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A tu per tu con un ingegnere della Ferrari: «Così la Rossa vola nel Wec»

di Alessandra Barillaro, Magda Vittoria Piva e Martha Power*
A tu per tu con un ingegnere della Ferrari: «Così la Rossa vola nel Wec»

Enrico Casalgrandi protagonista nel World Endurance Championship

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MARANELLO. Dietro ai successi della Casa di Maranello nel Wec, c’è il lavoro silenzioso, minuzioso e altamente specializzato di ingegneri e tecnici. Un lavoro importante che non a caso ha portato a grandi risultati per il Cavallino Rampante.

È un impegno quotidiano che porta la Ferrari a rimanere ai vertici di uno dei campionati più affascinanti e complessi del mondo dei motori. Abbiamo avuto l’opportunità di incontrare l’ingegnere della Ferrari, Enrico Casalgrandi, membro del team della squadra del World Endurance Championship, il campionato mondiale endurance, composto da otto appuntamenti sui circuiti più iconici del pianeta.

«Un settore molto stimolante»

Un’occasione speciale che ci ha aperto le porte al cuore pulsante del reparto corse. Casalgrandi, laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, inizia la sua esperienza nel Wec, dove si occupa della gestione della componente ibrida della vettura, a seguito di un periodo pluriennale nel settore della Formula 1. Enrico descrive il mondo del Wec come: «Un settore molto stimolante – sono le parole di Casalgrandi – con la possibilità di lavorare con il top delle tecnologie, dei materiali e dell’elettronica.

Come funzionano i weekend di gara

Ogni weekend di gara è un resoconto del lavoro fatto e un confronto con alcuni dei top team mondiali». Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il Wec non è solo velocità: «Uno degli aspetti più complessi è l’affidabilità; le durate delle gare da 6,8 oppure 24 ore, rendono necessarie strategie complesse e articolate», aggiunge Enrico Casalgrandi.

L’aspetto chiave è ottenere il massimo delle prestazioni possibili e renderle ripetibili in un arco di tempo più esteso, rispetto ad altre categorie come la Formula 1. Anche nel Wec si cerca sempre il setup migliore e quindi più veloce, ma entro limiti ben definiti. Come spiega Casalgrandi: «La federazione ci impone limiti sulle prestazioni, chiamati Balance of Performance», continua l’ingegnere del Cavallino. Per questo la vera sfida è l’ottimizzazione delle prestazioni stesse, più che la ricerca di soluzioni estreme, concetto che può invece essere associato alla Formula 1. L’ingegnere racconta un tipico weekend di gara: «I weekend sono divisi in giorni, si parte dal day zero in cui si arriva al circuito e si inizia a preparare il garage; il day one è incentrato sulla verifica dei componenti e avvengono i primi fire up: ovvero le procedure di avviamento, che vengono ripetute più volte nel corso della settimana di gara».

«Ci vuole tanta passione e voglia di mettersi in gioco»

Si entra poi nel vivo della competizione: «Nel day two avvengono le prove libere, si segue la telemetria e si rifinisce la macchina; il day three è il giorno delle qualifiche e nel day four si completano le ultime verifiche e si disputa la gara». Ci rivela inoltre che la sua gara preferita è Le Mans: «Un circuito storico, con tanti spettatori e un’atmosfera speciale. Inoltre nel corso del weekend vengono organizzati tanti eventi, come “Le Pesage”, ovvero la pesa delle vetture nel centro città».

Prima di congedarci abbiamo chiesto ad Enrico un consiglio per chi vuole lavorare nel mondo dei Motorsport: «Ci vuole tanta passione e voglia di mettersi in gioco, tenacia e molta creatività. Infine un grande spirito di squadra».

*studentesse del Liceo Venturi, classe 3R