Il Modena celebra sessant’anni: «I giovani sono la nostra linfa»
Il presidente Campioli alla vigilia del torneo: «Il nostro obiettivo è l’accesso ai playoff»
MODENA. Il Modena Baseball Club compie 60 anni e continua a essere un pezzo di storia in Italia. La società gialloblù, fondata nel 1966, è stata una delle prime a dare inizio allo sviluppo del movimento di baseball nel nostro Paese. Quest’anno, con un rinnovato stadio Torri e diversi investimenti importanti, il Modena punta a disputare un campionato di alto livello, ed affermarsi come una delle migliori squadre della prossima Serie A Silver.
In occasione di un avvenimento così importante, ed a meno di un mese dall’inizio, il presidente gialloblù Claudio Campioli ci fornisce una panoramica su tutto il mondo del baseball, sia a livello locale che, con uno sguardo allargato a tutto il Paese, anche a livello nazionale.
Quest’anno il Modena Baseball compie 60 anni di attività, ci può raccontare come è nata l’idea di portare il baseball nella nostra città?
«Il Modena Baseball compie 60 anni di attività ininterrotta completamente, dato che per tutti gli anni dalla fondazione siamo stati attivi in tutte le categorie, giovanili comprese: un progetto portato avanti con tanta passione, volontà e sacrifici. Tutta l’attività che è stata fatta ha seguito l’evoluzione del baseball in Italia, dato che è dagli Anni ‘70 che ha iniziato a diffondersi in maniera importante. Nel suo primo anno di vita la squadra era di ragazzi giovani che andavano a vedere le partite della precedente squadra di Modena e sono stati convinti a mettersi in gioco e a provare il baseball».
Esordirete il 4 aprile con il nuovo manager Duarte alla guida. Qual è l’obiettivo stagionale?
«Mi aspetto tanto, perché sono stati fatti investimenti che spero ci porteranno a competere ad alto livello per tutto il campionato, che sarà lungo. Gli investimenti sono stati fatti in termini di lanciatori, le punte di diamanti dell’ossatura principale di una squadra perché ti permettono di non far battere bene gli avversari. La squadra è stata rinnovata quasi al 50% e probabilmente le prime partite dovranno servire per conoscersi, ma mi aspetto grandi cose. Con i giocatori ci siamo detti che l’obiettivo è l’accesso ai playoff».
Nel 2025 è stato ristrutturato lo stadio Torri e il progetto modenese è stato scelto tra oltre 70 proposte…
«Sì, Modena è vista come una delle società più serie dove giocare e sta diventando un punto di partenza anche per i giovani giocatori. Essere stati scelti dalla Federazione su 70 progetti, come unica città d’Italia a cui destinare investimenti sul baseball, è un grande orgoglio e significa dare un’attenzione particolare a Modena ed alla serietà della società in termini di correttezza sul campo e disponibilità».
I recenti trionfi della Nazionale italiana contro Usa e Messico potrebbero aumentare la visibilità dello sport nel nostro Paese?
«Sì, sicuramente col fatto che le emittenti italiane si stanno interessando al mondo del baseball ci saranno risvolti molto positivi. È vero che la squadra italiana è composta da giocatori che militano nel campionato statunitense, però dobbiamo considerare che per gli scorsi Europei la rosa era composta solo da ragazzi italiani, ed abbiamo perso la finale contro l’Olanda per un solo punto. Questi successi spero che siano la scintilla che possa dare vitalità al baseball in Italia».
Uno sport notoriamente “lento” come il baseball come può convivere con un mondo così frenetico e così “social”?
«Per noi europei il baseball è difficile da capire: ci sono tante regole e il campo di gioco è totalmente diverso rispetto al normale, perciò dovremmo essere bravi anche noi a far capire bene questo sport alle persone che vengono a vedere le partite. Vorremmo cercare di mettere una figura dentro lo stadio durante le partite per spiegare bene le situazioni di campo e far capire, ad esempio, che quando il gioco sembra fermo i giocatori devono restare sempre concentrati al massimo. Il baseball è uno sport molto accattivante da seguire; è molto tecnico e servono anni per riuscire a perfezionare tutti i movimenti».
Recentemente si è ritirato lo storico lanciatore Cipriano Ventura, in campo fino all’età incredibile di 60 anni, gli stessi di Modena Baseball. Ci racconti un po’ di lui.
«Cipriano è stato un atleta straordinario, che univa l’estrema serietà negli allenamenti, correttezza comportamenti alimentari ed una dote fisica innata. Ora è parte dello staff tecnico della Serie A. È stato un atleta olimpico per la Repubblica Dominicana, ha vinto due scudetti a Roma col Nettuno, e a Modena ha trovato una seconda giovinezza. Sarà un punto di riferimento per i giovani; avere un atleta di questo calibro in squadra può trasmettere ai ragazzi la voglia di emergere con comportamenti sani per giocare ad alti livelli».
Parlando di giovani...il Modena Baseball punta sui ragazzi?
«I ragazzi sono la nostra linfa vitale. Abbiamo la fortuna di poter mettere in campo tutte le squadre giovanili, dal mini-baseball all’Under 18 (che compone la Serie C). Tradizionalmente Modena ha avuto un grande numero di modenesi in prima squadra: io penso che se riusciamo a far crescere i ragazzi in modo sano, affiancandoli a giocatori esperti per migliorare, questo ci permetterà di continuare la nostra attività per altri sessant’anni. A Modena i presupposti per crescere ci sono tutti, le forze non mancano, così come una grande passione per il baseball».
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