Cani abbandonati in aumento: «Al canile crescono le rinunce»
Il “viaggio” degli studenti nel canile intercomunale di Modena, Ionta e Parmeggiani: «Il nostro lavoro con gli amici a quattro zampe»
MODENA. Sono sempre di più le persone che rinunciano al proprio animale domestico. Al canile intercomunale di Modena, Sara Ionta, coordinatrice del canile intercomunale di Modena e Alessia Parmeggiani, presidente dell’associazione di volontariato del gruppo Argo, ogni giorno lavorano per migliorare il benessere animale al fine di raggiungere l’obiettivo di rendere i cani pronti all’adozione. Le operatrici raccontano di problematiche divenute sempre più crescenti negli ultimi anni, le quali mettono in difficoltà i canili modenesi.
«Tanti non applicano il microchip»
«Prima tematica tra tutte è la questione della rinuncia di proprietà», afferma Sara Ionta. Le richieste di rinuncia sono quasi raddoppiate rispetto a dieci anni fa. Molte persone, ad oggi, si recano in canile per effettuare la rinuncia anche per motivi futili. Il numero di richieste è talmente elevato da dover stipulare vere e proprie liste d’attesa. Spesso, in canile, come sottolineato dalle operatrici, non vi sono abbastanza posti per poter accogliere tutti i cani, motivo per cui risulta necessario tenere conto della gravità delle motivazioni nella lista d’attesa. Altra questione critica è quella legata alla mancanza di microchip. «Nonostante il microchip sia obbligatorio per legge da molti anni, ci sono ancora molte persone che non lo applicano. Capita spesso che in canile, arrivino cani dispersi, spesso ben curati, ma sprovvisti di microchip. Tale mancanza crea numerose difficoltà se si deve cercare di contattare il proprietario. Da tale situazione ne nasce un’altra spiacevole, perché se nessuno reclama il cane disperso, trascorsi i venti giorni in canile, come previsto dal regolamento, il cane viene messo in adozione», come raccontato da Sara Ionta.
«L’adozione deve essere consapevole»
«È fondamentale che l’adozione sia consapevole e duratura», continua Alessia Parmeggiani. Eseguire un percorso conoscitivo con la famiglia adottante risulta cruciale al fine di capire quale sia il cane più idoneo alla nostra persona. Le esperte consigliano infatti di visitare il canile in presenza, perché spesso non si hanno abbastanza conoscenze per capire quale sia il cane più adatto a noi. Trovare il cane più compatibile alla nostra persona, sia dal punto di vista caratteriale che dal nostro stile di vita e la nostra gestione, diventa estremamente utile per evitare le richieste di rinuncia di proprietà. Sara e Alessia raccontano, inoltre, come negli ultimi anni si sia manifestato «il fenomeno delle staffette», ovvero il trasferimento di cani dal Sud al Nord Italia per cercare di migliorare o addirittura salvare la loro vita e offrire loro un futuro.
Cos’è l’adozione nel cuore
«Sono animali che vivono spesso in strada o sono gestiti da rifugi o associazioni di volontariato al meridione». Le esperte spiegano, però, come di fatto «un cane che ha vissuto al sud, ha sviluppato dei comportamenti differenti a seconda del contesto sociale, culturale, ambientale in cui viveva e ha imparato a rispondere ai pericoli in maniera completamente diversa rispetto ai cani del nord. Risulta quindi loro difficile inserirsi e adattarsi a nuove regole comportamentali e a un nuovo contesto». Per quel che concerne l’adozione, Alessia e Sara raccontano come nelle richieste giocano un ruolo fondamentale vari fattori, tra cui razza, sesso, taglia ed età. Le persone privilegiano cani di taglia piccola, giovani o ricercano cuccioli, anche se vi sono richieste per cani adulti, solo in minor quantità. Spesso, si pensa che un cane adulto non possa riabituarsi a nuove persone o faccia fatica a ricollocarsi in un contesto familiare, ma le esperte tengono molto a precisare che non è così.
Per sensibilizzare maggiormente la popolazione sul tema dell’adozione e dare la possibilità ad ogni cane di conoscere l’amore di una famiglia, le esperte hanno a cuore la possibilità di una speciale adozione: l’adozione del cuore. Tale adozione prevede l’adozione di quei cani che hanno particolari malattie, che se gravi possono portare persino alla morte, per cui la scelta può risultare difficile ed estremamente pesante, ma di grande cuore e sensibilità. Gli operatori eseguono tutti gli accorgimenti per il cane che si trova in difficoltà, spesso recandosi in cliniche, facendo tutti gli esami necessari per la cura e fornendo all’animale gli strumenti essenziali per migliorare la sua situazione.
*studentessa del Liceo Muratori-San Carlo, classe 5FL
