Gazzetta di Modena

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Scuola 2030

Cronaca di uno spettacolo: dal sottosuolo al Teatro Drama

di Sabrin*
Cronaca di uno spettacolo: dal sottosuolo al Teatro Drama

Il retroscena di “Underground” raccontato da una studentessa del Cattaneo Deledda

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MODENA. Il 22 febbraio sono stata la cronista per un giorno della nascita dello spettacolo Dal Sottosuolo - Underground, ispirato a Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij.

In realtà lo spettacolo era articolato in due atti unici. Il primo, interpretato dall’attore Francesco Gargiulo, prendeva origine dal primo capitolo del romanzo Delitto e Castigo dell’omonimo autore; il secondo, interpretato da Barbara Mazzi, prendeva spunto dal libro V, capitolo V de Il Grande Inquisitore di Dostoevskij.

Come si presenta la scena

All’arrivo, alle dieci di mattina, sono stata accolta dai due attori e dal consulente tecnico Massimiliano Bressan, oltre che dal personale del Teatro Drama. La prima operazione a cui ho assistito è stata quella che ho chiamato “dialogo tecnologico”. La scenografia era molto semplice: lo sfondo del palcoscenico era delimitato da un telo per le proiezioni di scena. Barbara Mazzi, preoccupata che lo spostamento d’aria provocato dall'attore sul palco potesse muovere il telo, lo ha sistemato ben teso; con questo piccolo gesto di tanta cura mi ha subito fatto capire quanto sono importanti anche i minimi dettagli.

Sull’angolo a sinistra del palco era disposta una TV dove apparivano in live le carte del gioco da tavolo “Trolley Dilemma”. L’attore, in un richiamo ambiguo di ruoli utilizzava le carte per simulare il gioco interattivo del primo atto. Due spettatori venivano coinvolti in una scelta etica e morale molto difficile: chi salvare e chi sacrificare, se si avesse la possibilità di farlo? E come se questo non fosse già difficile, i concorrenti dovevano convincere il pubblico a salvare personaggi terribili come ad esempio Hitler. Sull'angolo destro del palco c'era il necessario per il secondo atto: una console con due computer e un controller collegati ad una rete internet molto stabile.

Come nasce l’adattamento

Può sembrare un allestimento molto semplice, tuttavia mi hanno spiegato, e ho constatato, che ogni volta l’adattamento a un nuovo spazio di un diverso teatro richiede lavoro e pazienza: tutto quanto è stato programmato deve filare liscio. Oggi, all'attore è richiesto avere molte competenze. Barbara Mazzi, infatti, per raccontare il viaggio interiore nella scelta tra felicità o libertà e che si sofferma sul tema del dolore nella società attuale, ha avuto bisogno di fare un corso da DJ e si è avvalsa della visual art di Bill Viola. In particolare, attraverso l’immagine della donna-piangente ha condotto il pubblico a un senso di espiazione.

Con il passaggio del Vangelo secondo Matteo, tratto dal film “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini, in cui Gesù dice: “Non si possono servire due padroni", ha trasmesso l’importanza della scelta, mostrando che non è impossibile dedicarsi totalmente e contemporaneamente a due scopi opposti: Dio (o la giustizia) e la ricchezza. Per rappresentare il dolore di questa epoca, infine, ha utilizzato le crude immagini di Gina Pane.

Per lo spettacolo la compagnia A.M.A Factory ha coniato la definizione di teatro espanso. In effetti tutto il dramma dostoevskiano rappresentato dallo spettacolo si “muove” in tante direzioni. È interattivo perché coinvolge lo spettatore sia sul palco che nel profondo della coscienza di ognuno; è espanso anche perché ingloba molti codici espressivi dell’arte come il DJ set, la visual art, la recitazione e la coreografia finale: una danza che trasforma il dolore. Quando, come oggi, ci si trova in un momento di confusione, l’arte rimette al centro l'umanità.

*studentessa dell’IPSSCA Cattaneo-Deledda, classe 2Q