La danza come riscatto sociale: ecco “Corpo Vivo”
Alla scoperta del progetto: «Una riconnessione emotiva e corporea»
MODENA. Cosa nasce combinando l’arte della danza e la criminologia? Prende vita così il progetto Corpo Vivo, elaborato da Federica, una giovane donna con un lungo percorso nel mondo della danza e dell’insegnamento, che ha inoltre conseguito una laurea in criminologia.
«Così aiutiamo la vittima»
Corpo Vivo è una metodologia che attraverso una prospettiva ludico-espressiva è finalizzata a una riconnessone corporea ed emotiva. Il metodo in questione è articolato nelle seguenti quattro fasi: riscaldamento, esercizi di espressione, giochi dinamici e riflessione finale. Presenta momenti simbolici e di osservazione personale, che offrono una rilevante correlazione tra il movimento fisico e la gestione delle proprie emozioni. Corpo Vivo si pone come obiettivo di rendere la persona consapevole del proprio corpo e delle proprie emozioni, aiutarla a gestire le situazioni di stress, ampliare le sue capacità cooperative e sociali tramite l’esperienza creativa della danza. «Grazie a questo progetto – racconta con soddisfazione Federica – riesco a riconoscere le problematiche della vittima e successivamente ad aiutarla, attraverso il movimento fisico, a ritrovare fiducia in sé stessa per poter riaffrontare la società», sottolinea la fondatrice del progetto “Corpo Vivo”.
E’ riuscita ad elaborarlo in soli tre mesi, pur ritenendolo ancora in via di sviluppo, si considera già molto soddisfatta del risultato. Ha da poco iniziato ad applicarlo in alcune comunità del territorio, dove ha avuto riscontri molto positivi. Unendo la sua passione per la danza e le sue conoscenze nell’ambito della criminologia, è riuscita a riunire bambini e giovani adulti, anche non danzatori, portandoli sulla strada della consapevolezza corporea ed emotiva.
«Riceviamo ottimi risultati»
«Per ben tre anni – prosegue Federica nel suo intervento – ho anche guidato diversi laboratori all’interno delle carceri di Castelfranco, e in seguito ho realizzato alcuni spettacoli con i detenuti, ricevendo ottimi risultati, che mi hanno portata a ideare questo metodo», conclude, mostrando grande orgoglio per i risultati ottenuti fino a questo momento dal progetto “Corpo Vivo”. Continuando a diffondere con passione il suo progetto e la sua arte, Federica potrà senza dubbio aiutare innumerevoli persone a ritrovarsi fisicamente e mentalmente nel contesto che le circonda. Il progetto “Corpo Vivo” ci ricorda quanto oggi sia importante fare prevenzione e – soprattutto – parlare di salute mentale e come quest’ultima vada tenuta in considerazione tanto quanto la salute fisica.
*studentesse del Liceo Venturi, classe 3I
