Alla scoperta del termovalorizzatore di Hera
Ecco come smaltire i rifiuti indifferenziati e allo stesso tempo produrre energia
MODENA. Smaltire i rifiuti indifferenziati e, allo stesso tempo, produrre energia. È questa la filosofia alla base dell’impianto di termovalorizzazione di Modena, situato in via Cavazza, tra le prime campagne a fianco del canale Naviglio e gestito da Herambiente, società del Gruppo Hera.
«Parco impianti efficiente e all’avanguardia»
L’impianto si trova in un comparto multifunzionale che vede la presenza anche del depuratore delle acque reflue della città di Modena ed un futuro impianto di riciclo plastiche rigide, che appunto verrà alimentato elettricamente anche grazie all’energia prodotta dal termovalorizzatore. Noi ragazzi della classe 5FL del Liceo Muratori San-Carlo Linguistico, siamo stati una mattina in visita all’impianto per capire ogni fase del suo funzionamento, dall’arrivo dei rifiuti indifferenziati sui camion (arrivano fino a cento mezzi al giorno) alla produzione di energia, che va a servizio della città.
Ci hanno accolto Matteo Cavallini, Capo Impianto del Termovalorizzatore, e la sua collega Arianna Berni, Assistente al Capo Impianto, entrambi di Herambiente, ed il nostro tour è cominciato con una breve introduzione teorica.
Tutto è partito da un dato: «Entro il 2030 l'Italia, come tutta l'Europa, dovrà mandare in discarica al massimo il 10% dei rifiuti urbani. Al momento la parte che va in discarica in Italia è ancora il 16%, quindi sopra all’ obiettivo europeo. Diverso è il dato presente nel territorio gestito dal Gruppo Hera, che manda in discarica solo il 2% dei rifiuti urbani: tutto il resto del rifiuto non riciclabile viene, infatti, trattato negli impianti di termovalorizzazione, che ad oggi risulta la tecnologia più sostenibile. «Questo perché Herambiente è dotata di un parco impianti efficiente e all’avanguardia», ci ha detto Arianna Berni a inizio tour.
Dai rifiuti all’energia
Come funziona, quindi, il termovalorizzatore? Il primo passaggio è la pesa dei camion che arrivano all’impianto carichi di rifiuti, per scaricarli in una fossa di stoccaggio con un volume di circa 5.000 mc, pari all’acqua che possono contenere due piscine olimpioniche. Successivamente abbiamo potuto osservare la parte più interessante, ovvero il forno a griglia, dove i rifiuti vengono bruciati e, quindi, smaltiti. Dopo aver visto il funzionamento del forno a griglia, ci siamo recati verso la parte dell’impianto in cui, grazie al calore della combustione e attraverso una turbina, avviene la produzione di energia elettrica. Energia che in parte viene utilizzata per alimentare l’area impiantistica. Il resto viene immesso nella rete elettrica urbana. In questo modo si alimenta ogni giorno l’equivalente di un quartiere di Modena. Siamo, poi, saliti fino all’ultimo piano dello stabile che ospita l’impianto e abbiamo visitato l’interno della sala di controllo, posta sopra l’enorme fossa di stoccaggio, alta una trentina di metri. L’intero processo è infatti telecontrollato continuamente, poiché l’impianto funziona h24.
All’interno della sala, decine di computer monitorano tutti i dati, dalla temperatura del forno alla produzione di energia. I dati relativi alle emissioni sono forniti in tempo reale ad Arpae, ente che si occupa di monitorare la qualità dell’aria. Dalla sala di controllo agisce anche il gruista: l’addetto che, seduto sulla sua speciale “poltrona”, controlla l’enorme ragno meccanico con cui i rifiuti vengono presi e introdotti nel forno per essere bruciati. Ricordiamo che i rifiuti che arrivano al termovalorizzatore sono quelli che non possono essere differenziati (in provincia di Modena la differenziata ha già raggiunto l’obiettivo regionale al 2027, superando l’80%). Oltre ai rifiuti urbani, che nel 2025 sono stati circa 85 mila tonnellate all'anno, ci sono anche i rifiuti speciali (ad esempio quelli delle industrie e gli scarti della raccolta differenziata), per 111 mila tonnellate all'anno. I rifiuti urbani rappresentano quindi il 43% dei rifiuti trattati.
*studenti del Liceo Muratori San Carlo, classe 5FL
