1989 e una professoressa dell’istituto superiore Ipsia/Itis A. Ferrari di Maranello entra in contatto con un’insegnante della Nac (Nakanihon Automotive College) di Sakahogi, in Giappone. Un decennio dopo l’incontro, nasce un gemellaggio che perdura da 25 anni. È il febbraio 2026, e quattro studenti giapponesi si trovano a Maranello per completare il progetto di scambio con i ragazzi italiani.
«Una passione che diventa lavoro»
«Da piccolo mi piacevano molto le auto e le moto, quindi ho pensato: “perché non rendere questa mia passione un lavoro?”». Sono queste le parole di Takahashi Ryo, uno degli studenti che attualmente si trovano in Italia. È proprio la passione per i veicoli che spinge i ragazzi a terminare il percorso di studi alla Nac, un’università che concilia lo studio teorico dei motori con attività pratiche e propedeutiche al mondo del lavoro. «I nostri studenti, durante il Pcto in Giappone, costruiscono la carrozzeria di un veicolo, con cui poi partecipano ad una gara di Econo Power, che non è una competizione in velocità, bensì in efficientamento energetico», riferisce il responsabile del progetto presso l’istituto Ferrari, Giacinto Massaro.
«Colpito dalla preparazione»
«I ragazzi vivono a stretto contatto per quattro settimane, il che rende l’esperienza non solo un’opportunità di studio, ma anche di arricchimento culturale», continua Massaro. Un interesse comune che avvicina mondi diversi e distanti. «Uno degli aspetti che mi è piaciuto di più riguardo a questo gemellaggio è stato stare in un paese che è totalmente diverso dall'Italia, in cui i modi di fare, i costumi, il cibo sono totalmente diversi. Inoltre, sia studenti che professori ci hanno accolto in una maniera speciale». «Hanno cercato di fare il possibile per farci stare più tranquilli. Mi ha colpito soprattutto la serietà della scuola e l'attrezzatura che avevano a disposizione. In generale erano molto preparati».
A raccontare la loro esperienza sono Leonardo Carnevali e Riccardo Russo, due degli studenti italiani recatisi in Giappone l’ottobre dell'anno scorso. Per gli studenti giapponesi, interfacciarsi direttamente con i futuri tecnici Ferrari è un’opportunità preziosa, essendo il Cavallino Rampante un pilastro mondiale dell’industria automobilistica. «Ho scelto questo college proprio perché mi garantiva di essere a stretto contatto con la Ferrari. Sono un suo grande fan da quando ero piccolo!», confessa Kohei Aruga. Un’occasione eccezionale, uno scambio inestimabile. Il valore che ha il progetto per i ragazzi si nota dalle parole e dagli sguardi emozionati con cui raccontano l’esperienza, unica nel suo genere.
*studentesse del Liceo Muratori San Carlo, classe 5A
