Professione oculista: «Vi spiego la patologia dell’occhio secco»
Il dottor Carelli introduce i rischi legati a trascorrere troppo tempo davanti a uno schermo
MODENA. Quanto tempo trascorriamo ogni giorno davanti ad uno schermo? Ne abbiamo parlato con il dottor Claudio Carelli per capire quali rischi può comportare.
«Le persone non sembrano rendersene conto»
«L’occhio secco è una patologia che comporta una disfunzione del film lacrimale: quando il film non funziona si asciuga la cornea, diventando uno stimolo infiammatorio che porta l’occhio a seccarsi ancora di più. Si crea così un ciclo continuo con arrossamento e difficoltà che possono diventare anche invalidanti sul lavoro», spiega Claudio Carelli, l’oculista del Pcm di Modena.
«C’è una correlazione diretta tra il tempo trascorso davanti ad un monitor e questa sindrome: le persone possono non rendersi conto di avere un occhio secco in fase iniziale, arrivando così anche in stadi piuttosto avanzati». «Nei casi più persistenti o non trattati, l’occhio secco può provocare danni alla superficie oculare», ci spiega ancora l’oculista Claudio Carelli.
Quali possono essere le cause
«La mancanza di una corretta lubrificazione può infatti favorire micro lesioni della cornea, che provocano la perdita della sua trasparenza arrivando a dover eseguire un trapianto, che in caso di occhio secco, è particolarmente ad alto rischio». «Un’altra delle cause che provocano l’occhio secco spesso è la disfunzione delle ghiandole sebacee all’interno delle palpebre: per risolvere questo problema si può fare un ciclo di luce pulsata, che agisce in modo mirato. L’obiettivo è quello di arrivare ad avere un occhio più disinfiammato e permettere la vita quotidiana senza difficoltà, perché dall’occhio secco, in realtà, non si guarisce mai».
*studentesse del Liceo Muratori-San Carlo, classi 5G e 5FL
