Gazzetta di Modena

Modena

Scuola 2030

Storia dei modenesi in Oriente

di Jessica Gasparini, Alice Franchini, Stella Borghi e Mattia Vaccari*
Storia dei modenesi in Oriente

Il resoconto dopo il viaggio studio in Cina: «Esperienze uniche sia dentro che fuori da scuola»

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MODENA. Quando parliamo di “Erasmus” intendiamo un programma europeo per condividere culture e aiutare i ragazzi a fare nuov

e esperienze fuori dal loro Paese, sia in ambito scolastico e lavorativo. I progetti Erasmus sono aumentati, e di pari passo anche i giovani che vogliono parteciparvi; ma ad aumentare sono anche le mete. Proprio per questo abbiamo colto l’occasione di intervistare Lorenzo uno studente dell’Istituto Commerciale Meucci di Carpi, riguardo al suo Erasmus in Cina. Qualcuno potrebbe chiedersi perché proprio l’Erasmus in Cina? Lo studente ci dice che la Cina è un paese che lo ha sempre affascinato, e lo ha fatto anche per mettere alla prova se stesso, vivendo in un contesto culturale completamente diverso da quello italiano. Ovviamente non mancano gli obiettivi didattici visto che lo studente intervistato frequenta l’indirizzo “RIM” (Relazioni e Marketing internazionale), infatti, il Cinese è la terza lingua che studia tra le materie d’indirizzo. Andare in Cina gli ha permesso di imparare e interiorizzare meglio la lingua.

«Ho fatto amicizia in poco tempo»

Nel suo mese di permanenza le sue tappe sono state: Il primo College il “Tianjin Medical College” una struttura alla pari con le nostre università di medicina, un campus che ospita oltre 8.000 studenti nel quale è compreso un museo di anatomia privato. Il secondo college è stato il “Tianjin Bhoai Vocational Technical College", paragonabile a un istituto tecnico/professionale italiano; nel quale alloggiano circa 20.000 studenti. Lorenzo faceva parte di un gruppo di sei persone più un accompagnatore. Il gruppo appena arrivato all'aeroporto di Tianjin ha incontrato altri due professori del posto, che li hanno portati all’istituto. «Per tutta la permanenza, sono stato trattato con gentilezza da professori e studenti; quando andavamo a fare shopping i cinesi chiedevano ci chiedevano delle foto come se fossero celebrità». Il motivo di queste richieste è che vedere degli occidentali in quella parte del paese è molto difficile, non essendo una località turistica.

Lorenzo ci ha raccontato che nel primo college, ha avuto la possibilità di provare quali sono le loro medicine tradizionali: infusi di erbe aromatiche, massaggi cinesi, coppettazione, agopuntura e lezioni sul primo soccorso; nella seconda struttura, ha fatto attività sportive come: tiro con l’arco, arrampicata, corsa, ping pong. Oltre a tutto ciò, essendo un istituto tecnico/professionale, ha potuto tagliare e assemblare tubi, costruire statue in cartongesso, purificare l’acqua cambiando il livello di PH e studiare la diramazione di un fungo in acqua. Al di fuori delle attività scolastiche ha fatto anche tanti tour esterni. Hanno visto a Pechino la Grande Muraglia Cinese, la Città Proibita e il Tempio del Cielo. La loro routine aveva inizio alle 8.30 con le lezioni, per finire nel tardo pomeriggio con la cena alle 17.30. La sera venivano passate insieme da tutti i membri del gruppo, a volte anche insieme agli studenti del posto. «Sono riuscito a stringere rapporti di amicizia nonostante il poco tempo trascorso. È stata un’esperienza unica e formativa che ha messo alla prova il mio spirito di adattamento in contesti molto lontani da quelli a cui sono abituato solitamente», afferma lo studente.

*studentesse del Liceo Venturi, classe 3I