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Scuola 2030

Stem Racing, vetture pronte a “bruciare” l’asfalto del Mondiale

di Anastasia Tori*
Stem Racing, vetture pronte a “bruciare” l’asfalto del Mondiale

Il team dell’Istituto Ferrari di Maranello ambisce alle finali: «Ciascuno prende parte ad ogni fase del processo»

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MARANELLO. Le luci che si accendono, il dito pronto su un joystick: sembrerebbe una gara di Formula 1, invece è Stem Racing, progetto nato nel 1999 al quale aderisce anche un team di sei ragazzi dell’Istituto d'Istruzione Superiore Alfredo Dino Ferrari di Maranello.

Collaborazione, innovazione e passione sono i principi cardine che guidano i ragazzi, dai 15 ai 19 anni, nel lavoro di tutti i giorni. Di 108 team partecipanti, solo due arriveranno a rappresentare l’Italia nelle finali mondiali e la speranza del professor Giacinto Massaro e del professor Giovanni Silvagni, entrambi insegnanti presso l’istituto, è che uno di quei due team sia proprio l’A. Ferrari Corse. Dopo la qualifica dello scorso 6 febbraio, il team sembra più determinato che mai a migliorarsi.

«Il risultato si ottiene con la squadra»

L’obiettivo? «Non quello di vincere, ma che i ragazzi colgano il significato più profondo di Stem Racing: solo attraverso il lavoro di squadra e la complicità tra ruoli diversi si può raggiungere un risultato che sia di tutti», ricorda Silvagni. «L’implementazione delle competenze trasversali - prosegue Massaro - è centrale: il lavoro di gruppo ed il duro lavoro sono il fine ultimo. Il team di sei ragazzi (un team leader, due piloti, un progettista, un meccanico ed un social media manager) che rappresenta la scuola, infatti, non è che una facciata: ci sono altri 36 compagni di squadra che rendono possibile tutto da dietro le quinte».

Ogni ragazzo e ragazza che partecipa a Stem Racing dà un suo contributo fondamentale, sia che progetti la vettura, sia che, come per i più giovani, riordini gli strumenti di lavoro. L’ottimizzazione del lavoro dei ragazzi è data anche dalla sinergia con i tecnici di laboratorio, come Guglielmo Napoleone, che «danno l’imput per migliorare attraverso consigli legati alla propria esperienza». Sono tante le figure non formalmente nel team ma che lo sono a livello pratico e motivazionale. «Sono molto orgoglioso dei ragazzi e di ciò che stanno ottenendo: lavorano e si confrontano, imparando dagli errori e crescendo insieme», dichiara Napoleone.

«Fondamentale l’attenzione ai dettagli»

Come un vero team di Formula 1, i ragazzi devono seguire le indicazioni di un rigido regolamento tecnico e, grazie alle proprie capacità, alla valorizzazione delle idee di ognuno ed alla guida affidabile dei professori referenti, sono in grado di creare dal nulla una vettura in scala che possa sfidare la velocità. Lo dichiara anche Lorenzo Caciotti, uno dei due piloti del team: «Frequento il professionale e per questo spesso sono in grado di condividere le mie conoscenze più di tipo pratico con i meccanici: non esistono ruoli definiti, ognuno è in grado di prendere parte ad ogni fase del processo».

«I ragazzi lavorano mesi per far sì che la loro macchina percorra 15 metri in un secondo e mezzo: l’attenzione ai dettagli diventa fondamentale», ricorda il professor Silvagni. Il progettista del team, Leonardo Carnevali, ribadisce che «dal punto di vista della progettazione, dietro alla gara ci sono ore e ore di simulazione grafica al computer, in base al modello e alla complessità della vettura. Gli errori sono una responsabilità del team, ma anche un punto di partenza per migliorarsi». I progetti, infatti, vengono incrementati attraverso le difficoltà riscontrate e sono espressione di ogni componente che ne ha preso parte. Il team si sta preparando alle finali regionali del 29 e 30 aprile: la parola d’ordine secondo il professor Massaro? «Ottimizzazione del prodotto attraverso il recupero delle problematiche riscontrate con l’obiettivo di avere una vettura competitiva e, possibilmente, vincente».

Stem Racing regala tanto, sia ai professori che, soprattutto, ai ragazzi. Lavoro di squadra e passione per i motori sono la formula chimica perfetta per legare tra loro persone di età e provenienza diversa verso un unico obiettivo comune: sfidare insieme la velocità e dimostrare fin dove si possa arrivare quando le menti di ragazzi molto differenti tra loro si uniscono. 

*studentessa del Liceo Muratori-San Carlo, classe 5A