Arrigo Zanfi, artigiano da una vita: «Quarant’anni di carriera, è un’arte»
La sua storia: «Ho iniziato a lavorare come pellettiere intorno al 1968»
MODENA. «L’artigianato può essere una forma d’arte», Arrigo Zanfi è un artigiano modenese: è stato il primo della sua famiglia a lavorare con le pelli. Oggi, il signor Arrigo, in pensione, è una grande testimonianza dei mestieri di una volta, che purtroppo col tempo si è andata via via perdendo e noi studenti del liceo Muratori San Carlo abbiamo avuto l’opportunità di conoscerlo.
Raccontandoci la sua storia, Arrigo ci ha trasmesso la sua passione per l’artigianato. Zanfi, ci parli del suo lavoro.
Quando ha iniziato?
«Io ho sempre lavorato in pelletteria, è una parola un po’ generica che indica tutte le pelli. Ho iniziato a lavorare come pellettiere intorno al ‘68». Perché ha deciso di intraprendere questo mestiere? «Sono stato il primo della mia famiglia a lavorare come pellettiere. Ho iniziato quando ero un bambino, avevo 14 anni. Poi a circa 25 anni ho deciso di lavorare come artigiano, insieme a mia moglie, dal momento che facevamo entrambi lo stesso mestiere. Lavoravamo in casa perché abbiamo tre figli».
Ci spiega, a livello pratico, cosa fa un pellettiere?
«Ho iniziato a lavorare con le borse. Io mi occupavo del taglio delle pelli. Per produrre una borsa, si svolgono lavori diversi: ad aiutarmi c’era un modellista. Il modellista è quello che si occupa di creare il modello preciso di una borsa. Poi c’è un tagliatore, addetto, a punto, a tagliare le pelli. Dopodiché si va dalle banchiste, le quali mettono la colla sui pezzi. Invece, le macchiniste cuciono le parti assemblate. Il prodotto alla fine viene confezionato e va in magazzino».
Per quanti anni ha svolto questa attività?
«Sono stato un artigiano dal ‘59/’60 fino al 2000». Oggi, purtroppo, il mestiere dell’artigiano sta lentamente scomparendo. Oggi, le persone, specialmente i giovani, perché tendono a preferire comprare un nuovo articolo danneggiato piuttosto che ripararlo? «Si tratta di una questione di costi. Oggi, riparare una borsa spesso ha lo stesso costo di comprarne una nuova».
Secondo lei, in futuro ci sarà un ritorno all’artigianato?
«Credo che rimarrà sempre un piccolo gruppo di imprenditori, ma si tratterà di firme abbastanza costose, quindi non alla portata di chiunque. L’artigianato sta scomparendo perché il costo diventa sempre più alto. Ciò che prima veniva fatto a mano, adesso viene sostituito da prodotti fabbricati con delle macchine sempre più moderne che consentono di produrre tanto».
Le è mai capitato di incontrare, nel corso della sua attività, giovani che si interessavano al suo lavoro?
«Sono pochissimi i ragazzi che ho visto essere interessati alla manodopera. Oggi bisogna rivolgersi alle grandi firme per acquistare un prodotto realizzato a mano. C’è bisogno di pratica e manualità». Le è sempre piaciuto questo lavoro? «Sì, è la mia passione. Mi piace vedere i miei prodotti prendere forma. E’ una soddisfazione».
L’artigianato può essere visto come una forma d’arte?
«Sì, si tratta di creare articoli. Anche quando ad esempio un modello vecchio va rimpiazzato». Nel suo mestiere, qualcosa è cambiato con il tempo? «Sì, ad esempio anche gli artigiani talvolta utilizzano delle macchine per il taglio delle pelli. Qualcosa è cambiato, com’è normale che sia, ma non tanto».
*studenti del Liceo Muratori-San Carlo, classe 5FL
