Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Il lascito di Giuseppe Fattori: il marketing che salva il pianeta

di Alfredo Zanghì e Alessandro Bergamini*

	Gli studenti modenesi con Giuseppe Fattori, docente scomparso a 73 anni
Gli studenti modenesi con Giuseppe Fattori, docente scomparso a 73 anni

Il docente è scomparso a 73 anni, la riduzione delle emissioni passa anche dalla lotta alla disinformazione

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MODENA. Giuseppe Fattori, docente presso l’Università di Bologna e presidente del Coordinamento Nazionale Marketing Sociale, è stata una figura chiave nell’integrazione tra comunicazione pubblica e promozione della salute, coordinando iniziative che spaziano dall'Advisory Board del "Journal of Social Marketing" alla gestione di laboratori sanitari complessi.

Scomparso improvvisamente negli scorsi giorni, abbiamo comunque scelto di pubblicare questa intervista realizzata a febbraio con la 5D del liceo Muratori-San Carlo visto quanto Fattori teneva a queste iniziative, a cui prendeva parte con grande entusiasmo.

L’impegno di Giuseppe Fattori si riflette nell'operato di associazioni come l’ISDE Italia (Medici per l’Ambiente), che lavorano per diffondere il concetto di "One Health", un paradigma in cui la salute umana, quella animale e quella ambientale sono considerate come un unico sistema interconnesso. I medici dell’ISDE si dedicano attivamente alla ricerca e alla sensibilizzazione sui rischi legati all'inquinamento atmosferico, alla diffusione delle microplastiche e alla presenza di residui farmacologici negli ecosistemi, evidenziando come la tutela dell’ambiente sia la prima forma di prevenzione per le malattie umane.

In diecimila per “Bella Mossa”

Un esempio tangibile di come il marketing sociale possa tradursi in azioni concrete è il progetto "Bella Mossa", che ha coinvolto 10.000 partecipanti capaci di realizzare 900.000 spostamenti sostenibili. I dati della sfida mostrano numeri impressionanti: 3,7 milioni di chilometri percorsi, equivalenti a quasi 100 volte il giro del mondo, con un risparmio complessivo di 740 tonnellate di CO2 . L’iniziativa ha saputo coinvolgere anche il tessuto produttivo e scolastico, con 53 squadre aziendali e 2.000 lavoratori impegnati in sfide di sostenibilità, oltre al contributo di 93 scuole primarie e 1.250 genitori. Parallelamente, la sfida ambientale si gioca a tavola attraverso l'iniziativa "CoolFood" del World Resources Institute(WRI), che mira a ridurre le emissioni di gas serra del 25% entro il 2030, in linea con gli Accordi di Parigi.

La ricerca evidenzia che la produzione di carne bovina richieda 20 volte più terra ed emetta 20 volte più gas serra rispetto alle proteine vegetali come fagioli, piselli e lenticchie per ogni grammo di proteina. Grazie al "CoolFood Pledge", i fornitori che servono miliardi di pasti ogni anno sono già riusciti a ridurre le emissioni per singolo piatto del 10% . Tuttavia, il progresso della salute pubblica deve scontrarsi con ostacoli storici, come le strategie dell’industria del tabacco. Se negli anni '40 i medici comparivano nelle pubblicità di marchi come Camel o Chesterfield per rassicurare i consumatori, oggi la minaccia si è evoluta nelle sigarette elettroniche(E-Cig).

In Italia 93mila morti all’anno per cause legate al fumo

Secondo l'FDA (U.S.Food and Drug Administration) tra il 2017 e il 2018 l'uso di E-Cig tra gli studenti delle superiori è aumentato del 78% passando dall’11,7% al 20,8%. Esiste difatti una correlazione documentata tra l'esplosione della spesa pubblicitaria, passata da meno di 20 milioni a oltre 120 milioni di dollari tra il 2011 e il 2014, e l'aumento dei giovani fumatori, che in quel periodo è passato dall'1,5% al 10% . Riguardo a ciò la rivista scientifica "Lancet" ha denunciato casi di corruzione in cui ricercatori sarebbero stati pagati dall'industria del tabacco per negare il legame tra fumo e cancro o per minimizzare i rischi del fumo passivo.

Nonostante in Italia si registrino ancora 93.000 morti all'anno per cause legate al fumo, permangono tentativi di boicottaggio della ricerca scientifica. In questo contesto, il Moige e il Ministero dell'Istruzione collaborano per promuovere stili di vita sani e contrastare la sedentarietà e l'obesità infantile nelle scuole. Il percorso verso il 2030 richiede un impegno individuale paragonabile alla "goccia del colibrì" per migliorare la qualità dell'aria, ricordando che gli ambienti chiusi sono spesso da 2 a 5 volte più inquinati dell'esterno a causa di fornelli, stufe, vernici e spray. Minacce invisibili come il Bisfenolo A, presente in lattine, cosmetici e capi di fast fashion, agiscono come interferenti endocrini compromettendo la fertilità e lo sviluppo neurologico dei bambini fin dal grembo materno. Anche il settore della moda contribuisce pesantemente, con un consumo di vestiti raddoppiato che genera criticità ambientali . A livello locale, realtà come Modena soffrono per una qualità dell’aria scadente dovuta alle emissioni di NO2 del traffico e dell'agricoltura intensiva, rendendo vitale il rispetto dei nuovi limiti europei previsti per il prossimo decennio.

*studenti del Liceo Muratori-San Carlo, Classe 5D